E' passato tanto tempo. Si diradano sempre di più i momenti in cui ho voglia di scrivere qualcosa.
Un po' perché mi è sempre più difficile riuscire a trovarne l'utilità, un po' perché mi sembra terribilmente autoreferenziale.
I santi possono permettersi di scrivere di Dio senza cadere nell'autocompiacimento, io temo di scrivere per me stessa e non posso permetterlo.
Donlo mi chiedeva altre poesie da pubblicare sul suo blog ma non ci riesco. Non riesco più a comporre niente.
In verità l'anima parla ancora e parla di continuo.
Scende, forse, via via, verso l'essenziale e dice poco, pochissimo. Ma parla di continuo.
Col suo Creatore.
E' un vero peccato che i momenti di preghiera intima siano pochissimi... eppure il dialogo mi pare fitto lo stesso. Voglio dire (e spero di non sproloquiare), il contatto tra di loro non si limita più ai luoghi d'incontro di rito, no, è pacifico che viaggino assieme come il respiro.
Così che anche quando sono in automobile o sto pulendo casa, per fare un esempio, trovo quel momento di astrazione che mi fa dire "Signore stammi vicino" o "Signore sono stanca" o "Dio ti rendo grazie!" e non perché sia un momento ma perché vocalizzo ciò che in realtà è un contatto costante.
Costante.
Non dimentico che sono sua.
Non posso dimenticarlo nemmeno un istante.
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