13/04/2005 07:48
Ancora non ho realizzato a fondo quello che mi e' successo.
E la parte nera di me sotto sotto dice "vedrai che tanto non
durera'...". Invece dura, sono ancora qui, sto ancora cosi'. Come coloro
che son sospesi...
Mi si e' spalancata l'altra faccia dell'esistenza, davanti a me l'Immensita'.
Vivo questa vita di tutti i giorni pensando che e' bellissima ma... ma davanti a me c'e' l'immensita'.
Sono non serena, felice. Mi alzo felice la mattina, gioco coi bambini, abbraccio mio marito, sono allegra e scherzosa...
Da quanto tempo non ero cosi'!...
Qualcuno deve aver spinto un pulsante, cinque mesi fa', o quindici anni fa'... e mi ha spenta.
Ho letto una volta un passo che diceva "al buio e' meglio accendere
una luce che maledire l'oscurita'..." e il bello e' che stava scritto su
una scatola di fiammiferi!!!
Troppo forte!
Ecco, sono stata aiutata ad accendere quella luce, fioca fioca ma
non si e' mai spenta. Il buio non mi ha trovata nella maledizione ma nel
dolore stupefatto si'.
E adesso e' passato.
Non scherzo, sono tornata come ero a 18 anni! Felice, innamorata, allegra, piena di energia, grata alla vita.
Ieri pomeriggio, tornando a casa in macchina, sono stata presa
dall'ansia, ho cominciato ad avere problemi di respirazione, a pensare
alla morte...
Poi mi sono detta "Aspetta, forse anche queste sono nuovamente tentazioni..." e ci ho pregato sopra.
Passato tutto.
Torno a ripeterlo, mi si sono splancate le porte dell'Immensita'.
Guardo il cielo stellato o il cielo in tempesta e dico "A tutto questo
prima o poi tornero'."
C'e' vita, dopo la vita. C'e' Dio. C'e' Maria che apre le braccia per accogliermi.
Ieri sera coccolavo la mia cucciola come faccio sempre prima di
metterla a ninna. Lei lo sa e si mette in posizione, ciuccio in bocca,
tutta raccolta fra le mie braccia, poggia il viso sul mio cuore e io
chino il mio verso di lei. Diventiamo un nodo morbido...
Ecco, vorrei stare cosi' tra le braccia di Maria e di Dio Padre.
Se il mio amore per Davide e Micaela e' cosi' grande, quanto grande potra' mai essere l'amore di Dio per me?
13/04/2005 15:22
L'ombra della luce
Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente,
quando il mio percorso, si fa incerto,
E non abbandonarmi mai...
Non mi abbandonare mai!
Riportami nelle zone più alte
in uno dei tuoi regni di quiete:
E' tempo di lasciare questo ciclo di vite.
E non abbandonarmi mai...
Non mi abbandonare mai!
Perchè, le gioie del più profondo affetto
o dei più lievi aneliti del cuore
sono solo l'ombra della luce,
Ricordami, come sono infelice
lontano dalle tue leggi;
come non sprecare il tempo che mi rimane.
E non abbandonarmi mai...
Non mi abbandonare mai!
Perchè, la pace che ho sentito in certi monasteri,
o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa,
sono solo l'ombra della luce.
(Franco Battiato
Album: "Come un cammello in una grondaia"
EMI Records, 1991)
14/04/2005 08:17
Ieri sera ho letto finalmente il testamento sirituale di Papa Giovanni Paolo II.
Proprio tra le prime righe sottolinea l'elemento fondamentale dell'insegnamento che ha ricevuto:
"...ognuno deve tener presente la prospettiva della morte. E deve
esser pronto a presentarsi davanti al Signore e al Giudice ? e
contemporaneamente Redentore e Padre. Allora anche io prendo in
considerazione questo continuamente, affidando quel momento decisivo
alla Madre di Cristo e della Chiesa ? alla Madre della mia speranza.".
Ecco: l'esperienza che ho fatto negli ultimi mesi (o anni, torno a ripetere) assume contorni sempre piu' precisi e sorprendenti.
Io non ho fatto altro che vivere questa consapevolezza della morte,
per mesi e mesi, ogni santo giorno, ogni momento... Dapprima come
tentazione del male, poi trasformata dalla conferma della presenza
(dovrei dire esistenza) di Dio.
Davvero non c'e' tentazione che Dio non voglia, che Dio non permetta. Anche in questo credo che Satana abbia poca autonomia.
Mi ha portata a vedere la morte con l'intento di trasformare questa esperienza in non-speranza (disperazione).
Dio mi ha aiutata, ferma restando l'esperienza della morte, a ritrovare la Speranza.
Tramite Maria, poi.
Anche in questo ritrovo delle concordanze con il testo del Papa. E'
tramite Maria che si salvera' il mondo. Lei che convogliera' a Dio le
anime. Grazie a Lei ci siamo finora salvati.
Tramite Maria sono tornata a vedere la Luce, dopo il grande buio.
Ora, mi guardo da fuori... come faccio costantemente. Mi vedo andare
a lavoro, parlare con i colleghi, giocare con i miei figli, abbracciare
mio marito, ascoltare i miei genitori, lavorare al computer, pagare le
bollette, cucinare, fare lavatrici... E non c'e' differenza con la
persona che anche prima faceva tutte queste cose.
Rimango terrena. Continuo a vivere la mia quotidianita'.
Eppure la mia anima e' cambiata. Ed esulta dentro di me.
La settimana scorsa facevo tutto trascinandomi,spenta e scontenta. Adesso sono tornata a ridere. Se non e' un miracolo questo!
15/04/2005 09:44
Fare i conti con la sofferenza degli altri mi rattrista sempre... non
tanto per il dolore in se' quanto per la perfetta inutilita' con cui lo
si vive.
C'e' un profondo non senso nelle realta' che incontro.
Giustificazioni, riempitivi, escamotages... ma e' sempre e comunque
tutto fine a se stesso.
Il dolore esiste, fa parte delle nostre vite, ma ha anche una sua essenza, una sua dignita'.
Ha un significato, non dico senso, dico significato.
C'e' differenza.
Posso soffrire senza un senso apparente, ma posso dare al mio soffrire un significato, questo posso farlo. Sempre.
Il dolore e' merce di scambio.
Posso offrirlo, puo' aiutare qualcuno, puo' essere convogliato in un flusso di energie magari misterioso ma di sicuro approdo.
Soffrire inutilmente, questo davvero e' atroce.
Rendere sterile un potenziale, questo davvero e' diabolico.
Torna il concetto di non-speranza.
Quello che l'anticatechesi del mondo vuole inculcarci!
Ieri pomeriggio parlavo con Laura.
In anni e anni e anni di matrimonio non si era accorta che il suo rapporto col marito stava andando verso l'incomunicabilita'.
E' cascata letteralmente dalle nuvole quando ha scoperto il tradimento.
Le si e' aperto un mondo sconosciuto quando la psicologa le ha parlato di "rapporto inesistente".
Lei era stata tutta presa dai figli, tutta presa dal giustificare su di loro la propria esistenza.
E ora e' crollata.
Ma dov'e' la contropartita del suo dolore? Dov'e' il significato di quello che sta vivendo?
A cosa portera' questa nuova sofferenza?
Ecco, nel mio piccolo credo che tutto si possa trasformare, perfino
quello che fa male, che lacera, che apparentemente distrugge.
Abbiamo la possibilita' di toccare le nostre ferite, scavarci dentro
e aprirle meglio per trasformarle in solchi e lasciare che Dio ci
semini dentro qualcosa di buono. Per chi o per cosa, forse non lo
sapremo mai, ma non deve nemmeno interessarci.
18/04/2005 08:09
Il Salmo 89 nelle Lodi di questa mattina citava "Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore.".
Gia' si allontana il fuoco che mi ha acceso in quest'ultimo periodo,
resta una brace sonnecchiosa che ogni tanto zampilla e ogni tanto si
acquieta.
Deve essere stato lo Spirito Santo, che come sempre dura il tempo che dura, poi va via. E non so quando tornera'.
Resta dentro di me la sensazione forte di un cambiamento, il solco
di una svolta che ormai ho intrapreso... Ma l'entusiasmo si e' assopito.
Ora saltello di meno, rido meno rumorosamente, e se qualcosa deve
urtarmi mi urta. Non che sia tornata quella di prima, no, questo no.
Mi sono attaccata con la sete di sempre al Rosario recitato da Radio
Maria e ho pregato ad alta voce, cercando di scacciare i pensieri di
distrazione... Ma sono sempre meno entusiasta dei giorni passati.
Solo questo Salmo mi ha per un attimo riacceso, perche' e' il
proseguimento del discorso che Dio sta facendo con me proprio ora (o da
una vita), un modo per confermarmi che non ho capito male, che mi sta
parlando, mi sta insegnando.
La verita' e' proprio che nel giro di poco ho ricominciato a
dimenticare quanto sono vicina ogni giorno alla fine dei miei giorni.
Ogni giorno rappresenta un conto alla rovescia.
E ogni tanto io smetto di contare.
L'altra frase-attizzatoio che sempre riesce a commuovermi e'
"l'anima mia ha sete del Dio vivente". Perche' davvero se c'e' una cosa
che percepisco chiaramente e' proprio questa sete. Questa nostalgia
terribile di Dio.
La mia anima piange e geme dentro di me, ha vissuto aridita'
spaventose e ne ha sofferto. Tutt'ora le manca la vicinanza di Dio, la
sento struggersi al Suo ricordo e se solo le concedessi di sfogarsi
(ascoltata), riverserebbe fiumi di lacrime e di dolore.
Povera anima mia! Mia vera Me Stessa! Quanto a lungo ti ho tenuta prigioniera!
20/04/2005 07:52
E' cosi' abbiamo un Papa.
Be', era ora! Cominciavo a sentirmi smarrita... Senza Governo, senza Papa...
Ora va meglio. Ratzinger mi era entrato nel cuore dopo la
celebrazione del funerale di Giovanni Paolo II, mi aveva davvero
colpita. Soprattutto i suoi occhi.
Poi, quando lunedi' ha aperto il Conclave, io ero collegata a Radio
Maria e ricordo che mi sono detta: "Oh, meno male, fatemi riascoltare la
sua voce!".
Sentirlo parlare in latino, mi tocca qualche corda speciale.
Ero preoccupata, come tutti, per la scelta del successore di Karol,
ma quando ho sentito la nomina, quando ho sentito il suo nome,
Ratzinger, ho esultato dentro di me... e ho capito che me lo aspettavo.
No, non e' stata una sorpresa, neppure per una che il Vaticano lo segue
tanto poco.
Il suo volto, affacciato, mi e' sembrato raggiante... Poi di nuovo quegli occhi. Fissi. Intelligenti, attenti.
No, niente a che vedere col calore e lo spirito di Karol. Sara' davvero tutto diverso.
Spero solo che contribuisca alla salvezza delle anime e non
all'allontamento di chi proprio in questi ultimi giorni aveva cominciato
ad affacciarsi al discorso di fede. O in qualsiasi altro modo lo si
voglia chiamare.
Madre Santissima, prega per noi.
22/04/2005 07:16
Non capisco.
Cosa vuoi da me? Non privarmi del tuo Santo Spirito! Mi vedi, sono
stanca, fisicamente debole, psicologicamente fiacca. Non volevo tornare
alla vita di sempre, non con lo spirito di sempre!
Ti prego, ti prego aiutami, voglio continuare a camminare nel tuo nome!
Non mi manca niente... ma mi manca il tuo Spirito, Padre mio.
26/04/2005 07:51
Cancellate Talete!
E' una voce che non c'entra niente, in questo mondo di bloggisti, in questa babele! Delete, delete!
Stavo per mollare, mi sentivo davvero giu'. Quanto senso di
inutilita' regala il maligno! Quanto gode il suo odio a farci sentire
stupidi, abbandonati a noi stessi, incoerenti...
Quando vedo che si prende troppo spazio, mi rendo conto che devo
fare qualcosa per allontanarlo e allora la prima idea che mi viene in
mente e' la confessione.
Sabato dopo pranzo sono andata da Don Ale.
Chissa' a quanta gente deve aver fatto sorridere che sia stato un mio ex! E ogni volta che ci parlo ne sorrido un po' anch'io.
Ale aveva 17 e io 18, tra l'altro qualcuno avrebbe pure potuto farmi
passare guai legali, volendo! Un minorenne... E si sapeva che covava
una vocazione, dentro di se'. Ma io mi ero impuntata. Ragazzina viziata!
Volevo a tutti i costi dimostrare a me stessa il successo nelle
imprese piu' difficili... Non solo conquistare un uomo, non solo
scandalizzare il paesino con uno piu' piccolo di me, ma addirittura con
uno che si vociferava volesse farsi prete!
E' durata pochi mesi e Dio sa quanto e' stata pura la nostra
pseudo-relazione. Mi e' stato affidato vergine e vergine l'ho
restituito! La stessa cosa lui con me.
No, non e' facile immaginare affettuosita' e sensualita' pulite.
Veramente, profondamente pulite. Ma Ale era un puro nel profondo e tutto
quello che lo riguardava era puro. Candido.
Adesso siamo cresciuti, ognuno nella sua strada, ci guardiamo e ci
vediamo fratelli, intimamente fratelli, legati da un affetto che ha
saputo trasformarsi nel tempo, grazie a Dio.
Incredibile! Io sono stata la sua prima ragazza e io sono stata la sua prima confessione!
Che meraviglia!
Sabato sono andata a confessarmi da lui, dicevo, parlandogli di un po' tutto quello che mi era accaduto.
Non mi ero preparata, gliel'ho detto, la confessione sarebbe stata
in un certo senso farmi chiarezza, con la sua supervisione. E parlando,
raccontando, piano piano si sono focalizzati i "peccati" che non
riconoscevo.
Peccati...
Quello che ho capito tanto tempo fa, su cui sono stata amorevolmente
illuminata, continuo a portarmelo dietro. I peccati non sono altro che
quelle situazioni in cui potrebbe nascere qualcosa di buono e noi
roviniamo tutto...
Quando per esempio si dice "...che peccato!". Che so, come sporcare
un bellissimo vestito da sera... Che peccato! Avere avuto in dono un
cervello pensante, intelligente, profondo, e mandarlo in pappa con
stordimenti vari... Che peccato!
Ma un "che peccato!..." detto con amore, con tenera tristezza... Non col dito puntato, no, con tenera tristezza...
La confessione mi ha fatto bene. Domenica sono andata a messa con Davide e gia' sentivo il vigore spirituale tornare nel cuore.
Stamattina in macchina, le preghiere di rito, ma con una bella novita': il messaggio della Madonna di Medjugorje di ieri.
Padre mio, non mi lasci mai un attimo!
Da quante cose mi proteggi e mi hai protetta!
Discreto, silenzioso, rispettoso... eppure sempre presente.
Guarda dove mi hai messa! Nel paese piu' bello, nella citta' della
Chiesa, in un quartiere illuminato e perfino dentro una parrocchia
attiva, rivolta ai giovani, come poche ce ne sono!
E' un caso, tutto questo?
Potevo essere musulmana, buddista, nascere ovunque e in un qualsiasi
altro contesto socio-religioso... Ma sono qui. Mi hai voluta qui.
E io abbraccio questa fede che mi ha i dato, dalla fede cristiana mi sento abbracciata.
Ora torno al lavoro, inizia una nuova giornata. Colleghi, richieste, burocrazia, saluti educati, veleni e sorrisi.
Rendimi tuo strumento.
27/04/2005 07:46
Messaggio della Madonna di Medjugorje del 25 aprile 2005
Messaggio del 25 aprile 2005
"Cari figli, anche oggi vi invito a rinnovare la preghiera nelle
vostre famiglie. Con la preghiera e la lettura della Sacra Scrittura
entri nella vostra famiglia lo Spirito Santo che vi rinnoverà. Così
diventerete insegnanti della fede nelle vostra famiglia. Con la
preghiera e il vostro amore il mondo andrà su una via migliore e l?
amore comincerà a regnare nel mondo. Grazie per aver risposto alla mia
chiamata."
28/04/2005 10:22
Come un leone ruggente
Ancora tentazioni. Mi conosce, sa quali sono le mie debolezze. Nel
momento di maggiore abbandono, notte e prima mattinata, raspa alla
porta, annusa la mia stanchezza e si infila come fumo impalpabile.
Ma io non ti lascio! Non mi lasciare, no, non ti lascio, non
lasciarmi, io non ti lascio, mi aggrappo a te, mi rannicchio, mi
arrampico, mi stringo a te e ti cerco. Ti chiamo, Signore, ti prego. Ti
prego, non lasciarmi.
Non ti lascio.
E' ora di andare al lavoro. Mi sto svegliando piano piano e sono irritabile.
No, non voglio litigare con mio marito, fatemi andare, voglio
sedermi in macchina e unirmi alle preghiere, che la mia bocca proclami
la tua lode!...
No, non voglio pensare a chi ho sognato stanotte, non voglio pensarci, fatemi andare, voglio accendere la radio!
Saluto i bambini all'asilo, sono sereni, mi sorridono. Chiudo lo
sportello e finalmente accendo. A quell'ora parlano del Santo del
Giorno... Gia' comincio a respirare un'altra aria.
La voce mi racconta di chi ha vissuto il messaggio di Cristo con la propria vita e non solo a parole.
Lo so, sembra bigotto, lo so, sembra una fuga...
Sembra? E', si',una fuga! Si' che lo e'!
Come Micaela quando si mette paura e subito abbraccia le mie gambe. Come Davide che sente un tuono e subito si gira a guardarmi.
Certo che e' una fuga, certo che ho paura!
Ma non chiamatela evasione, questo no.
Faccio sempre la stessa strada, che per un tratto costeggia il mare e poi si tuffa in aperta campagna.
Inizia il Rosario, apro la mia bocca, faccio uscire la mia voce,
posso sentirla solo io ma intanto il mio pensiero va verso le persone
per gui prego, mi unisco all'umanita' e mi ci perdo.
Il mare e' sereno, stamattina, gia' assomiglia vagamente al suo ritratto estivo...
Misteri della Luce. Penso a Giovanni Paolo che li ha voluti. Sta pregando anche lui, in questo momento.
Penso alle persone che mi hanno risposto sul blog, Maria prega per loro!
Penso a mio padre, affannato, Maria prega per lui!
Penso a Dollo, di nuovo in ospedale, Maria prega per lui!
Penso a Valentina, con la sclerosi multipla, Maria prega per lei!
Penso a tutti, a tutti, a tutti! Mi unisco all'umanita' e mi ci perdo.
Quarto mistero della Luce, Gesu' si trasfigura.
Davvero non dovrei pensare a chi ha tramandato questa leggenda metropolitana? Certo che ci penso!
Ma ci credo.
Pregando attraverso tutti i secoli che mi separano da quella trasfigurazione... ci credo. Io ci credo.
Arriva la lettura del giorno, e anche questa parla della trasfigurazione. Che meraviglia!
E il primo Salmo delle Lodi?
"Mio Dio, all'aurora ti cerco, di Te ha sete l'anima mia, come terra deserta, arida, senz'acqua."
Ancora quei versi!... Mi rincorrono!
Ecco, sto di nuovo bene. Ora posso iniziare la giornata, ora posso
salutare e sorridere, guardare, parlare, lavorare, discutere con mio
marito, pensare a chi ho sognato stanotte... alla tua luce, Padre mio!
Alla tua luce.
Non lasciarmi, io non ti lascio, no che non ti lascio, non lasciarmi.
29/04/2005 09:45
Santa Caterina da Siena
Santa Caterina da Siena
vergine e dottore della Chiesa, patrona d'Italia
"Ciò che più stupisce nella vita di S. Caterina da Siena non è tanto
il ruolo inconsueto che ella ebbe nella storia del suo tempo quanto la
maniera squisitamente femminile con cui svolse questo ruolo. Al papa,
che ella chiamava col nome di "dolce Cristo in terra", rimproverava lo
scarso coraggio e lo invitava ad abbandonare Avignone per fare ritorno a
Roma, con parole umanissime come queste: "Su, virilmente, padre! Che io
vi dico che non bisogna tremare". A un giovane condannato a morte, che
ella accompagnò fin sopra il patibolo, disse nell'ultimo istante:
"Giuso! alle nozze, fratello mio dolce! che tosto sarai alla vita
durevole".
Quando sedeva a tavola con i suoi discepoli, badava a non urtare le
gelosie di qualcuno e non di rado, come fa la madre col bambino
permaloso, dava l'imbeccata col proprio cucchiaio a chi si sentiva
trascurato da lei. Poi la voce sommessa della donna mutava tono e si
traduceva spesso in quell'"io voglio", che non ammetteva tergiversazioni
quando erano in questione il bene della Chiesa e la concordie dei
cittadini."
Per saperne di piu'
http://www.totustuus.net/modules.php?name=NukeWrap&page=http://www.totustuus.it/santo/santo_0429.htm
Anche oggi, solennita', il primo Salmo delle Lodi recita "O Dio, tu
sei il mio Dio, all'aurora Ti cerco, di Te ha sete l'anima mia, come
terra deserta, arida, senz'acqua. Cosi' nel Santuario ti ho cercato..."
Ti cerco, Signore. Ti cerco. Non Ti lascio.
Maria Santissima, dolce Madre!
Benedici, ti prego, tutte le persone che si rivolgono a me!
Oggi in particolare ti prego per le donne, per intercessione Tua e di Santa Caterina.
Dona a noi coraggio e vigore!
Dona consapevolezza e dignita'!
Proteggi le nostre debolezze, risana le nostre ferite, chiamaci ancora una volta a donare la vita.
A donare la vita.
In qualunque forma il Signore la voglia.
Che nessuna rinneghi la propria chiamata
ad essere profondamente donna.
Tu che sei fra tutte la Santa, ascolta questa preghiera!
02/05/2005 07:37
Madre Teresa di Calcutta
Ama la vita così com'è
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.
Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.
Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.
Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.
Non vivere mai senza vita!
03/05/2005 08:11
Come al solito sono l'ultima ad andare a letto, la sera.
Come sempre passo per la camera dei bambini per un'ultima carezza.
Ieri e' stato uguale... un momento magico in cui li vedo cosi' piccoli e abbandonati che mi si gonfia il cuore di tenerezza!
Una tenerezza infinita, incontenibile. Davvero, a volte mi chiedo
come faccia il cuore a contenere tanta felicita' e tanto amore.
Li ho coperti, li ho carezzati, una traccia leggera sul viso, un respiro di dita sui capelli...
Non si accorgono di nulla, dormono angelici.
Poi sono andata verso la porta e mi sono girata ancora una volta a guardarli.
Di quale grande benedizione il Signore a riempito la mia casa!
Non ho potuto fare a meno di addormentarmi recitando il Gloria...
Gloria, gloria, gloria! Perche' Tu sei grande, mio Signore, e mi hai colmato di benedizioni!
Gloria, gloria, gloria a Te!
Mentre anch'io scivolavo nel sonno, ho pensato che, chissa', magari
qualcun altro, durante la notte, viene a guardarmi con lo stesso sguardo
di tenerezza...
Magari anche Lui sorride colmo d'amore osservandomi abbandonata, e mi sfiora il capo con un'impalpabile carezza...
Gloria, gloria, gloria a Te, Signore, gloria a Te, Padre!
04/05/2005 07:46
E se non so pregare?
Racconti di un pellegrino russo
(...) Ripresi il cammino e dopo parecchia strada giunsi ad un
monastero dove c'era un abate molto caritatevole, devoto e ospitale con i
pellegrini. Andai da lui. Mi accolse amichevolmente, mi fece sedere e
mi offrì del cibo. «Padre», gli dissi, «non mi occorre il cibo: desidero
da voi un insegnamento spirituale. Ho sentito dire che occorre pregare
senza interruzione ma non so come si possa fare; anzi, non riesco
neppure a capire che cosa significhi l'orazione ininterrotta. Vi prego,
spiegatemelo». Mi diede un libro dove si diceva che le parole
dell'Apostolo si riferiscono alla preghiera che nasce da una mente
sempre immersa in Dio. Ma non aveva spiegato niente. Passai la notte da
lui e al mattino, ripresi il cammino senza saper bene dove andare.
Camminai per circa cinque giorni lungo la strada maestra, finché una
sera incontrai un monaco che viveva in un eremo poco lontano. Era uno
starets (= un maestro spirituale). Mentre lo accompagnavo gli esposi il
mio problema. Allora mi invitò nella sua cella e mi disse: «Per
"preghiera continua" non si intende altro che la cosiddetta "Preghiera
di Gesù" o "preghiera del cuore", che consiste nella continua ed
incessante ripetizione del Nome di Gesù con le labbra, con la mente e
con il cuore, durante ogni occupazione, in ogni luogo e tempo, anche nel
sonno. La Preghiera si compone di queste parole: " Signore Gesù Cristo,
Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore!". Chi si abituerà a questa
invocazione proverà una tale consolazione e un tal bisogno di
pronunciarla di continuo, che non potrà più vivere senza di essa, ed
essa fluirà spontaneamente dentro di lui. Ora hai capito che cos'è
l'orazione ininterrotta?». «Ho capito padre mio, ma ora insegnatemi come
arrivarci!». (...)
Il racconto per intero si trova su:
http://www.capua.net/erasmo/Biblioteca/PelegrinoRusso/Index.htm
06/05/2005 08:12
Mi stai chiamando? Eccomi!
Domani andrà a Terni una delle veggenti di Medjugorje.
E' da tempo che mi sto preparando per esserci e guarda caso tutto si
scatena al'ultimo momento per riuscire a farmi dire "forse è meglio di
no, sarà per un'altra volta, come faccio?"...
E invece no, sono testarda. Non gliela dò questa soddisfazione.
La considero una chiamata... Non è forse la stessa Madonna che ad
ogni messaggio lasciato ai veggenti, conclude dicendo "Grazie per aver
risposto alla mia chiamata."?
Pensa! E' Lei che ringrazia noi!...
Organizzerò ugualmente i bambini, mi porterò sediolina e
antidolorifici per le crisi di mal di schiena e tutto il necessario
perché Micaela stia con me senza disagi.
E' da Medjugorje che è partita la mia conversione: adesso un pezzetto di Medjugorje viene vicino a me.
Non posso fare finta di niente.
Padre mio, a Te chiedo di predisporre il mio cuore, perché possa in questa occasione essere terreno fertile.
12/05/2005 13:38
Lascia al silenzio ogni parola...
Incontro a Terni di Sabato 7 Maggio con una dei veggenti di Medjugoje, Marja Pavlovic.
Campo sportivo all'aperto, adiacente alla Chiesa.
Arrivo prestissimo per un sopralluogo e invece c'è già chi sta
recitando il Rosario. In prima fila una serie di persone in sedia a
rotelle, tanti anziani, qualche handicappato.
Non ho tempo per andare a cercare merendine o acqua, mi siedo.
Cerco di fare raccoglimento e mi unisco al Rosario.
Non ho impedimenti di alcun tipo, Micaela (mia figlia piccola) è affidata ai nonni, più in fondo.
Sono concentrata e già commossa quando alla fine del Rosario una volontaria annuncia il programma.
Adorazione del Santissimo, celebrazione della Messa, poi alle 18.40
la veggente avrà l'apparizione quotidiana della Madonna. Dopo la quale
ci farà la sua testimonianza...
Apparizione? Quale apparizione?
Non ero preparata! Non avevo capito che la veggente che sarebbe
venuta, Marja, era proprio quella che continua ad avere le apparizioni
ogni giorno!
Oddio (appunto)!
Cerco di raccogliermi nuovamente in preghiera ma è difficile, raduno
dentro la testa tutte le persone che voglio raccomandare a Maria!
E per un attimo sorrido fra me e me: tipica mentalità italiana
quella di cercare raccomandazioni! Ma, capirete, è un'occasione così
unica!...
Passa un cestino, tra le file di sedie, dove lasciare le proprie preghiere, la veggente le presenterà alla Madonna.
E io lascio le mie, ci sono tutti, o meglio, ci SIETE tutti.
Pregando mi sfiora questo pensiero: "Vedi? Avevi bisogno di prove?
Be', se la tua fede è così povera, allora vieni, mi metto al tuo
livello."
Durante la Messa il sacerdote interrompe un attimo l'omelia per
annunciare "Ecco, nel frattempo è arrivata Marja, diamole il benvenuto e
continuiamo a pregare...". Tutti gli occhi si allungano come fossero
elastici! Marja è proprio lì, come l'avevamo vista tutti sui giornali o
in tv. E' col marito e uno dei figli piccoli. Sorride e si raccoglie in
preghiera. In verità ha l'aria di una che dalla preghiera non si
distoglie mai, anche parlando o richiamando il bambino.
Alla fine della Messa le lasciano un microfono e lei ci invita a recitare il Rosario in ginocchio.
Quando sono le 18.30 ci chiede di recitare 7 Pater, 7 Ave e 7 Gloria come le ha insegnato la Madonna.
Ho il cuore a mille. Mi guardo dal di fuori e credo di avere
un'aria terribilmente mistica ma chissene, ci sono anch'io! Sta per
rivelarsi la Madre di Dio e ci sono anch'io! Tra migliaia di persone, io
ci sono! E prego, prego, prego!...
La voce di Marja amplificata dal microfono sta dicendo un'altra
volta "Padre nostro" ma ecco che si spegne. La sua voce si spegne,
letteralmente.
Il suo viso si alza, si accende. Sorride illuminata, ascolta.
A noi chiedono il silenzio e così quel campo sportivo viene avvolto dal solo fruscìo del vento...
Io non ci posso quasi credere (appunto)...
La Madonna è lì, e qualcuno la sta vedendo, le sta parlando.
In un attimo di presunzione avevo sperato, non lo nego, di assistere a qualcosa di grandioso, miracoloso, eccezionale...
No, niente.
Solo silenzio.
E il vento.
Nuvole in movimento, fronde di cipressi inchinate, migliaia di
persone col fiato trattenuto e una donna, semplice semplice, che parla
al cielo.
Marja parla e ascolta, ascolta e risponde.
Io piango commossa, silenziosamente, non me ne accorgo, sono felice
da una parte, dall'altra accetto la lezione di umiltà e rimango zitta ad
ascoltare.
Vento.
Poi, con lo stesso incanto dell'inizio dell'apparizione, tutto torna alla normalità.
Marja inizia a recitare il Magnificat, la gente riprende fiato,
qualcuno si alza, qualcuno ancora non osa... La veggente comincia a
raccontare, rivolgendosi a noi, sorridente, in italiano stentato.
Racconta.
E' un'altra cosa, sentire le testimonzianze ed essere invece
testimone. A me potrebbe anche bastare, quasi quasi vorrei andare a
prendere mia figlia che nel frattempo avrà dato in escandescenze, senza
merenda e senza cena...
Però resto.
Marja racconta tanti di quegli episodi, tanti di quei miracoli e
tante di quelle cose belle della Madonna che non posso non restare a
farmi cullare...
"Vedete, tanti pensano che Maria, che Dio, che Gesù siano lontani,
siano nei cieli... Ma non è così, la Madonna è tra di noi, ogni
momento."
"Il Paradiso, l'Inferno e il Purgatorio esistono, e noi li abbiamo visti. Maria ce li ha fatti vedere"
"La Madonna ha detto che busserà e busserà e se necessario busserà ad ogni porta."
Come faccio a riportare fedelmente tutto quello che ha raccontato? Non posso, non me la sento.
Posso solo dire cosa ho capito io nel più profondo, quale insegnamento ho ricevuto:
pregare.
Ancora una volta pregare.
Pregare, pregare, pregare.
Diventare preghiera.
Perché solo così la terra si avvicina al cielo e il cielo alla terra.
Non sono distanti come sembra.
Esiste un mondo che noi non vediamo. Il fatto che non lo vediamo, non significa che non esista.
L'ho capito in modo definitivo quando ho constatato con i miei occhi che
lì dove io non vedevo niente,
Marja Pavlovic con quel niente ci parlava.
13/05/2005 14:24
Rendimi tuo strumento, Signore, in qualunque modo Tu voglia!
Rendimi preghiera, avvicinami a Te perché io possa avvicinarti agli altri!
Non guardare alla mia presunzione, tu conosci le mie colpe!
Il mio cuore è colmo di gratitudine perché mi hai dato tutto, tutto quello che una persona può desiderare...
In questi doni aiutami a crescere, aiutami a non dimenticare che
ogni cosa ha una fine, aiutami a capire ogni giorno di più che questa
vita è un attimo.
"Insegnami a contare i miei giorni".
C'è così tanta sofferenza in questo mondo, Padre, che se dovessi
pregare per ogni dolore non mi basterebbe una vita. Allora aiutami a
diventare preghiera, a ESSERE preghiera, ogni istante. Ogni respiro che
mi hai dato possa diventare preghiera!
Rendimi tuo strumento, Signore!
15/05/2005 13:59
"Avete mai visto camminare le aquile?"
E' un momento difficile.
Cosa credi? Sono una persona normale!
Cucino, stiro, lavoro, ho problemi di soldi, litigo, mi guardo vanitosa allo specchio, anche!
A volte.
Adesso sono due giorni che litigo aspramente con mio marito.
Cosa credi? Che in un discorso di fede non debba succedere?
E allora quale sarebbe la croce?
Succede, sì che succede.
Un matrimonio senza amore.
Sì che succede.
Affetto, volontà di costruire una famiglia, momenti sporadici di tenerezza, certo...
Ma senza amore.
Non so perché sono stata chiamata a questo.
Mi rannicchio alla Tua ombra, Signore, perché sto male, mi sento un'aquila ferita.
Vorrei poter volare, i miei orizzonti sono altri, i miei occhi sono abituati a guardare più in alto...
E invece, invece sono qui, rintanata. Per terra.
Proteggimi, mio Dio! In Te trovo riparo...
15/05/2005 14:02
Quante volte, fratello?
Come si chiama il tuo dolore? Che nome ha? Che nome gli dai?
Vieni, voglio parlare al tuo dolore.
Davanti a cosa ti commuovi? Di quali lacrime trabocca il tuo sentire?
Vieni, voglio parlare ai tuoi sentimenti.
Quante volte hai detto "no, non questo"?
Vieni, voglio parlare al tuo fuggire.
Quante volte hai maledetto, imprecato, rinnegato?
Vieni, voglio parlare al tuo rifiuto.
Quante volte hai sognato, immaginato, progettato?...
Vieni, voglio parlare alle tue speranze.
Quante volte hai toccato il fondo e quante il cielo con un dito?
Vieni, voglio parlare al tuo cuore.
Vieni a confessarti, vieni a parlare con me!
Vieni a dirmi quante volte, quante volte tu sei tu
voglio parlare al tuo essere ciò che sei,
voglio abbracciare ciò che non vorresti essere,
voglio parlare con te!
17/05/2005 07:43
Stà unito a Lui e non separartene
"Figlio, se ti presenti per servire il Signore,
prepàrati alla tentazione.
Abbi un cuore retto e sii costante,
non ti smarrire nel tempo della seduzione.
Stà unito a lui senza separartene,
perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.
Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose,
perché con il fuoco si prova l'oro,
e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore.
Affidati a lui ed egli ti aiuterà;
segui la via diritta e spera in lui.
Quanti temete il Signore, aspettate la sua misericordia;
non deviate per non cadere.
Voi che temete il Signore, confidate in lui;
il vostro salario non verrà meno.
Voi che temete il Signore, sperate i suoi benefici,
la felicità eterna e la misericordia.
Considerate le generazioni passate e riflettete:
chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?
O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato?
O chi lo ha invocato ed è stato da lui trascurato?
Perché il Signore è clemente e misericordioso,
rimette i peccati e salva al momento della tribolazione."
(Sir 2, 1-11)
Questa era la lettura di oggi.
Sono due giorni che le letture mi accompagnano nelle vicende personali in modo a dir poco sorprendente!
L'altro ieri scrivevo i miei sentimenti di afflizione, dicevo di
sentirmi come un'aquila ferita, rannicchiata all'ombra di Dio Padre.
La sera stessa ho voluto leggere un pezzetto di Bibbia prima di addormentarmi aprendone a caso le pagine.
Il Salmo (91) su cui si è aperta era esattamente la risposta alla mia preghiera!
"Tu che abiti al riparo dell'Altissimo e dimori all'ombra dell'Onnipotente,
di' al Signore: Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido.
Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge.
Ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio."
Incredibile!
Poi la giornata di ieri, terribilmente densa di tentazioni! Una
fatica atroce resistere, nonostante chiedessi aiuto al Padre mio!
Riflettevo sul fatto che una volta intrapreso un cammino di fede,
piccolo o grande che sia (e comunque TUTTI i cammini sono grandi!), non
ci si puo' permettere mai, nemmeno una volta, di discostarsi, di
rilassarsi, di lasciarsi andare...
Nemmeno un secondo! Ecco perché la preghiera dovrebbe essere assolutamente costante, come quella del Pellegrino Russo...
Ed incredibilmente anche la lettura di stamane mi risponde, ancora
una volta il Padre mio celeste mi risponde. Proprio a me. Non mi lascia
sola.
La mia corsa verso le sue braccia è iniziata. E proprio quando credo
di rallentare o di cadere, scopro che ero più vicina di quanto non
pensassi. Non perché mi fossi avvicinata io ma perché Lui era già lì!
Lode e Gloria a te Signore... Lode e Gloria a Te, mio Dio...
18/05/2005 07:33
Unitevi a me!!!
Tra le innumerevoli intenzioni che ognuno di noi porta nel cuore vi chiedo accoratamente di aggiungere la mia personale!
Perdonatemi se ne approfitto!
Il mio padre spirituale, Don Lorenzo, da 10 mesi in cura per una
forma leucemica, in conseguenza alle terapie ha riportato un
aggravamento della situazione epatica.
Che sta ora diventando sempre più seria.
Lui offre tutte le sue sofferenze nella grande certezza che solo una fede illuminata può dare: il dolore è utile.
Serve a qualcosa, a qualcuno.
Ma a me e ai suoi parrocchiani però serve Don Lorenzo!!! Non solo
nelle sue offerte ma nella vita pastorale di tutti i giorni!...
Vi prego di unirvi a me nella preghiera per lui, per la sua salute,
perché Maria ascolti le nostre invocazioni e interceda presso il Padre.
Maria Santissima, dolce Madre, tu puoi chiedere a Dio Padre, qualunque sia il suo disegno, di mutarlo!
Hai chiesto che l'acqua diventasse vino,
chiedi oggi per noi che la malattia si tramuti in salute,
che l'ombra della morte si trasformi in salvezza,
che il grido del sofferente diventi inno di lode e di benedizione.
Te lo chiediamo nel nome del tuo figlio Gesù
che vive e regna con lo Spirito Santo.
Così SIA!
Grazie a tutti.
20/05/2005 07:21
Non toccate i bambini!
Ancora un neonato dentro il cassonetto!
Ancora una bambina oggetto di molestie!
E dio solo sa quanti, quanti, rapiti, schiavizzati, sfruttati, seviziati.
Quanti bambini nel mondo, vittime dell'orrore!
Maria Santissima, ti prego, proteggi i bambini che vivono nel terrore!
Sii tu la loro mamma, manifestati a loro e consolali!
Poni fine alle loro sofferenze, se puoi,
risparmia questi angeli dal progetto di riscatto dei nostri peccati!
Accogli queste piccole vittime innocenti,
conducile ad allietare il trono dell'Altissimo!
Proteggili, proteggi i bambini di questo mondo, Maria!
Proteggili anche da noi,
genitori maldestri,
guide distratte,
maestri incoerenti...
Che non debbano essere loro a pagare per i nostri peccati!
23/05/2005 14:37
Che fai, mi segui?
Ancora una volta il Signore mi parla senza troppi giri di parole.
Week end atroce, bambini ammalati, liti con mio marito.
Ancora una volta perdo il controllo, sono cosi' arrabbiata,
rancorosa, preoccupata, che non riesco ad andare a Messa ne' in
comunita'.
Oggi, inizio di settimana, un'ennesima sfuriata.
Mi metto in viaggio per andare a lavorare in condizioni pessime.
Tanto che la solita "vocina" mi dice "oggi non e' il caso di pregare, lascia stare il Rosario, sei troppo lontana!..."
Quando sento questa vocina mi arrabbio ancora di piu'.
Perche' devo fare il suo gioco?
Perche' non mi lascia in pace?
Perche' devo dargli soddisfazione?
E cosi' ho acceso la radio quasi a farglielo apposta!
Una volta sintonizzata sul Rosario, comincio a calmarmi.
Sono ancora furiosa ma la mente si concentra su altre cose, non piu' solo su me stessa.
E quando alla fine arriva la lettura delle lodi, ecco che il Signore mi risponde cosi'...
Sir 17, 19-27
"A chi si pente egli offre il ritorno, consola quanti vengono meno nella pazienza.
Ritorna al Signore e cessa di peccare, prega davanti a lui e cessa di offendere.
Fà ritorno all'Altissimo e volta le spalle all'ingiustizia; detesta interamente l'iniquità."
24/05/2005 08:09
Sorella Morte
Mio zio Nuccio ha un tumore.
Così. Non si può dire altro.
Non arrivano forse ogni giorno notizie del genere?
Le attendiamo come facevano i nostri anziani con le bombe.
Sentiamo il fischio e ci turiamo le orecchie pregando forte "fa' che non caschi su di me!".
Oggi compio 36 anni e sono stata fortunata, fino a ora.
Ho ancora una nonna, tutti e due i genitori, nessuna malattia particolare.
E poi casa, lavoro, amici, una comunità, un fratello amatissimo.
Ma ad uno ad uno, intorno a me, cadono.
Li ho visti nella bara, tanti.
Prima conoscenti, poi amici, ora parenti.
Adulti e neonati.
Sorella Morte, ti stai avvicinando.
Non posso sperare che tu non mi tocchi.
Non posso chiedere di non conoscerti da vicino.
Possa il Signore aiutarci a guardarti come a una Porta santa,
come a una sorella, addolorata e misericordiosa.
Abbi pietà di noi.
26/05/2005 07:41
Messaggio della Madonna del 25 maggio 2005
"Cari figli, di nuovo vi invito a vivere nell?umiltà i miei messaggi.
Particolarmente testimoniateli adesso che ci avviciniamo all?anniversario delle mie apparizioni.
Figlioli siate segno per coloro che sono lontani da Dio e dal suo amore.
Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
.............
Madre mia, Fiducia mia,
ti prego aiutami,
intercedi per me perché il Signore voglia aiutarmi a diventare degno testimone.
Da tempo insisti perché io ti consideri un veicolo, un mezzo per avvicinarmi a Lui.
Da tempo mi insegni che è all'amore di Dio Padre che bisogna puntare.
Perché dall'amore di Dio Padre vengono tutte le cose.
Io da sola non posso nulla.
Proteggimi, Maria, Madre dolcissima, continua a vegliare su di me.
Accolgo quello che mi chiedi, ma aiutami tu a concretizzarlo!
Come fanno i miei cuccioli quando camminano insieme a me,
anch'io allungo la mano verso la tua,
spontaneamente, istintivamente,
per attraversare la Strada.
30/05/2005 13:53
Che bella domenica!
Che bella domenica e' stata!
Davide, il figlioletto grande, 3 anni, è stato cosi' angelico che quasi quasi c'era da preoccuparsi!
E Micaela, quella di 16 mesi, una delizia!
Santa Messa da sola, in pace, poi pranzo tutti insieme, riposino, passeggiata con gelato...
Sembra un quadretto, me ne rendo conto, ma voglio ringraziare Dio perché,
anche se questi momenti sono più rari di quelli tempestosi,
la sua paterna presenza non mi lascia un secondo!
Lode e Gloria a Te, mio Dio!
30/05/2005 14:04
Che linea!
Se ponessimo altrettante cure alla nostra anima,
così come ne elergiamo generosamente al nostro corpo,
avremmo davvero una linea spirituale invidiabile!
Prova a immaginare...
5 serie da 10 di addominali = 1 rosario.
Risultato: pancia piatta/spirito rinvigorito.
Oppure ancora...
5 vasche in piscina = 1 Confessione
Risultato: Muscoli tonificati/Amor proprio ridimensionato
Dicevano bene gli antichi, Mens Sana in Corpore Sano!
Se davvero riteniamo cosi' importante curare l'aspetto del nostro mortale involucro...
per quale motivo non curarne il contenuto?
Se poi crediamo davvero, in un modo o in un altro,
che il primo (carne) comincia il suo processo di decomposizione fin dal primo istante di vita,
mentre il secondo (spirito) ha davanti a sé l'eternità...
per quale motivo puntiamo tutte le nostre energie verso cio' che muore?
E' come prepararsi per una vita intera in Diritto Privato
per poi scoprire che l'esame era in Latino!
01/06/2005 08:18
Discernimento
Il grande Ingannatore, il grande Accusatore!
In nome della scienza, uccide la vita
In nome della tolleranza, azzera i valori
In nome dell'informazione, trasmette solo morte
In nome dell'amore, leggittima il tradimento
In nome della libertà, incatena gli innocenti
In nome della consapevolezza, esalta solo il negativo
In nome di Dio, allontana dal cristianesimo
cosicché, pensando di fare il bene,
in realtà non facciamo altro che il suo sporco gioco.
Madre nostra,
Maria Santissima,
prega e veglia sul nostro discernimento!
Amen
03/06/2005 09:09
I bambini imparano ciò che vivono
I bambini imparano ciò che vivono
Se un bambino vive nella critica impara a condannare
Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire
Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente
Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede
Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi
Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo
(Dorothy Law Nolte)
06/06/2005 08:39
Dedicato alla vita
Adesso parto!
Conto alla rovescia
Conto su di te
Coraggio!
Ancora non si vede
Ma è lì, è lì che chiede
Collabora, partecipa,
si divincola, ti anticipa
Tra poco le sue mani brancolando
Le pareti di quel mondo cercheranno
Di quel mondo che ormai sta per lasciare
Non vorrebbe andare, ma? Non vorrebbe andare
Conto alla rovescia
Conto su di te
Coraggio!
Chi ti sta vicino ha già veduto mille volte
Ha già divelto mille porte
Eppure assiste con stupore
alla magia del tuo dolore
Eppure è qui con l?aria tesa
Di chi vive una sorpresa
Conto alla rovescia
Conto su di te
Coraggio!
Nel tuo corpo una catena
Giù per strada una sirena
Taglia, presto, spingi, adesso!
Sta già urlando, ma sommesso,
Manca poco, ormai è finita?
Tocchi piano le sue dita
Conto alla rovescia
Conto su di te
Coraggio!
Ora puoi stringerlo a te
Ora sai, lo sai chi è
E lo guardi ancora stupita
Dietro ogni fine comincia una vita
Dietro ogni fine comincia una vita
07/06/2005 07:49
Tu mi hai toccato il cuore...
La tua mano è scesa e si è tuffata nel mio cuore.
Tanto tempo fa.
Strano, non me ne ero accorta.
Solo adesso noto onde concentriche...
Eco silenziose di un passaggio.
Si infrangono sempre alla deriva.
Da questo capisco che sei tu.
E non fanno rumore.
Testimoniano il tuo tocco
di tanto tempo fa.
Che ancora riverbera
Che da allora è moto perpetuo.
Tu mi hai toccato il cuore
E ancora ondeggia delicatamente
tra la superficie
e le profondità
Mi hai dato un nome
tanto tempo fa...
08/06/2005 08:35
Conversione.
Una parola che richiama quasi alla magia!
Come si fa a convertirsi?
In cosa consiste la conversione?
L'origine della parola, CONVERTERE, è già di per sé molto chiara.
Si parla di cambiamento, mutamento, rivolgimento.
Una persona convertita è una persona che ha subìto un cambiamento profondo.
Un cuore convertito, volge i suoi sentimenti e il suo sguardo verso l'oggetto della propria conversione.
Con-verge ad altro.
Parliamo di un'attrazione forte, stra-volgente, da cui non si torna più indietro.
Parliamo di una mutazione tale da far impallidire quella genetica di cui tanto si parla oggigiorno.
E come succede? Che cosa mai può essere tanto potente da far cambiare direzione a tutto il nostro essere?
Il primo paragone che potrebbe venire in mente è l'innamoramento.
Un'esperienza forte, dalle origini apparentemente immotivate,
che pure scatena reazioni sconosciute, ingiustificate.
Una sensazione di coinvolgimento totale...
Cosa che tuttavia, e si sa, non tutti vivono a questo modo.
C'è chi viene rapito dal cosiddetto colpo di fulmine
e chi s'innamora pian piano, senza quasi rendersene conto.
Chi si ritrova di punto in bianco letteralmente sconvolto dall'amore
e chi vede mutare il proprio sentimento di amicizia in un sentimento via via più forte.
La conversione somiglia fortemente all?innmoramento, anche se riguarda aspetti interiori
molto più profondi, se possibile?
La conversione può arrivare come un fulmine a ciel sereno (e nella storia ce ne sono stati parecchi)
a chi di Dio magari non voleva neppure sentir parlare
così come può essere donata a un?anima che, pur religiosa da molto tempo,
tuttavia non ne era mai rimasta? sconvolta!
Come l?amore, c?è una conversione per tutti.
Graduale o subitanea, bruciante o quieta,
imponente e tempestosa come tromba d?aria o umile e argentina come rigolo di montagna?
Ma c?è una conversione per tutti
e tutti siamo chiamati a una conversione.
Dal grembo di nostra madre per convertirci alla vita
Dall?inconsapevolezza alla conoscenza di Dio
Per arrivare poi alla conversione più grande
Dalla vita mortale all?eternità
Resta comunque sempre fermo il fatto
Che è Dio a scegliere noi
non noi a scegliere Lui
L?amore del nostro cuore non ha mai scelto le persone da amare.
09/06/2005 09:42
Ciechi dalla nascita
Siamo chiamati a credere in un mondo che non vediamo
non parliamo di un mondo che verrà dopo
Il mondo che non vediamo c'è già
Dopo avremo occhi per vedere
Adesso abbiamo gli occhi del cuore
10/06/2005 14:42
Lo so, lo so...
Più mi guardo in giro in questo sterminato mondo di blog e più mi rendo conto soprattutto di una cosa.
Il mondo ha bisogno di persone POSITIVE.
Spiacente, non sono una di queste.
Ma ne parlerò meglio un'altra volta.
Tanto per continuare su questo filo conduttore vagamente foscoliano,
voglio descrivere una scena che mi si sta focalizzando negli occhi da
qualche giorno.
................
Panoramica.
Città vista da un'altura.
Invito a indossare occhiali speciali.
(Lo sforzo di immaginazione è associabile ai film di fantascienza. Che detesto)
Luce rossa di elettricità.
In cielo una coltre di nubi-ovatta
sembra voler fare l'atto di ricoprire ogni cosa
Il ritmo della città è accelerato
Macchine, sirene, vociare, tastiere, suonerie, musica, abbaiare, televisione,
(da cui) correre, soffrire, comunicare, comunicare, comunicare, ascoltare, comunicare, comunicare.
A guardarlo dall'alto sembra infernale,
o, più semplicemente, terribilmente terreno.
La cosa particolare è che - attenzione - dalla città ogni pochi secondi partono fasci di luce verso l'alto...
Ondeggiano e poi decollano.
Dal cielo, altrettanto. Solo con minore frequenza.
Partono fasci di luce che scendono.
Hanno colori diversi, cosicché possono esser distinti.
Fasci di luce proiettati verso l'alto, che poi svaniscono inghiottiti dalle nubi.
Fasci di luce sparati verso il basso, che poi si perdono tra le strade, le case.
Ebbene.
Se davvero avessimo occhi per guardare la realtà invisibile, allora
saremmo in grado di vedere le anime di chi muore ogni secondo così come
le anime di chi nasce.
(Fasci di energia intermittenti)
E davvero vivremmo "imparando a contare i nostri giorni"...
Oh, sì che lo faremmo!
Sono cose che accadono in continuazione, no?
Ogni istante c'è qualcuno che muore, magari dietro l'angolo di casa nostra.
E qualcuno che nasce. Un piccolo cuore che comincia a battere... Ogni istante. Magari tre traverse più in là.
Ma-non-lo-vediamo.
E solo perché non lo vediamo,
crediamo che non ci riguardi.
14/06/2005 08:06
Semplicemente
Maria, Madre carissima,
a colui che ti ascolta con amore di figlio,
ti chiedo di parlare
per me.
Ti affido le mie preghiere,
lascio nelle tue mani
ciò che più mi sta a cuore.
Insegnami, ti prego,
ad accettare ogni lezione d'umiltà.
Aiutami ad abbassare il capo...
Lo chiedo a te, l'umilissima.
Per questo oggi ti prego.
Così sia.
15/06/2005 13:41
Stamane
Stamane il cielo ha srotolato sulla città uno spesso tappeto grigio.
Si è piegato minaccioso, elettrico, con l?aria di chi manterrà la sua promessa.
Dovrebbe essere giugno ma non è primavera.
Dovrebbe essere l?alba non è giorno.
Mi sono accodata al flusso stradale
fatto di gente perplessa, assonnata, preoccupata.
Fiumiciattoli di automobili, in coda scorrevole,
confluiscono e si diramano.
Ognuno al proprio posto di guida
con una propria direzione apparente.
Tutti ci incamminiamo,
chi si aggrega dopo, chi prima,
andiamo.
Mi sembra a volte,
vista dall'alto,
di essere un globulo bianco
che circola nelle arterie della città,
o del mondo.
Il mio abitacolo si riempie di Ave Maria
e se davvero insieme a me
qualcun altro, chissà dove,
sta pregando,
allora possiamo dire di essere
tutti insieme un bel gruppo di leucociti
Sentinelle combattive
scelte per combattere le infezioni del mondo!
Cellule responsabili delle difese immunitarie
dell'Organismo.
Gesù, quando parlavi del corpo, che è la Chiesa,
avevi pensato anche a questo, vero?
Sei grande!
15/06/2005 13:45
Lodi di oggi
"Poiché
la
tua
grazia
vale
più
della
vita..."
16/06/2005 14:12
Un foglietto trovato nella stanza di Don Lorenzo 20 anni fà...
Se posso parlare di "Principio", allora il principio della mia formazione è stato questo.
Tre cose sono gradite all'uomo:
- Esprimi il tutto con poche parole.
- Le poche che usi fa' che riguardino te stesso.
- Parlando di te stesso, guardati alla luce della verità.
Tre cose sono gradite a Dio:
- Prima di fare, rifletti.
- Prima di riflettere, prega.
- Prima di pregare, ama.
18/06/2005 13:15
Dalle viscere di Dio
Lo spirito che mi hai donato, è ancora un abbozzo. Un embrione, l?anima mia.
Ma si sta formando, vuole diventare vita. Sta crescendo, vuole essere partorita.
Si nutre di te ogni giorno. Ogni giorno la alimenti.
Arriverà il momento, e non mi sentirò mai pronta, di lasciare questo sacco. Lo so.
Avrò paura. Mi sembrerà la fine.
Tu, invece, mi darai alla Luce. Ancora una volta.
Ero nei tuoi disegni, nei tuoi progetti, dai tempi dei tempi... Solo per amore!
Quanto mi hai desiderato!
Poi, finalmente, qualcosa ha attecchito, In quest'utero di terra, il mio essere si è impiantato.
E' il mio piccolo mondo. Piccolo, e a me sembra tutto.
Tessuti che posso toccare. Non vedo e non sento, al di là di un cordone fatto di sensazioni,
elementi conosciuti, sicurezze avvolgenti.
Ma di tanto in tanto mi pare di sentire la tua voce, come di mamma amorevole.
Così so che ci sei, che mi porti con te. Orgogliosamente.
Nonostante io sia così imperfetto... Incompleto...
Sono talmente radicata, che non riesco a immaginare un?altra vita oltre questa!
Ci divide una sola parete e, tuttavia, siamo una sola cosa.
Quale mistero irripetibile, in ogni vita si ripete?
Il mio spirito tu generi, ogni istante. Io tuo frutto, Tu gestante.
Arriverà il momento della separazione. Il distacco doloroso da un ventre ricco e accogliente.
Lo so. Se fosse questa la vera vita, sarebbe per sempre.
Ma quel giorno tu vorrai vedermi. Guardarmi, abbracciarmi.
Anche se a me? A me sembrerà la fine.
Tu, invece, mi darai alla Luce. Ancora una volta, ancora una volta concepita.
Io griderò di respiro sconosciuto la mia presenza alla Vita!
Mi prenderai la mano. Mi aggrapperò al tuo seno.
Lì dove occhi poco allenati, saranno accecati di luce,
come tutti i neo-nati riconoscerò la tua voce.
21/06/2005 08:01
Parlagli di me!
Parlagli di me, Maria!
Madre mia dolce, ti prego,
Ti prego, parla con Lui
Diglielo, cosa mi porto nel cuore
Parlagli di me
Ecco, ho fatto questo disegno
Faglielo vedere,
C?è la mia casa, vedi
Ci siete voi
E i miei fratelli
L?ho fatto io!
Lo so, non sono capace di disegnare?
Ma questo è quello che vedo
Affido tutto a te
Portaglielo tu
Perché ti ascolta?
Attaccalo sul suo cuore
Così, quando lo guarderà
Penserà a questo suo figlio
E lo perdonerà.
22/06/2005 16:11
(Albert Einstein)
Quando la soluzione è semplice, Dio sta rispondendo.
23/06/2005 14:14
Ok, lo ammetto. Anzi, lo confesso...
Passato il periodo aulico (si sa, lo Spirito è come il vento) mi ritrovo a parlare in termini più crudi e concreti.
Oggi vorrei confessarmi...
Ecco, appunto.
Il mio papà spirituale una volta mi ha insegnato che esistono 2 tipologie di peccato:
i peccati "carini" e i peccati "brutti".
Per fare un esempio: "Sa, padre, oggi non ho pregato, dovevo fare
(bla bla bla) e non ho avuto modo (bla bla)"; ecco, questo è un peccato
"carino".
Oppure "Ho litigato con mio marito", o "Non ho fatto la carità" o ancora "ho sparlato della mia amica...", ecc.
Credo il concetto sia chiaro.
Insomma, tipologie di peccato che non ci vergogneremmo di riferire ai nostri migliori amici.
Tutt'altro discorso (escludendo i casi-limite) andare a confessare
cose del tipo, che so, "Sono stato superbo, col mio giudizio ho
ammazzato in cuor mio quella persona"... o "Non ci vado da due mesi a
Messa, ho sempre di meglio da fare e per me Dio finisce in modo
automatico all'ultimo posto"... o, e qui ci divertiamo, "Ho rubato una
cosa al supermercato; ho tradito mia moglie; sono andato con una
prostituta; ho sabotato il mio collega d'ufficio; non parlo con mio
padre da dieci anni, ho abortito..." e chi più ne ha più ne metta.
Insomma, i 10 comandamenti li conosciamo tutti, no?
Ma già si tratta di cosette fastidiose che non ci piacerebbe venissero a sapere gli altri.
Peccati dove non ci facciamo esattamente una bella figura...
Tornando a me:
ho mancato in uno degli inviti più chiari e aperti che il Signore mi abbia mai fatto tramite i suoi figli.
Una rom con cui spesso parlo al semaforo, mi ha chiesto in modo
piuttosto diretto se potevo procurarle subito dei medicinali per il
figlioletto che sta male. Io ho una pediatra che mi fa le ricette, lei
no.
Era il pomeriggio prima del compleanno di mio figlio Davide,
incasinata come non mai tra commissioni, pacchetti, marito trepidante
che da solo a casa con la gnoma non ci sa stare, e così via.
Ho scelto, e ribadisco "scelto" di non fare un giro in più per procurare i medicinali a quella ragazza.
Ovviamente dicendo a me stessa "Beh, lo farò domani...".
Ecco, appunto.
Sono passati tre giorni, non l'ho ancora incrociata e quando accadrà
dovrò avere le "cosiddette" per ammetterle la mia mancanza e
scusarmene.
So già che non mi sorriderà più come fa sempre.
Ma questo è l'aspetto "carino" del mio modestissimo peccato... ;)
Poi guardo meglio, scavo nella mia coscienza e ricordo le antiche
parole: "Se farete questo a uno solo dei miei fratelli, l'avrete fatto a
me".
Bene, non l'ho fatto. Scusa, ora vado a confessarmi, eh?
"No, non basta, guarda meglio: se quella rom fosse stata una tua amica, le avresti procurato i medicinali, vero?"
Vero, avrei fatto bella figura con la mia amica e lei mi sarebbe stata riconoscente.
"Ok. Se poi fosse stata tua sorella, saresti letteralmente corsa a comprarle i medicinali".
E' naturale, e mi sarei angosciata per il bimbo!
"Bene. Se poi fossi stato io, Gesù in persona, mi avresti ricoperto
con una carrettata di medicinali dimenticandoti completamente dei giri
da fare e chiedendo di fare una tenda lì, sul semaforo, insieme a me..."
Certo, Signore, Tu sai che ti amo.
"Ecco. E allora perché non mi hai procurato i medicinali? Io ero proprio lì, te li stavo appunto chiedendo."
E così, davanti a voi, miei fratelli nella fede e nella rete,
confesso la mia colpa, (una delle tante, ma le altre mica ve le vengo a
dire! ;))
Non ho Gesù nel cuore, non così tanto da vederlo anche nelle persone di tutti i giorni.
Padre mio,
ti chiedo non tanto di vedere meglio i miei peccati,
quanto il tuo amore misericordioso
che, tramite questi, mi insegna ogni momento ad essere più umile.
Aiutami non tanto a capire i miei limiti, le mie contraddizioni, la mia ipocrisia,
quanto ad accettare il fatto che tu ne fai oggetto d'amore.
Insegnami non tanto a giudicare le mie colpe,
quanto ad affidarle a Te e a lasciare che tu ne faccia ciò che vuoi.
Che io non mi senta protagonista del tuo perdono!
Amen.
25/06/2005 15:28
Citazione
"Tutti siamo costretti, per rendere sopportabile la realtà, a tenere viva in noi qualche piccola follia."
(Marcel Proust)
Sono pazza! Folle, pazza scatenata! Me lo dicono tutti quelli che non credono in Dio.
Me lo dicono in continuazione, anche quelli che non mi conoscono.
?Tu credi? Allora sei pazza!?
Certo che sono pazza.
Dicono che la mia follia consista nel credere in Dio solo per rendere sopportabile la mia realtà? Sai, la storiella dell?oppio?
Allora sono matta e fumata.
Pazza perché vado contro la mia natura e il mio istinto.
Pazza perché seguo le orme di un pazzo.
Pazza perché credo cose folli
Pazza perché tra l?altro mi illudo di vivere in eterno.
E? tutto vero, è tutto vero. Sono pazza.
Ma, vedi, tra tutte le cose folli del mondo, questa è l?unica pazzia che riesca a dare un senso alla mia vita.
Ora, se una pazzia ha un senso, se una pazzia dà un senso?
?sono matta io?
27/06/2005 08:23
Messaggio della Madonna del 25 giugno 2005
"Cari figli, oggi vi ringrazio per ogni vostro sacrificio che avete offerto per le mie intenzioni.
Vi invito, figlioli, ad essere miei apostoli di pace e d?amore nelle vostre famiglie e nel mondo.
Pregate che lo Spirito Santo vi illumini e vi guidi sulla via della santità.
Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
27/06/2005 15:50
Invasione di topi!
In chiesa si scatena una terribile invasione di topi e tra preti discutono della cosa...
Dice il primo:
"Sentite, io ho messo delle trappole un po' ovunque, ma non ha funzionato!".
Il secondo dice:
"Eh, io invece ho provato col veleno, ma niente, tornan più di prima...".
E il terzo, tutto tranquillo:
"No, no, fratelli, fate come me! Io li ho tutti battezzati e cresimati: bè, NON SI SONO PIU' VISTI!"
;))
28/06/2005 11:33
E' da qualche giorno che mi accompagna la fortissima sensazione di aver gettato semi nel vento.
Se mi guardo intorno, respiro deserto.
Dove mi stai portando, Padre mio?
30/06/2005 09:48
Il cuore è un abisso
"Il nostro cuore può essere pienamente soddisfatto solo da chi lo ha fatto."
L'ho sentita casualmente su Radio Maria e mi ha folgorato.
Stavo guidando, tra l'altro, per cui ho rischiato di brutto fermando
improvvisamente la macchina sul ciglio per appuntare questa frase
meravigliosa!
Mi chiedevo proprio in questi giorni: "Ma perché sto così? Cosa mi manca?".
Davvero nulla mi manca. Il Salmo 23 è tutto per me, tutto mio!
Eppure...
Eppure il mio cuore è un abisso,
ne sento l'eco ogni volta che ci faccio cadere dentro qualche sentimento.
Non c'è soddisfazione piena, seppure io goda delle più belle gioie della vita.
Non c'è appagamento totale, nonostante nulla mi manchi.
Non c'è pienezza totale, nelle mie giornate piene, nei miei affetti di cui sono ricolma!...
E così, qualche volta mi sembra che scenda un velo di malinconia, a opacizzare tutto il bello della mia realtà.
E' la nostalgia di un ammanco ingiustificato,
di un bilancio ottimo ma passivo,
di un quadro meraviglioso
ma visto troppo da vicino...
02/07/2005 14:20
Tutto tace
Tutto tace. Dentro e fuori.
Grilli e cicale, gli unici a parlare.
La terra intanto suda tutto il suo calore.
Non è mai stato così facile
ascoltare.
04/07/2005 13:36
Quando il cervello va in vacanza
Quando il cervello va in vacanza, vuol dire che è arrivato il momento di prendersi una pausa.
Siete sempre tutti nelle mie preghiere, ogni giorno.
Un abbraccio e a presto!
11/07/2005 07:45
Occhi non vedono
Ma chi sei, tu, che mi hai messo in testa pensieri strani di eternità?
Cosa pensavi di fare, quando hai creato nel mio cuore questo vuoto incolmabile?
E' così potente, così potente, a volte, la nostalgia che ho dentro!
Così feroci i morsi della fame!
E' insaziabile il mio cuore, o Dio, da quando mi hai fatto assaggiare il tuo pane di vita!
Solo un assaggio... e più niente mi appaga.
Solo un profumo... e mi evoca cose lontane, da cui un giorno, in qualche modo, devo essere stata strappata.
Gli odori di casa, la casa in cui sono cresciuta, quella dove abitavo con te!
Ti cerco, Signore del mio cuore, ti cerco perché non posso farne a meno.
Confusamente, ciecamente, ti cerco.
Tu che sei qui, accanto a me, ogni giorno, quanto mi manchi!...
12/07/2005 08:46
Per Carla
Avevo accantonato i miei 15 anni in uno scatolone,
li avevo stipati in fondo in fondo, dentro il cuore.
15 anni fatti di diari fitti, di vibrazioni appassionate,
di amiche del cuore ancora senza malizia
di fiducia tradita ma pronta a rialzarsi.
Li avevo impacchettati, i miei 15 anni,
con dentro genitori poco attenti,
con antenne di farfalla pronte a recepire
ogni alito di vento.
15 anni appassionati, carichi di energia
sensibili come vibrisse di gatto,
un balcone pieno di fiori da dove spiavo il mondo.
Erano solchi da seminare, i miei 15 anni,
zolle di terra che il tempo ha divelto,
bagnato di lacrime,
asciugato con soffio di angeli sempre presenti,
terra nutrita che solo ora germoglia...
Ho ritrovato i miei 15 anni per caso.
Qualcuno si è avvicinato, un giorno, e li ha rispolverati
con tocco leggero. Solo un passaggio.
Aveva i miei 15 anni e i suoi dentro un sorriso.
Grazie, Carla.
13/07/2005 10:24
Salmo 131
"Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il
mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie
forze.
Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l'anima mia.
Speri Israele nel Signore, ora e sempre."
13/07/2005 13:51
Salmo 131 - Come un bimbo svezzato...
"Svezzato".
Un bambino svezzato ha già subìto il distacco dal seno della madre.
E' una fase importante e difficile, il bambino comprende che non è
più un tutt'uno con la mamma pur dipendendo in tutto e per tutto da lei.
E' una grande consapevolezza, la seconda. In quanto la prima deriva dal parto.
"Come un bimbo svezzato è l'anima mia".
Perché dopo essersi nutrita di Te, Signore, continua a sentirti come unica fonte di sostentamento e tuttavia in Te è appagata.
"Come un bimbo svezzato in braccio a sua madre".
Perché la mia anima è sazia ma si adagia su di Te confidando nel nutrimento certo.
Non ci pensa proprio ad alzarsi, la mia anima, ad andarsene da un'altra parte, a scendere e guardarsi intorno.
Se poi Ti perdo, come faccio a vivere?
Sto qui, Padre mio, Madre mia, in braccio a Te, consapevole di essere piccola, bisognosa...
Sto qui, tra le Tue braccia amorevoli di genitore, rannicchiata e satolla.
Tranquilla.
E serena.
15/07/2005 09:07
Hai mai pensato a un Dio innnamorato?
OSEA cap. 2 (16-25)
Perciò, ecco, la attirerò a me,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
Le renderò le sue vigne
e trasformerò la valle di Acòr
in porta di speranza.
Là canterà
come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d'Egitto.
E avverrà in quel giorno
- oracolo del Signore -
mi chiamerai: Marito mio,
e non mi chiamerai più: Mio padrone.
Le toglierò dalla bocca
i nomi dei Baal,
che non saranno più ricordati.
In quel tempo farò per loro un'alleanza
con le bestie della terra
e gli uccelli del cielo
e con i rettili del suolo;
arco e spada e guerra
eliminerò dal paese;
e li farò riposare tranquilli.
Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa
nella giustizia e nel diritto,
nella benevolenza e nell'amore,
ti fidanzerò con me nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore.
E avverrà in quel giorno
- oracolo del Signore -
io risponderò al cielo
ed esso risponderà alla terra;
la terra risponderà con il grano,
il vino nuovo e l'olio
e questi risponderanno a Izreèl.
Io li seminerò di nuovo per me nel paese
e amerò Non-amata;
e a Non-mio-popolo dirò: Popolo mio,
ed egli mi dirà: Mio Dio.
17/07/2005 13:52
Come un leone ruggente (II)
Ieri sera ero andata a dormire, come si dice nel gergo comune, in grazia di Dio.
Ma davvero.
Ero riuscita a pregare i Vespri; i Salmi del giorno, un'autentica meraviglia... un messaggio di pace e di amore da parte di Dio!
Col sorriso sulle labbra, di quelli appagati e sereni, ho preso il
piccolo Crocefisso con cui talvolta sento il bisogno di addormentarmi, e
ho spento la luce.
Ho spento la luce...
Non lo so.
So solo che il leone ruggente è venuto a visitarmi.
Non era mai successo.
Era lui. Il sogno, misto a realtà, era terribile, una lotta impari.
A me restava solo la consapevolezza che non avrei mai potuto
farcela. Cercavo il Crocefisso senza riuscirci e lui che mi diceva
"tanto è inutile, come vuoi che ti aiuti?"...
Il messaggio era chiaro: "E' tutto inutile, io sono il più forte."
Alla fine, agitandomi nel sonno, sforzandomi di cambiarlo senza riuscirci, l'ho trovato, pungeva le gambe. L'ho preso.
Quando sono riuscita ad afferrarlo, mi sono riaddormentata e lui è andato via.
Io lo so cosa rischio, a scrivere queste cose.
Che qualcuno pensi a quanto possono essere bigotte certe persone.
Addormentarsi col Crocefisso! Nemmeno Linus con la sua coperta!
O che qualcuno dica, nella migliore delle ipotesi, "sono solo sogni,
noi li interpretiamo a nostro piacimento: la prossima volta prenditi un
Valium..."
Ma, ahimé, il signore delle tenebre esiste.
Se crediamo in Dio, dobbiamo credere anche in Satana.
E se crediamo in un Dio senza lunga barba bianca e occhio
triangolato, allora crediamo anche in un diavolo senza forcone e corna.
Parlo del signore delle tenebre.
Quello che porta la luce - Lucis_fero - ma la luce che vuole lui. La
luce che illumina, con perfetta lucudità e razionalità, solo il male.
Stanotte ha voluto dirmi "E' tutto inutile". Ha voluto darmene un assaggio.
E non mi importa di essere considerata una squilibrata mentre lo affermo.
Mi importa piuttosto di mettere in guardia tanti giovani, per
esempio, che pensando sia solo una moda, abbracciano il regno delle
tenebre e se ne fanno sedurre. Senza capire veramente a fondo quanto sia
pericoloso giocare col fuoco.
No, non è tutto inutile.
Non lo credo.
Io "Credo in un solo Dio...Padre Onnipotente... Creatore del cielo e della terra... E di tutte le cose..."
18/07/2005 13:23
Occhi non vedono (II)
Apparizione annuale a Mirjana - 18 marzo 2005
La Vergine ha dato il seguente messaggio:
"Cari figli, io vengo a voi come Madre che al di sopra di tutto ama i
suoi figli. Figli miei, desidero insegnare anche a voi ad amare. Io
prego per questo. Prego affinchè riconosciate mio Figlio in ogni vostro
prossimo. La via che porta a mio Figlio, che è vera pace e amore, passa
attraverso l?amore al prossimo. Figli miei, pregate e digiunate affinchè
il vostro cuore sia aperto per questa mia intenzione.?
Apparizione annuale a Ivanka - 25 giugno 2005
La Madonna le ha affidato il seguente messaggio:
Cari figli, amatevi gli uni gli altri con l?amore di mio Figlio. Pace, pace, pace.
La Madonna era gioiosa e ha parlato a Ivanka del sesto segreto.
Apparizione annuale a Jakov - 25 dicembre 2004
La Madonna ha dato il seguente messaggio:
"Cari figli, oggi in questo giorno di grazia, con il piccolo Gesù
tra le braccia, vi invito in modo particolare ad aprire i vostri cuori e
a cominciare a pregare. Figlioli, pregate Gesù, affinchè nasca nel
cuore di ciascuno di voi e cominci a governare nella vostra vita.
Pregatelo affinchè vi dia la grazia di poterlo riconoscere sempre e in
ogni uomo. Figlioli, cercate da Gesù l?amore, perchè solo con l?amore di
Dio potete amare Dio e tutti gli uomini. Vi porto tutti nel mio cuore e
vi dono la mia materna benedizone."
L'amore al prossimo, ci raccomanda Maria.
In tutti e tre gli ultimi messaggi annuali rivolti ai veggenti di Medjugorje.
E' un aspetto che va approfondito, se la nostra Mamma insiste così tanto c'è un motivo.
Provo a fare un paragone terreno per meglio capire.
Quando guardo i miei cuccioli, assisto con intima preoccupazione ai loro litigi...
Si azzuffanno, delimitano un territorio, stabiliscono leggi naturali di supremazia e sottomissione.
Li guardo accapigliarsi e vorrei come primo impulso intervenire, cerco faticosamente di farli ragionare.
Ma quando li vedo abbracciarsi, aiutarsi, ridere insieme, allora il mio cuore si gonfia di gioia e di speranza.
Stanno imparando a riconoscersi come figli dello stesso padre e della stessa madre.
Non è un lavoro da poco.
Comporta fare spazio all'altro, cedergli qualcosa di terribilmente proprio e istintivamente esclusivo.
Così per noi "grandi".
Il nostro prossimo è, volenti o nolenti, nostro fratello. Figlio dello stesso Padre e della stessa Madre.
Se non si arriva a comprendere questo, non si puo' arrivare a comprendere l'amore di Dio Padre.
Ma abbiamo un fratello maggiore, in questo lavoro interiore, che Dio
Padre ha voluto concederci perché da Lui apprendessimo, imparassimo, ci
lasciassimo istruire: Gesù.
Aiutaci, Maria, Mamma celeste, a riconoscere in tuo Figlio l'esempio da imitare...
Nella sua Croce, l'abbraccio da inchiodare.
Nella sua resurrezione, la casa a cui tornare.
21/07/2005 08:23
Paura di volare
Il paragone che mi è venuto in mente si avvicina a una relatà che ben conosco, per questo mi ha fatto riflettere...
L'uomo di fede è un uomo che a un certo punto si è interrogato sulla morte.
E ha capito che questa vita è solo un viaggio.
Si trova in una stazione aeromobile, metaforicamente parlando, e sa che deve andare in un altro posto.
Prima.
O poi.
Lo ha capito.
Decide quindi di salire su quell'aereo, è la Fede... Un mezzo
potente in grado di farlo viaggiare. In grado di coprire qualunque
distanza.
Già decidere di salire non è cosa da poco, figuramoci come si può sentire quando davvero inizia il viaggio!
La compagnia che ha scelto per quel viaggio è sicura, ha credenziali
secolari, se si affida se che non può accadergli nulla di male.
E i compagni di viaggio, anche loro, hanno quel qualcosa in comune
che... è tipico in fondo di chi sa che sta andando nello stesso posto.
I bagagli si somigliano, le paure e le aspettative si somigliano, gli interrogativi e le speranze si somigliano.
Da una parte è una vera consolazione, perché gli uomini di fede,
tutti insieme nello stesso aereo, si fanno coraggio tra di loro.
Qualcuno, che ne sa un po' più degli altri perché ha fatto corsi specifici, suggerisce di allacciare le cinture di sicurezza.
Sacerdoti, hostess, piloti, suore, laici, steward... L'uomo di fede
che ha preso quell'aereo si sente vagamente sollevato, si sente in buone
mani.
E per quanto il timore non lo abbia mai lasciato, tuttavia sa che
c'è qualcuno che pensa a lui e alla sua sicurezza. Alle sue sicurezze.
Il bagaglio che ha preparato in realtà è ben poca roba. Esperienze,
dolori, un cuore gonfio di persone amate, cultura, preghiere, anni di
vita terrena spesi bene o male.
E' un bagaglio superfluo, viaggiando piano piano se ne rende conto.
Viaggiando, piano piano realizza che tutto ciò che in verità gli
servirà a destinazione sarà solo quel piccolo, piccolissimo beautycase
pieno di amore per il prossimo.
Null'altro.
Ma è difficile fare un cernita tra i propri effetti personali, si
sa. Uno tende a portarsi appresso tutto quello a cui è attaccato!
Nel frattempo, quasi senza rendersene conto, il viaggio inizia.
L'aereo comincia a spostarsi dolcemente, poi si incanala nella pista di decollo e attende.
Finché non inzia a rullare... e i motori rombano forte... e comincia a correre... correre... corrrere...
L'uomo di fede è vagamente impanicato, già mille volte si è detto "voglio scendere!" ma non lo fa ad alta voce...
I suoi compagni di viaggio si guardano e lo guardano, sorridono dolcemente ma hanno tutti dentro la stessa Tentazione: scendere.
E poi, quasi come per magìa, quasi senza accorgersene, il loro aereo si stacca da terra.
Quasi non si avverte la differenza.
Ecco. Il viaggio è iniziato.
Tra cielo e terra, l'uomo di fede vola...
E così rimmarrà per diverso tempo. Sospeso tra cielo e terra.
Vedrà dall'alto panorami sconosciuti, vedrà cose note assumere altre fattezze, altre prospettive...
Vedrà le cose della terra più piccole di come gli erano sembrate, e i
cieli dei cieli molto più immensi di come li aveva sempre visti.
Quelli che lo guardano da terra non lo capiscono più, e lui stesso
ha la sensazione di non riuscire a descrivere agli altri quello che sta
vivendo.
Quello che i suoi occhi stanno vedendo.
Ormai sono dimensioni diverse.
Sospese tra cielo e terra.
Continuano a parlare tra di loro, ma per un tempo relativo.
Il tempo di una vita.
Ancora Terrena.
Poi si saluteranno. Agiteranno un fazzoletto umido. Qualcuno dirà "Ad Dio"...
E' già iniziato l'atterraggio...
Una voce nell'altoparlante annuncia: "benvenuti in Paradiso"!
E non è Antonello Venditti!...
22/07/2005 08:33
Vangelo di Oggi - Spunti
Gv 20,1.11-18
"Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di
buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata
ribaltata dal sepolcro.
Maria stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre
piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti,
seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato
posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?».
Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno
posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi;
ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi
cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse:
«Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a
prenderlo».
Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli
disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! Gesù le disse:
«Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai
miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e
Dio vostro».
Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto."
Gesù le disse: «Maria!»
Non lo aveva riconosciuto...
Ma Gesù la chiama per nome. Dice il suo nome.
Quando mi chiamano per nome, ovunque io mi trovi, e da chiunque provenga il richiamo, io mi giro.
Non c'è niente da fare, mi giro.
Anche se chiamano un'altra, col mio stesso nome, io mi giro.
Anche se sto in una folla pazzesca e la voce che mi chiama è lontana, flebile... io mi giro.
Perché?
Cosa c'è dietro il proprio nome?
Cosa c'è di tanto forte?
E poi ancora: Gesù prima la chiama "Donna". E lei non lo riconosce.
Poi la chiama per nome "Maria!". E lei si volta per la seconda volta, stavolta riconoscendolo...
La prima volta, lei lo vede ma non lo guarda, non lo riconosce.
La seconda volta, lo vede e stavolta lo guarda. Lo riconosce.
Perché l'ha chiamata per nome.
E' come se lei, sentendosi riconosciuta, lo riconoscesse...
25/07/2005 10:40
Statue viventi/cuori di pietra
Madonna Acerra, si grida al miracolo.
Muoveva le gambe, le "ginocchia si stendevano, la veste cambiava
forma, i piedi assumevano "sembianze umane". Ecco il "miracolo" della
Chiesa di San Pietro ad Acerra, una cittadina a nord della periferia di
Napoli, dove alcune donne hanno visto la statua in gesso raffigurante la
Madonna, di fronte alla quale erano raccolte in preghiera, animarsi
improvvisamente. Al diffondersi della notizia migliaia di persone si
sono accalcate fuori dalla Chiesa.
Fonte: La Repubblica (Sull'edizione di internet 5 immagini tratte da videotelefonini)
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NAPOLI: ACERRA - VOLONTARIO PROTEZIONE CIVILE: COSI' HO VISTO STATUA MADONNA MUOVERSI.
IL FENOMENO E' INIZIATO 2 SETTIMANE FA, IERI SI SAREBBE MANIFESTATO 3 VOLTE.
Acerra (Na), 25 lug. - (Adnkronos) - ''Io l'ho vista muoversi ieri
per tre volte. Non sono state apparizioni, ma trasformazioni perche' la
Madonna si anima. Ho visto le gambe diventare di carne e poi anche il
volto. E piangeva''. Cosi' Francesco Barbetta, volontario della
protezione civile di Acerra, centro in provincia di Napoli, racconta
all'ADNKRONOS cio' che si sta verificando da quindici giorni nella
chiesa di San Pietro Apostolo del comune campano, dove alcuni fedeli
sostengono di vedere la statua della Vergine animarsi e muoversi. E c'e'
gia' chi grida al miracolo.
Fonte: Adnkronos
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Napoli, "Statua Madonna si muove" - Fedeli in pellegrinaggio: "E' miracolo".
Stavano recitando il rosario quando hanno visto la statua in gesso
della Madonna muoversi. E' avvenuto ad Acerra (Napoli), dove centinaia
di fedeli stanno accorrendo per assistere a quello che ritengono un
"miracolo". "La statua si è mossa ed è diventata per alcuni momenti di
carne", hanno detto alcune donne. Cauto il parroco: "Io non ho assistito
a quanto dicono le fedeli, e quindi non posso giudicare".
Fonte: TGCOM
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Mi viene da sorridere, sai?... e non per il clamore dell'episodio ma perché perfino le statue cominciano ad animarsi!
Mentre il cuore di tanti esseri viventi si sta pietrificando sempre di più!...
Maria, mamma dolcissima, proteggici...
26/07/2005 08:44
Messaggio della Madonna del 25/07/2005
"Cari figli, anche oggi vi invito a riempire la vostra giornata con brevi e ardenti preghiere.
Quando pregate il vostro cuore è aperto e Dio vi ama con amore particolare e vi dona grazie particolari.
Perciò utilizzate questo tempo di grazia e dedicatelo a Dio come mai prima d?ora.
Fate novene di digiuno e di rinunce affinchè satana sia lontano da voi e la grazia sia intorno a voi.
Io vi sono vicina e intercedo presso Dio per ognuno di voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
27/07/2005 12:03
A te anelo
Tra prossimi
e distantissimi
poli di attrazione
vengono distribuiti
i miei sentimenti
e le mie volontà
Ciò che dovrei, non sono
Ciò che non vorrei, faccio
Elasticizzo un volere
Irrigidisco un dovere
E poi tutto il contrario
E? un?altalena, questo cammino interiore,
che dalla terra guarda verso il cielo
E poi tutto il contrario
Tutto quello che posso
è solo ricordare.
Ricordare.
Ricordare
che una volta hai dettato al mio cuore
una parola di Verità
e da quel momento non può più discostarsene
senza provare confusione?
Cerca, l?anima mia, un mare lontano
Cui appartiene
Ma da una terra così vicina
Che lo trattiene
Quando ti cerco e mi immagino onda,
tuffo il mio slancio in potenti bracciate
ma torno sempre a una riva più forte
e non mi resta che restare
Qui.
Dove accettare i limiti di uno spirito in letargo
E immaginare terre lontane
Senza mai prendere il largo!
28/07/2005 08:14
Discernimento
Quanto è difficile camminare sul Tuo sentiero, Padre mio!
Mi sento come a Trieste, contro la Bora, sorretta a e guidata da un solo passamano, e con quanta fatica!
Non sono stanca, sono solo consapevole di essere ancora tanto lontana...
Ascoltami, ti prego!
Purifica il mio cuore, spoglialo.
E' ancora troppo pesante....
A volte arrivano messaggi, piccole e strane intuizioni, su quanta strada ancora io abbia da fare.
A volte addirittura qualcosa mi dice che nonostante tutto questa ancora non è fede.
Ma non io, non io posso giudicare il mio spirito.
Tu solo, che lo conosci nel profondo, sostienilo... Proteggilo... Istruiscilo...
Guida i miei passi! Voglio continuare a guardare in alto!
29/07/2005 07:25
Salmo 29
"Nella tua bontà, o Signore,
mi hai posto su un monte sicuro;
ma quando hai nascosto il tuo volto,
io sono stato turbato."
29/07/2005 07:26
Rm 12, 1-2
"Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio,
ad offrire i vostri corpi
come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio;
è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi alla mentalità di questo secolo,
ma trasformatevi
rinnovando la vostra mente,
per poter discernere la volontà di Dio,
ciò che è buono, a lui gradito e perfetto."
29/07/2005 07:30
Lc 10, 38-42
In quel tempo Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa.
Essa aveva una sorella, di nome Maria,
la quale, sedutasi ai piedi di Gesù,
ascoltava la sua parola;
Marta invece era tutta presa dai molti servizi.
Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire?
Dille dunque che mi aiuti».
Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,
ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno.
Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».
29/07/2005 07:58
Spero solo di non scordare il dentifricio!
Parto stasera. Il gran giorno è arrivato...
Sono stata assecondata nei miei desideri e mi è stato concesso questo periodo tutto per la famiglia.
Porto marito e cuccioli verso l'alto, a 1700 m in un paesino
austriaco del Piztal che si è accoccolato ai piedi di un bellissimo
ghiacciaio.
E questo voglio contemplare.
Questo ricordo voglio che entri negli occhi e nel cuore di chi amo.
Qualcosa di più alto che ci sovrasta, glorioso, imperscrutabile,
davanti cui non possiamo far altro che inginocchiarci. In umile ed
esultante reverenza.
Dopo Ferragosto spero di tornare a scrivere qui con maggiore energia e fede migliore
anche per trasmettere con più chiarezza tutta la tumultuosa serenità che nascondo nel cuore
da quando sono stata chiamata!
Vicina o lontana, siete sempre nelle mie preghiere di ogni giorno e
ringrazio Dio Padre di avermi fatto incontrare tutti voi, anime belle!
13/08/2005 14:53
Strano ordinario
Che strano tornare... eppure non sono state che due settimane!
Alle mie spalle paesaggi totalmente differenti, che pero' mi sono entrati nel sangue.
Una vena di ossigeno puro ha irrorato i miei occhi e l'anima, che tanto era assetata!
Non è andata, comunque, come credevo.
Prima di partire, mi immaginavo ai piedi di madre Terra in umile e reverenziale preghiera...
Mi immaginavo, una volta lì, assorta in rosari e mistica contemplazione.
Credevo di andare in un luogo di ritiro spirituale del quale approfittare per intensificare un cammino interiore.
Non è stato niente di tutto questo.
Quando siamo arrivati, invece, nubi basse e pioggia hanno celato il panorama per due giorni.
E quando questo a poco a poco ha cominciato a manifestarsi, quasi
timidamente, discretamente, come per non sconvolgerci così, tutto
insieme, da lì in poi non sono riuscita a pregare.
Sono rimasta in estasi... Estasi, sì, ma la preghiera s'è dissolta per incanto insieme alla nebbia!
Per diversi giorni me ne sono sentita in colpa.
Ma come! Proprio QUI non riesco a pregare?
Poi ho lasciato perdere i ragionamenti e mi sono abbandonata alle vacanze.
Un paese semisperduto ci ha accolto, nemmeno troppo familiarmente.
Noi quattro soli ci siamo ritrovati famiglia per la prima volta ed è stato meraviglioso!...
Le gioie che ci hanno dato i due cuccioli hanno superato ogni misura!...
Hanno regnato la pace, l'armonia, la gioia.
Cose che, ora mi rendo conto, in qualche angolo remoto del pensiero forse credevo non esistessero... o non mi fossero dovute.
Riscoprirci in quell'ambiente semi-incontaminato, semplicissimo e
maestoso insieme, ha dato al nostro piccolo nucleo un non so che di
mistico!
Sono paroloni, capisco, e noi nemmeno stavamo razionalizzando tutto questo. Lo vivevamo e basta.
La magnificenza dei monti innevati, poi, dei boschi rigogliosi,
delle cascatelle, del torrente... insieme alla perfezione dei colori,
del silenzio assoluto, dell'aria frizzante, ci sono entrati giorno dopo
giorno nel sangue.
E con loro, la grandiosità di Dio.
Non ho pregato. Poco, molto poco rispetto al consueto...
Ma ho contemplato la bellezza di Dio ogni istante.
E ne ho goduto ogni istante.
E l'ho ringraziato ogni istante.
Senza rendermene conto.
Senza rendermene conto.
Solo l'ultima sera, salutando il paesaggio ormai verso il crepuscolo, la mia preghiera è tornata.
E si è inchinata.
Stavolta non implorante, non riverente, non tiepidamente... Ma assolutamente e interamente riconoscente.
Il grazie più lungo e completo che mi sia mai sgorgato dal cuore.
Al Dio più grande e semplice che io abbia mai conosciuto.
15/08/2005 14:33
Assunta in Cielo - 15 agosto
Solo una considerazione, che in questa giornata però mi ha colpita in modo particolare:
un giorno, Quel Giorno, anche i nostri corpi mortali verranno risuscitati e si riuniranno alla loro anima.
I nostri corpi mortali hanno un valore. Imprescindibile dal valore della nostra anima.
Seppure sottomessi alla caducità, seppure tutti noi possiamo essere
abituati a considerarli come materia corruttibile e deteriorabile,
tuttavia questi hanno tanta dignità agli occhi di Dio da essere considerati parte integrante della nostra resurrezione.
Quindi, quanto è vero che il nostro corpo è Tempio!...
Quanto bisogna stare attenti per considerarlo tale!
Agli scettici, poi, che ancora stanno a chiedersi come è mai
possibile che pure corpi ormai in polvere, che perfino polveri ormai
sparse dai tempi dei tempi, possano un giorno risuscitare e unirsi alle
loro anime di appartenenza... sono abituata a rispondere:
se c'è riuscito Steven Spielberg, ho ottimi motivi per Credere che possa riuscirci anche il Padre Eterno!!!
18/08/2005 13:11
Orecchi per udire...
Chi ha sperimentato il silenzio di Dio sa benissimo che Dio è silenzioso, non muto.
21/08/2005 12:27
Mani per toccare...
Un anno. E' passato esattamente un anno da quando ho parlato l'ultima volta con Dollo!
E l'altro ieri...
Chi legge il mio diario spirituale da tempo sa che Dollo, alias Don Lorenzo, è il mio papà spirituale da una vita.
L'ho conosciuto che avevo tre anni e mezzo, con questo credo sia chiaro fino a che punto può avermi cresciuta, formata, amata.
Lui veramente un padre, per me, e io veramente una figlia per lui.
L'anno scorso sono andata a parlargli per uno dei consueti
aggiornamenti spirituali e alla fine l'ho salutato con il più ingenuo
dei "ci vediamo".
Invece pochi giorni dopo Don Lorenzo entrò in ospedale per una diagnosi terribile: leucemia.
Da allora... è abbastanza scontato dire che per lui fu un calvario atroce.
Undici mesi di malattia, di terapia, di effetti collaterali della
terapia, di ospedale, di piaghe, di umiliazioni, di vessazioni. Chi c'è
passato lo sa. Sembrava la fine, per lui, la malattia era regredita del
tutto ma non ce la faceva a riprendersi dagli effetti della cura. Che
ironia, eh?
Alla fine, senza più speranze, dimagrito fino a 42 kg, con le difese
immunitarie a zero e quasi completamete apatico, tre settimane fa lo
hanno riportato in parrocchia, nella sua stanza, quasi come a dire "Se
non si riprende nemmeno qui, almeno muore a casa sua"...
Tutta la parrocchia ha pregato con un fervore incredibile.
E noi, suoi figli spirituali, comunità giovanile, ancora di più.
Chiedendo a Dio un vero e proprio miracolo, di quelli con l'etichetta DOC - divinità d'origine controllata.
Bè, siamo stati ascoltati.
Il nostro Dollo, il MIO Dollo si sta riprendendo!
Questa era solo una ridicola premessa. Il fatto più bello che volevo comunicare è che l'altro ieri sono andata a trovarlo!!!
L'ho rivisto!!! Dopo un anno!!!
Dopo dodici mesi in cui l'ho pensato ogni attimo e ho pregato per lui come mai avevo fatto prima!
Sono sicura che la sua indicibile sofferenza ha collaborato alla mia
conversione, così come gli ho scritto nella primissima lettera (quella
con cui ho aperto questo blog). E ora ho potuto raccogliere i frutti di
tanto dolore, di tanta fede!
Mi hanno fatto indossare la mascherina da sala operatoria per coprire la bocca e sono entrata.
Dio mio, che gioia avevo nel cuore!!! Che tumulto! Che sforzo riuscire a controllarmi per evitare di abbracciarlo!!!
Mi sono seduta di fronte a lui... E lui mi ha messo la mano sul
bracciolo della sua poltrona, poi sopra ha messo la sua e l'ha
accarezzata. Per un'ora intera. Continuando a parlare.
Abbiamo parlato tanto. Come facevamo sempre ma era anche tutto diverso.
Chi conosce Don Lorenzo sa quanto l'affettività fisica sia un
atteggiamento assolutamente desueto per uno come lui... Asettico e
freddo quasi fino al gelo, per intenderci, discreto e controllato quasi
fino alla marmoreità!
Quanto l'ho trovato cambiato, invece!
Che trasformazione!
Ho trovato il mio Don Lorenzo, ma era una persona umile, adesso, una persona riconoscente, una persona calda...
Una persona... non viva, molto di più: sopravvissuta!
E se prima talento, intelligenza e cultura lo rendevano un
personaggio fortemente carsimatico... adesso calore, dolcezza, dolore lo
hanno reso davvero un uomo di Dio!
Questo è il miracolo ancora più grande della guarigione che riconosco nell'opera di Dio.
Un grazie enorme va a quelli di voi che hanno pregato insieme a me per Dollo!
Come al solito, sono troppo sintetica nelle mie descrizioni. Ho
ricapitolato in poche righe 12 mesi di trasformazione, un autentico
miracolo e un momento di felicità inesprimibile... ma... lascio a voi e
alla vostra immaginazione andare oltre le righe e riempire ciò che io
non ho riempito con le parole.
Ti lodo e Ti esalto, Signore. Onnipotente e Santo è il Tuo nome!
23/08/2005 14:35
Salmo 115
"Perché i popoli dovrebbero dire: "Dov'è il loro Dio?".
Il nostro Dio è nei cieli, egli opera tutto ciò che vuole.
Gli idoli delle genti sono argento e oro, opera delle mani dell'uomo.
Hanno bocca e non parlano,
hanno occhi e non vedono,
hanno orecchi e non odono,
hanno narici e non odorano.
Hanno mani e non palpano,
hanno piedi e non camminano;
dalla gola non emettono suoni.
Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida.
Israele confida nel Signore: egli è loro aiuto e loro scudo."
25/08/2005 14:11
Quanto, ma quanto, ma quanto amore!
Mi chiedo cosa ci ha trovato il Signore nella famiglia.
Mai come in questi giorni l'ho sentita una cosa così vicina al divino, un'entità concepita santa...
Ho avuto l'inestimabile dono di una famiglia, una famiglia bellissima, sana, ricca di valori, unita e gioiosa.
E' un pozzo dal quale attingo a piene mani ogni giorno, che mi carica e mi riempie.
A volte le gioie che mi provengono da questo nucleo sono attimi così
saturi di felicità che quasi mi sembra il cuore non riesca a
contenerla.
Solo alla presenza di Dio Padre avevo provato questa sensazione. E adesso mi viene riproposta ogni giorno!
Ogni volta che i miei cuccioli si prendono per mano, ogni volta che
li vado a guardare mentre dormono, nelle risate argentine, nelle
carezze, nelle mani piccoli dentro mani grandi, nelle lotte coi cuscini,
nel rumore di piccoli passi veloci sul pavimento, nello sguardo che ci
scambiamo io e mio marito quando proviamo la stessa emozione per loro...
No, è inutile tentare di descrivere questo prodigio.
Intuisco - ma con forte miopia - che in questa unione c'è qualcosa di Dio.
Lo riconosco.
C'è la sua impronta digitale nel nostro stato di famiglia...
Ci sono trasparenze angeliche dietro gli occhi di questi bambini...
C'è un respiro profondo, un alito essenziale, nelle nostre vite unite...
Come posso non dar lode al Signore?
Come posso non esaltare il Suo nome?
Se alzo lo sguardo, ne individuo le tracce.
Se lo abbasso fin dentro la pupilla dei miei figli, Lo intravedo.
Non c'è atomo, non c'è immensità, in cui la mano di Dio non sia passata a sfiorare... A impregnare...
Ti rendo grazie con tutte le mie forze, Padre, mio amato Padre celeste,
Dio dell'infinito e dell'infinitesimale!
28/08/2005 13:55
Dal libro del profeta Geremia
"Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto forza e hai prevalso.
(...)
Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più in suo nome!».
Ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente,
chiuso nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo.
(Ger 20, 7-9)
29/08/2005 12:31
Liberami dall'inganno...
Salmo 116
Alleluia. Amo il Signore perché ascolta il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l'orecchio nel giorno in cui lo invocavo.
Mi stringevano funi di morte, ero preso nei lacci degli inferi.
Mi opprimevano tristezza e angoscia
e ho invocato il nome del Signore: "Ti prego, Signore, salvami".
Buono e giusto è il Signore, il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge gli umili: ero misero ed egli mi ha salvato.
Ritorna, anima mia, alla tua pace, poiché il Signore ti ha beneficato;
egli mi ha sottratto dalla morte, ha liberato i miei occhi dalle lacrime,
ha preservato i miei piedi dalla caduta.
Camminerò alla presenza del Signore sulla terra dei viventi.
Alleluia. Ho creduto anche quando dicevo: "Sono troppo infelice".
Ho detto con sgomento: "Ogni uomo è inganno".
Ogni uomo è inganno
Ogni uomo è inganno
Ogni uomo è inganno
Ogni uomo è inganno
Ogni uomo è inganno
Ogni uomo è inganno
Ogni uomo è inganno
Ogni uomo è inganno
Ogni uomo è inganno
Ogni uomo è inganno
Ogni uomo è inganno
Ogni uomo è inganno
30/08/2005 15:03
Messaggio della Madonna del 25 agosto 2005
"Cari figli, anche oggi vi invito a vivere i miei messaggi.
Dio vi ha donato questo tempo come tempo di grazia perciò, figlioli, sfruttate ogni momento e pregate, pregate, pregate.
Io vi benedico e intercedo davanti all?Altissimo per ognuno di voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
30/08/2005 15:10
Sant'Agostino
Forse che vi vien detto: Non amate niente?
Tutt'altro.
Sareste pigri, morti, detestabili, miseri, se non amaste nulla.
Amate, ma state attenti a ciò che amate.
(Sant'Agostino
En. in ps. 31, 11, 5)
31/08/2005 14:46
Riflessioni - Amicizia
L'amicizia
[19] Chi punge un occhio lo farà lacrimare;
chi punge un cuore ne scopre il sentimento.
[20] Chi scaglia pietre contro uccelli li mette in fuga,
chi offende un amico rompe l'amicizia.
[21] Se hai sguainato la spada contro un amico,
non disperare, può esserci un ritorno.
[22] Se hai aperto la bocca contro un amico,
non temere, può esserci riconciliazione,
tranne il caso di insulto e di arroganza,
di segreti svelati e di un colpo a tradimento;
in questi casi ogni amico scomparirà.
(Siracide - Capitolo 22)
01/09/2005 20:15
"L'anima mia ha sete di Te..."
Da quando hai seminato questa goccia di vita nella mia anima,
tutto si trasforma in sorgente.
E questa sorgente si incanala nei meandri sotterranei del cuore,
cercando strade segrete, bagnando solchi inariditi dal tempo...
Dal profondo cerca una via d'uscita, non la fermerà nessuno.
Come tutti i corsi d'acqua scava senza bucare,
modella senza ferire,
leviga senza traumatizzare...
Fino a che un giorno il mio cuore somiglierà a ciò che originariamente era
e che questa vita terrena, di terra ha ricoperto.
La lascio scorrere, Padre mio, è tutto quello che faccio.
Ben poca cosa, io che non ho capacità alcuna se non riconoscere
che la sorgente sei Tu.
Da te ogni cosa.
L'acqua viva che zampilla così come la dura pietra che mi pulsa nel petto.
02/09/2005 14:33
Il dolore: un buon investimento
Dopo aver ascoltato un programma estremamente interessante su Radio Maria*, ho annotato queste riflessioni.
............
In merito allo "spreco" abbiamo sempre sentito dire che non bisogna sprecare questa o quell'altra cosa...
Ricordo per esempio da bambina tanti "non si deve sprecare il pane",
detti dai miei nonni che sopravvissuti alla guerra ben sapevano quale
fosse il valore del pane.
Ma oggi qualcuno ci viene a dire "non sprecate il dolore".
Che è tutt'altra faccenda. Oppure no?
Qualcuno ci viene a dire che il dolore ha la sua valenza, che ha un valore la nostra sofferenza.
E' un bene che non va sprecato.
Bene? Ma come si fa a vedere un bene ciò che ci dilania, che ci angoscia, che ci strazia, che ci annienta?
Eppure Gesù ci viene a insegnare proprio questo: la nostra sofferenza ha un valore.
E in quanto tale può essere perfettamente considerata addirittura merce di scambio.
Noi non possiamo immaginare quali possano essere gli strumenti di
Dio per trasformare il nostro dolore in qualcosa di UTILE, per noi
stessi o per gli altri.
Possiamo solo fidarci. Mi viene in mente il verso di un Salmo...
I passi del mio vagare Tu li hai contati, le mie lacrime nell'otre Tuo raccogli; non sono forse scritte nel Tuo libro?
(56,91)
Ecco, le lacrime dell'uomo non sono ignorate dal nostro Padre
Celeste. Le conosce. Le conta ad una ad una. Hanno valore, per Lui.
E di contro, guardatevi in giro... Cosa c'è di più triste di un dolore inutile? Di un dolore vissuto nel non senso?
Un dolore dis-sperato davvero è atroce, la Buona Novella di Gesù porta alla nostra sofferenza un valore aggiunto: la speranza.
Gli attribuisce utilità.
Mi rendo conto che può sembrare contorto ma io sono veramente,
profondamente convinta che, in primo luogo, non c'è dolore cui Dio sia
sordo... e in secondo luogo che le nostre piccole, grandi tragedie,
hanno un valore. Non vanno sprecate.
Hanno la loro utilità e vanno spese. Vanno offerte.
Conosceremo la loro... quotazione, un giorno. E capiremo perché tanti poveri, nei Cieli sono ricchi. Per esempio.
*Per la cronaca, Radio Maria non è un emittente settaria per soli bigotti.
05/09/2005 08:02
Pioveva che Dio la mandava!
Tra i tanti, c'è un verso della Bibbia che mi ha sempre colpita in modo
particolare e che mi ha accompagnata nel corso degli anni...
"Benedite il Signre in ogni circostanza".
E mi sono sempre chiesta com'è possibile benedirlo davvero in OGNI circostanza...
E' quanto ci viene chiesto: OGNI circostanza.
Ma noi siamo abituati a benedire Dio quando le cose ci vanno alla
grande, nella buona sorte, nelle belle notizie, nei momenti palesemente
positivi della nostra vita!
Al contrario, quando le cose ci vanno storte, è già decisamente
difficile non lamentarsi, figuriamoci benedire il nome del Signore!
Quante anime si sono allontanate proprio nelle avversità?
Ieri sera, come al solito ultima ad andare a dormire, mi sono messa
fuori sul balcone col breviario a pregare approfittando di un potente
temporale in arrivo all'orizzonte.
Era affascinante, lampeggiava maestosamente, ripetutamente, non esistono giochi pirotecnici di uguale bellezza!
Tra scariche elettriche e nuvoloni burrascosi mi sono sentita più vicina alla potenza del Padre mio...
Infilarmi poi sotto le lenzuola con quella colonna sonora roboante
nelle orecchie mi ha concialito il sonno, mi ha fatto sentire ancora più
protetta.
All'una, però, la brutta sorpresa... Uno dei cuccioli si sveglia
perché la sua luce notturna era spenta. Sono andata per controllare come
mai era andata via la luce e mettendo i piedi giù dal letto ho trovato
acqua fin sopra le caviglie.
Si era allagata casa.
Era scesa così tanta pioggia che il sistema di scarico delle acque
chiare s'era intasato. Nelle nostre case non è la prima volta ma
pensavamo di aver risolto il problema.
A tentoni abbiamo cercato di individuare il corto circuito e una
volta ripristinata la corrente elettrica ci siamo resi conto dello
scenario.
Tappeti che galleggiavano, acqua e fango ovunque, mobili intrisi...
Fuori, buona parte del vicinato si era riversato sulle strade
facendosi domande, commentando, cominciando a prestare i primi aiuti.
Con mio marito ci siamo scambiati poche parole, zitti e stanchi abbiamo cominciato a raccogliere e buttare fuori acqua.
Raccogli e butta, butta e raccogli, fino alle due di notte.
Mentre lavoravo mi è venuta in mente quella frase... Benedite il Signore in ogni cirscostanza.
Il mio cuore è andato avanti precedendo queste parole e non le ha fatte nemmeno uscire, erano già vive in quella realtà.
Le ha dette lui. Avvantaggiandosi sulla mia memoria, sulla mia razionalità.
E da quel momento sono tornata serena. Anzi, quasi allegra!
Ho continuato a lavorare, silenziosa e serena, fino a che l'acqua
non è uscita del tutto, col vociare delle persone in strada, tutte
affaccendate, e in quell'orario fuori dal normale mi ha fatto sentire
tutti più vicini, accomunati dalla stessa difficoltà.
E' poca cosa, me ne rendo conto, ma mi riporta a quando per la prima
volta, 6 anni fa, ho voluto che quella frase della Bibbia diventasse
realtà nella mia vita.
Ero su un letto d'ospedale, avevo appena perso un bimbo in grembo.
Vuota nel cuore e svuotata nel ventre dissi a me stessa: "ecco, quale
CIRCOSTANZA migliore di questa? Voglio benedirti, Padre. Vediamo se ci
riesco.".
E ci sono riuscita.
Se c'è un "merito", va a Lui, che mi ha messo nel cuore queste parole e la forza di dirle...
Ma questo non vuol dire che io fossi inesistente o poco importante, non vuol dire che non ho fatto anch'io la mia parte.
Potevo scegliere, benedire o maledire.
E la benedizione mi ha fatto solo un gran bene!
06/09/2005 08:08
Sotto la tonaca del giudice, stracci
Gc 4, 11-12
"Non sparlate gli uni degli altri, fratelli.
Chi sparla del fratello o giudica il fratello, parla contro la legge e giudica la legge.
E se tu giudichi la legge non sei più uno che osserva la legge, ma uno che la giudica.
Ora, uno solo è legislatore e giudice, Colui che può salvare e rovinare;
ma chi sei tu che ti fai giudice del tuo prossimo?"
*********************
Questa lettura, dopo anni e anni che me la ritrovo nel breviario, continua a colpirmi terribilmente.
Mi sorprende come fossi un ladro colto con le mani nel sacco!
O come un bambino con le mani sporche di proibitissima cioccolata.
Quando la leggo mi faccio piccola piccola, dico "orpo, sono stata
fregata un'altra volta!" e abbasso le orecchie sperando che il Padre mio
buono chiuda un occhio!
Cerco di trovare qualche misero appiglio aggiungendo, sempre a bassa voce: vabbè, ma chi è che non sparla degli altri???
Però la Lettura è inoppugnabile, indiscutibile, non gli si può
proprio dire niente! Insomma, è talmente chiara e logica, limpida ed
elementare che tutto quello che resta da fare è solo un sanissimo esame
di coscienza.
Non mi colpisce sentir dire, tramite Sacre Scritture, che OGNI fratello è Legge.
Non mi scandalizza una tale affermazione...
Mi ferisce piuttosto essere punta nel vivo della mia superbia, dove,
se scavo nel profondo, so benissimo che non c'è un solo istante della
vita in cui non mi ergo a giudice sputando sentenze!
Padre mio, sii misericordioso, ti prego!
Se fossi sicura di Te e del Tuo amore, non avrei bisogno di giudicare nessuno!
Il mio giudizio è un'esigenza dettata dalla povertà...
Tu lo sai, tu che lo sai, sii misericordioso!
07/09/2005 08:14
Lettura breve delle Lodi di oggi
Gb 1, 21 (Volg.); 2, 10b
"Nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto; come piacque al Signore, così è avvenuto: sia benedetto il nome del Signore!
Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?"
*****************
Pensavo proprio ieri alle cose buone e alle cose cattive che ci capitano.
Pensavo a chi se la prende con Dio nella cattiva sorte, propria e degli altri...
A chi se ne allontana dicendo "non può esistere un Dio così
cattivo!" e a chi si inalbera con esclamazioni del tipo "Se Dio esiste,
allora perché esiste anche la fame nel mondo?" o cose simili...
Per non parlare di altri luoghi comuni quali "Questo Dio proprio non me lo doveva fare!".
Insomma, prendersela con Dio.
Ma che senso ha prendersela con Dio?
Intendo dire, che senso ha attribuirgli le nostre unità di misura?
Davvero pensiamo che la sua immensità e la sua eternità possano essere racchiuse nei nostri piccoli canoni di bene e di male?
Sarebbe come raccogliere con un cucchiaio l'acqua del mare, che pure
è cosa finita. Dio, che è invece infinito, come possiamo pretendere di
classificarlo?
La lettura di oggi ci interroga, se da Dio accettiamo il bene... perché non dovremmo accettare il male?
Ma credo che significhi una cosa soltanto: se accettiamo Dio, allora
di Lui accettiamo tutto, così come è, senza stare a indagare sul suo
operato.
Di Lui accettiamo il Tutto. Ossia il fatto che E' tutto.
Senza appioppargli etichette.
Se il Signore dà e il Signore toglie... cosa ci importa?
La cosa più importante per un'anima di fede deve essere il Signore, non ciò che le viene dato o ciò che le viene tolto.
Soprattutto Dio.
Sopra-a-tutto Dio...
09/09/2005 07:58
"Lavami, o Dio..."
Il Rosario mattutino, come la doccia!
Eh, ci stavo pensando seriamente.
Recitare il Rosario, Ave Maria dopo Ave Maria, mi fa un gran bene! Come se mi stessi pulendo, lavando...
Per poi iniziare la giornata.
Considerando, tra l'altro, Maria come fonte di purezza... il
paragone prende forza perché davvero è come se una sorgente pura e
chiara mi scorresse sull'anima, lavandola.
Io non devo fare nulla, se non aprire il rubinetto! Ossia pregare.
Dalla preghiera, da quel rubinetto direttamente collegato con la
fonte Celeste, sgorga l'elemento fondamentale per il mio spirito,
fondamentale tanto quanto l'acqua è fondamentale per il nostro corpo!
Nell'acqua mi sento talmente a mio agio che non posso non pensare al
fatto che vengo da lì, che la mia gestazione è avvenuta nell'acqua e
che buona parte del mio essere è composto da acqua.
Allo stesso modo, pregare Maria aiuta a ricordare alla nostra anima
da dove viene, dove è stata coltivata prima di tutti i tempi e di cosa è
fatta.
Da Dio io vengo, Dio mi ha allevata e di Dio sono fatta.
Dal Rosario esco come dalla doccia... più pulita, corroborata, tonificata!
E affronto la giornata con maggior vigore.
Al contrario, quando non riesco a pregare, vedo subito la
differenza: mi lascio impregnare dalle cose del mondo, dalla
quotidianità superficiale, dal dispendio insensato di energie... e alla
fine della giornata, non c'è niente da fare, si vede, si sente: PUZZO!
09/09/2005 20:07
Danzando sotto la pioggia...
Mi sta bene.
Io qui a pontificare sul lavaggio spirituale automatico e casa si è allagata un'altra volta!
Ok.
Pero'... c'è un pero'. Non riesco lo stesso a prendermela con Dio! Che delusione, eh?
Ma è più forte di me, mi sento ridicola a recriminare su un
convoglio di nefasti cumuli nembi attribuendo a Lui i miei stracci
intrisi! Non ce la faccio proprio! Prendermela con Dio perché mi si è
allagata casa!
E allora cosa avrebbe dovuto dire Noè???
Buona notte.
10/09/2005 14:17
Dov'è la pace?
"Ho trovato la pace con gli altri
rinunciando alle mie esigenze.
Ho trovato la pace con me stesso
dimenticando le mie rinunce."
(D.L.)
12/09/2005 08:30
Per-dono
Perdonare non vuol dire dimenticare, ma riscattare.
Riscattare quel qualcuno che in qualche modo e in qualche misura ti ha offeso.
Difficile se si è concentrati sulle creature.
Meno difficile se si è concentrati sul Creatore.
13/09/2005 07:53
Contro di Te ho peccato
Quando mi sporco, è lì che mi rinnovi.
Io ti cerco... ma Tu mi trovi.
Io ti cerco... e questo è sufficiente
per te che sei più alto di un motivo
o di un movente.
Aiutami, Padre mio, a disprezzare le mie colpe
Ma insegnami a non giudicarle.
Perché non me, è Te che non perdono
di amarmi come sono...
14/09/2005 11:20
Casalinghe disperate?
Dovevo farlo! Per dovere di cronaca o per non rimanere spiazzata nei
salotti d'alta e bassa borghesia dove da due giorni (un anno per chi ha
la parabola e sei mesi di galera per chi non ce l'aveva ma l'ha rubata)
non si parla d'altro.
Per quanto posso, cerco di aggiornarmi sempre su tutto, ma di tutto
un po'... insomma, quel tanto che basta per farmi un'opinione ed
eventualmente esternarla a chi dovesse chiedermela. L'opinione.
Ora, tra palpebra calante e ago e filo intenti a rattoppare residui
di calzini misura 25, ho cercato di farmi un quadro della situazione
circa Desperate Housewives.
Ho individuato quattro donne sui 35/40, tutte sposate e come unica condizione comune il casalincaggio.
Voglio coniare il termine perché sui Sinonimi & Contrari ancora
non esiste... Inoltre mi sfizia l'associazione casa-linciaggio.
Bè. Le ho viste immergersi in spume aromatizzate e soffusamente
rischiarate da decine di candele, le ho viste riunirsi in cucine che se
le vedesse la Cuccarini chiederebbe i danni, le ho viste tutte in
splendida forma fisica parcheggiare i loro deretani in macchine di lusso
e dentro abitini ultimo grido taglia 42, le ho viste con manicure
impeccabili, capelli stile finto-arruffato curati nel più piccolo
dettaglio, giardini ampi e tosati tipo moquette, case immense che se
devi chiedere la piantina al catasto ti dicono di ripassare con una
carriola, tutte circondate da uomini spaventosamente belli e
smaccatamente virili...
Questo lo scenario. Scendendo però nel significato più intrinseco
della loro storia interiore e volendo fare un'indagine psicologica
attenta, bisogna anche considerare che queste signore hanno un problema
in comune: non lavorano.
E... ok forse può bastare.
Ma mi è venuto spontaneo specchiare su quelle immagini la MIA realtà di donna.
Italiana. Lavoratrice. Sposata. Con prole.
Bè. Mi sono vista fare una doccia veloce nascosta dalla tenda di
plastica con la lampadina che penzola dal soffitto perché in 4 anni che
ho cambiato casa mio marito non si è mai deciso a montare uno straccio
di lampadario; mi sono vista dentro la cucina non abitabile,
arraffazzonata e sempre dannatamente sporca; mi sono vista con i miei
consolidattismi 5 kg di troppo incastonati da cuscinetti adiposi e
smagliature fare da pietoso contorno a un ventre rilassato che non ha
tempo di andare in bagno figuriamoci in palestra; mi sono vista nella
Fiat Punto comprata semi-quasi-forse-nuova che quando accendo si
illumina il quadro come un albero di Natale; mi sono vista vestita di
abitini da 3 euro al mercatino stile "venitedonneeeeee" con la
ricrescita in testa e le meches sbagliate del parrucchiere da 3 soldi
(quei 3 soldi tra l'altro devo ancora andare a chiederli a mia nonna -
pensionata 91enne!), per non parlare del fatto che ho ricominciato a
mangiarmi le unghie, che non ho un giardino ma una sottospecie di
terrazzino al pianterreno, che casa mia non è piccolissima ma si è
allagata 3 volte con le ultime piogge, ha infiltrazioni d'acqua ovunque +
30 anni di mutuo. Ho finito?
Bè, no, non ho finito.
Se devo dirla tutta, lo spettacolo che offre il vicinato maschile
dei miei paraggi risolleverebbe il morale dei pazienti in Cottolengo ma
non è ancora questo il punto.
Il punto è che dentro QUESTO scenario personale io devo muovermi
dando i resti a un marito, una casa, due figli, un lavoro con contratto a
termine e zero soldi.
Insomma, non voglio dar giù alle casalinghe. No. Ho passato anche io
un paio d'anni senza lavorare e so cosa significa vivere l'una e
l'altra situazione. Diciamocelo, per una donna e' SEMPRE pesante.
Io voglio contestare QUELLE casalinghe. Quelle che la visione
americana tenta di propinarci a tutti i costi imponendo standard
inarrivabili come fossero situazioni di tutti i giorni, normali,
scontate e creandoci complessi e sensi di frustrazione da
consumismus-interruptus. Invertendo le scale di valori con tale
disinvoltura da non farci nemmeno accorgere che alla fine la vera
disperazione ce l'hanno nascosta, cammuffata, mascherata, sottratta
dalla vista ma iniettata ben bene. Scale che dovrebbero portar su e
invece portano giù. Nel limbo dei falsi valori, di un'umanità
cinematografizzata, di una falsa sensibilità, di una vita non vita, di
un perfetto/magistrale/inconfessabile/profondo senso di inutilità...
E se non è disperazione questa...
15/09/2005 08:56
Mi perseguiti, Signore, con la Tua misericordia...
17/09/2005 13:21
Chi ci separerà..
"Rimanete saldi e fermi nella fede", mi viene detto. E questo è quello che mi prefiggo.
Ma se qualcuno centinaia d'anni prima lo ha suggerito, vuol dire che
già centinaia d'anni prima si sapeva quanto fosse, quanto E',
difficile.
Rimanere saldi e fermi in un discorso di coppia, rimanere saldi e
fermi in un discorso di famiglia, rimanere saldi e fermi in un discorso
societario, umanitario, parentale, filiale, lavorativo, comunitario,
spirituale... e di fede.
Saldi e fermi.
Dove tutto intorno traballa?
Ma come si fa?
Mi viene in mente uno degli esercizi base dell'hata yoga, una disciplina che ho forzatamente appreso alla sola età di 6 anni!
Semplicissimo.
Si tratta di mettersi in piedi, alzare le braccia a ponte unendole
sopra la testa, poi alzare una delle gambe di lato e appoggiare il piede
di quella gamba all'interno della coscia dell'altra gamba. Rimanere
quindi così, in perfetto equilibrio, su una gamba sola...
Il trucco per non cadere e resistere a lungo è di fissare un punto
immaginario davanti a sé e non distogliere mai lo sguardo da quello.
Ecco fatto. Il paragone che ne deriva è semplice: rimanere saldi e fermi nella fede con un punto di riferimento ben preciso.
E continuare a fissarlo e a fissarlo e a fissarlo, sempre.
Questo, e solo questo, il segreto per non cadere.
Ora, noi abbiamo avuto in dono un punto di riferimento unico e insostituibile, l'amore di Cristo.
Il solo grazie al quale, se pure il mondo volesse toglierci
l'equilibrio delle braccia, se pure le prove riuscissero a privarci del
sostegno di una gamba e se pure il peccato ci costringesse a rimanere
immobili e pietrificati nella stessa posizione di sempre... ma se anche
allora, arrivasse la morte a buttarci giù per terra... niente di tutto
questo ci allontanerebbe dall'amore di Cristo.
E lui per primo ha voluto insegnarcelo. Fissando su di sè
l'equilibrio totale dell'uomo: perché non fosse più un equilibrio
precario, tra la vita e la morte, tra la carne e lo psirito, lo ha
inchiodato ben bene. Sulla sua Croce.
19/09/2005 08:58
Cosa importa?
Un discepolo disse al suo guru che sarebbe andato in un luogo lontano per meditare e che sperava di tornare illuminato.
Così, ogni sei mesi, il discepolo spediva al guru una lettera per riferirgli dei progressi che stava compiendo.
Una prima lettera diceva: "Ora capisco cosa significa rinunciare a se stessi per far posto a Dio".
Il guru stracciò il foglio e lo gettò nel cestino della carta.
Dopo sei mesi ricevette un'altra lettera che diceva: "Ora ho
raggiunto la sensibilità nei confronti di tutti gli esseri viventi".
Il guru la strappò.
Una terza lettera diceva: "Ora capisco il segreto del vivere in comunità".
Anche questa fu stracciata.
La cosa andò avanti per quattro anni e poi non arrivarono più missive.
Dopo un po' il guru cominciò a preoccuparsi.
Finalmente ricevette una lettera dal giovane.
C'era scritto: "Cosa importa?".
E quando il guru l'ebbe letta, esclamò: "Ce l'ha fatta! Ce l'ha fatta! Finalmente ha capito! Ha capito!".
(Anthony De Mello)
20/09/2005 08:08
Non sarò breve...
Sempre leggendo Anthony De Mello, scopro un concetto (o lo ri-scopro) che ora trovo illuminante...
Quando facciamo una scelta, ci porteremo dietro per sempre anche ciò cui abbiamo rinunciato!
Non voglio strumentalizzare le parole di quest'uomo illuminato, per cui le incollerò fedelmente qui sotto e basta.
--------------------------
da "Messaggio per un'aquila che si crede un pollo"
Ogni volta che si rinuncia a qualcosa, ci si illude. Cosa ne dite?
Ci si illude. A cosa si rinuncia? Ogni volta che si rinuncia a qualcosa,
si rimane legati per sempre all?oggetto della rinuncia.
In India c?è un guru che dice: ?Ogni volta che viene da me una
prostituta , non mi parla d?altro che di Dio. Mi dice :?sono stufa della
vita che faccio. Voglio Dio?. Ma ogni volta che viene da me un prete,
non mi parla d?altro che di sesso?.
Infatti, quando si rinuncia a qualcosa, si rimane vincolati a quella
cosa per sempre. Quando si combatte qualcosa, le si è legati per
sempre. Finché la si combatte, le si dà potere. Le si dà un potere pari a
quello impiegato per combatterla.
E questo riguarda anche il comunismo e tutto il resto. Dunque
bisogna ?accogliere? i propri demoni, perché combattendo contro di essi
si dà loro potere. Nessuno ve l?ha mai detto prima d?ora? Quando si
rinuncia a qualcosa vi si rimane legati. L?unico modo per uscirne è non
lasciarsi ingannare. Non rinunciate, ma non lasciatevi ingannare.
Cercare di capire il vero valore di quella cosa, e non avrete bisogno di
rinunciarvi: semplicemente, vi cadrà dalle mani.
Ma naturalmente, se non capite cosa voglio dire, se siete talmente
ipnotizzati da pensare che non potrete essere felici senza quella data
cosa, o quell?altra, o quell?altra ancora, siete incastrati. Quel che
stiamo cercando per voi non è quel che tenta di fare la cosiddetta
spiritualità ? e cioè di farvi fare dei sacrifici, di rinunciare alle
cose. E? assolutamente inutile. Rimarreste comunque addormentati. Quel
che dobbiamo fare è aiutarvi a capire, capire, capire. Se capiste,
improvvisamente vi verrebbe a mancare il desiderio di quel dato oggetto.
Anthony De Mello (1931-1987)
da "Messaggio per un'aquila che si crede un pollo" PIEMME Editore
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Ecco, nella mia vita le scelte fondamentali (in ordine cronologico) sono state:
- sposarmi
- diventare madre
- abbracciare il Cristianesimo
Ora, se ci rifletto, devo quindi ammettere che le mie rinunce sono state contestualmente:
- essere libera di amare chiunque
- essere libera da vincoli e impegni famigliari
- essere libera dalla mia soggettiva e personalissima concezione di coscienza.
Per onor di sintesi, tutto si può così riassumere:
ho rinunciato alla mia libertà.
Pesante, eh?
Ma ora capisco, capisco perché ogni tanto mi... "rode", mi rode
essere vincolata, essere legata, essere coerente, obbediente. Mi rode
ammazzarmi di fatica, lavorare come una matta, dare i resti a tutti e
rinunciare a... rinunciare.
Rinunciare. A cosa?
Bè, a me, alla mia libertà, al mio istinto, alle mie inclinazioni,
alla mia pigrizia, al mio benessere, alla mia calma, ai miei
interessi... a un mondo di cose, insomma!
Ok, allora cercherò di seguire i suggerimenti di quella mente
illuminata da Dio, che sopra mi dice: non lasciarti ingannare. Se
capisci a fondo il valore delle cose cui rinunci, non ti sembreranno più
rinunce ma semplicemente cose poco interessanti.
Quindi in questi giorni cercherò di lavorare interiormente su
questo, cercherò di capire che valore ha VERAMENTE ciò a cui ho
rinunciato.
E chiedo a te, Padre mio celeste, di illuminare il mio cuore ancor più della mente.
22/09/2005 11:26
Goccia_Torna_Mare
(Dedico a te, tesoro e anima della mia vita terrena, questa piccola fiaba.
Un giorno la leggerai e quel giorno spero di esserci ancora.
Un giorno la capirai e quel giorno non ci sarò.)
----------
Dal cielo caddero, un dì dal cielo piovvero diverse gocce.
Un pò come accade agli uomini, da volontà celesti concepiti...
Una di queste, giunta in terra, prese coscienza di sé e della propria condizione di goccia.
Tale consapevolezza le impedì di farsi assorbire dal terreno, di
farsi divorare dagli animali assetati, di mischiarsi ad altri elementi,
di adattarsi alle condizioni climatiche.
Non mutò in cristallo quando venne il freddo, non evaporò quando venne l'arsura...
Rimase se stessa, nonostante tutto.
Ma un grande desiderio la pervadeva intimamente e la faceva vibrare ogni secondo della sua breve vita:
tornare da dove veniva.
Attraversava le stagioni, le distanze, le relazioni, sempre con questa profondissima nostalgia.
Che era di lei più forte.
Accadde che un giorno, peregrinando, i passi la portarono ai piedi di una scogliera.
E la gocciolina si trovò di fronte a un qualcosa di cui non immaginava nemmeno lontanamente l'esistenza.
Si stagliò ai suoi occhi, con incontenibile maestosità, una distesa d'acqua senza fine.
Incredula al cospetto di quell'immensità, rimase a contemplarla
giorni e giorni? Prima con meraviglia, poi con curiosità, poi ancora con
avidità. E questo solo nel guardare.
Era il mare.
Fu amore a prima vista. Ma, come si sa, in amore la vista non basta?
E così, alla fine, timidamente, la goccia volle avvicinarsi al ciglio.
Sporgendosi dall?alto verso il basso, con grande sorpresa vide la
propria immagine riflessa in quello specchio mobile, fluttuante,
illimitato.
La goccia si riconobbe nel mare.
Lei, che da sempre era abituata a vedere per rifrazione un mondo
distorto e se stessa ingigantita, capì quali fossero infine le giuste
proporzioni, capì quanto piccola fosse, quanto altro ci fosse!
Ma soprattutto, comprese che era lì che voleva ritornare, che era quello il suo posto, il suo luogo d?origine e di appartenenza.
Per quanto illuminante fosse però questa verità, subito le si pose un grande dilemma.
Se fosse tornata al mare, avrebbe finito di essere goccia!
Si sarebbe persa, insomma, avrebbe dovuto rinunciare a se stessa.
E no, non ne ebbe il coraggio.
Ma da quel giorno fu per lei un grande languire... perché l?amore
naturale la spingeva verso il mare infinito, l?amor proprio invece la
tratteneva sullo scoglio.
Finché un giorno prese coraggio e disse ?Basta, non ne posso più di questo conflitto. Preferisco vivere la mia vita!?.
Ma nell?atto di volgere le spalle al mare, inciampò su se stessa e cadde giù.
Fortunatamente gli scogli non si gettavano direttamente sul mare ma
lasciavano aperto un ciglio di spiaggia, come un piccolo accenno di
abbraccio, sul quale la goccia, leggera leggera, andò a posarsi.
Dopo un momento di terribile spavento, questa pensò subito,
affannosamente, di dover cominciare a correre per sfuggire alle onde ed
evitare che la risucchiassero? ma, proprio mentre pensava alla fuga,
notò con somma meraviglia che le onde, pur avvicinandosi, tornavano
indietro e si ritraevano senza toccarla.
Allora il suo cuore si aprì finalmente alla completa illuminazione e
con un tenero, struggente sorriso, guardò il mare tutto e vi si tuffò.
-----------------------
www.wasser2003bildung.ch/italiano/files/Acqua.pdf
23/09/2005 15:28
Un pozzo senza fondo
Stavo pensando, Maria, a quanto sia dolce parlare con te.
Mi sembra di vederti sorridere, come io sorrido ai miei figli.
Non superiore, non intenerita, non...
Siedi qui, vicino a me, mamma.
Sei il mio esempio e il mio modello.
Davanti a te mi sento così... Così...
Senti.
Volevo chiederti una cosa:
insegnami a vivere dentro.
Insegnami a cercare oltre.
Insegnami a guardare attraverso.
Sai cosa intendo.
Serbavi tutte quelle cose in cuor tuo, sai cosa intendo.
Tu per prima, cercavi dentro di te.
Tu per prima, scrutavi nel profondo.
Tu per prima, sapevi scavare in un segreto.
Non hai interrogato nessuno.
Non hai cercato da nessuna parte.
C'è qualcosa che ci porta tutti a sparpagliarci tra mille verità...
Tutti fuori, tutti sparsi, tutti confusi...
Tutti a cercare una fonte che disseti
e nessuno che pensi a cercare dentro il pozzo.
Tu lo hai scavato per prima, quel pozzo.
Tu hai scavato fino a toccare il centro della terra.
Tu che serbavi tutte quelle cose in cuor tuo...
Tutte! Tante! Cose inimmaginabili! Incalcolabili!
Quanto doveva essere profondo, il tuo cuore!
25/09/2005 14:36
A Cesare quel che è di Cesare...
Non è per esulare dal discorso di fede, ma sono costretta da un minimo
di coscienza civile a parlare di quanto ho considerato in questi giorni
nella mia testa di cristiana e di cittadina italiana.
Ebbene, mi è capitato di guardare lo spettacolo itinerante di Beppe Grillo e...
Mamma mia!!!
Una considerazione ha preso forma dentro di me.
Non si può parlare di omertà solo pensando alle realtà più vicine alla mafia o alla camorra.
Noi italiani l'omertà l'abbiamo proprio nel sangue!
Veniamo presi in giro dalla mattina alla sera e continuiamo a fare come le tre scimmiette.
Non vediamo, non sentiamo, non parliamo!
26/09/2005 08:54
Messaggio della Madonna di Medjugorje del 25/09/05
"Cari figli, con amore vi chiamo: convertitevi;
anche se siete lontani dal mio cuore.
Non dimenticate: Io sono vostra madre
e sento dolore per ognuno di voi che è lontano dal mio cuore,
ma Io non vi abbandono.
Credo che potete lasciare la via del peccato
e decidervi per la santità.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
28/09/2005 14:03
Un, due, tre
Uno, due, tre. Quando Davide fa qualcosa che non va gli diciamo che contiamo fino a 3 e poi deve smetterla.
Non si tratta di quantità numeriche vere e proprie né di unità di misura temporali, tipo 3 secondi o cose del genere...
No, è solo un punto di riferimento. Lui sa contare quel poco che
basta per capire che è un crescendo, che pian piano si arriva
all'emergenza... Gli diciamo giusto "Guarda, Davide, noi contiamo fino a
3...".
E conoscendo bene i suoi tempi iniziamo da un "1 scarsino, 1 e
mezzo, 2 scarsino, 2 e mezzo" e tutte le frazioni numericamente
possibili del 3, di modo che al 3 e vero e proprio in realtà non ci
siamo mai dovuti arrivare...
Ecco, sarà un metodo rudimentale e di certo non lo consiglia nessun
pedagogo ma FUNZIONA! Cosa che certe volte, con i bambini, è
fondamentale. Funziona.
Poi, un bel giorno, mi arriva il salmista che pregando dice "Insegnaci o Signore a contare i nostri giorni"... e rifletto.
Anzi, lì per lì a dire il vero ci resto un po' male! ;)
Insegnaci a contare? Scusa Signore, ma io sono grande, ormai, so contare benissimo!
Sono padrone di tutte le unità di misura, distanza, quantità, profondità, capacità... Cosa devo imparare a contare ancora?
E Lui mi risponde: i giorni della tua vita.
Mh. Ci penso ma poi torno alla carica:
Eh! Bella forza!
Signore, se li conoscessi, allora potrei contarli. Mi stai dicendo
che devo imparare a contare qualcosa di cui non conosco che un solo
fattore? (La nascita, intendo. L'unico fattore che conosco e che è già
comunque controversissimo, perché potrei dire di essere nata tot anni fa
così come potrei dire che sono nat tot anni fa + 9 mesi e già diventa
un casino...)
Dunque, come faccio a contare? Da dove comincio?
(Ma anche qui se ci penso, se vado a dissotterrare qualche
impolveratissimo straccio di algebra, mi rispondo che l'incognita, la
"x", è utile anch'essa per determinare il risultato dell'equazione.)
Qualcosa infine mi suggerisce, forse sbirciando dai quaderni della
vita di qualcun altro, che se voglio imparare a contare i miei giorni,
devo cominciare DALLA FINE.
Ossia, devo imparare, devo proprio ficcarmelo nella zucca (altro che conto arancio!), che i miei giorni sono contati.
Che il mio tempo è un conto alla rovescia.
Che se oggi sto a 2450, domani sarò a 2349, e se capissi questo, allora sì che mi verrebbe il pepe!
A conti fatti (è il caso di dirlo) il Signore Dio, nella sua grande
misericordia, non fa altro che dire "Guarda, io conto fino a 3...", come
io faccio a casa con mio figlio.
Solo che i Suoi "3" sono tutto un incredibile mistero trino-unico a rischio di inutilità.
Solo che i Suoi "3", sono i miei 20, 50, 90 anni.
Passati a dimenticare tutta l'urgenza del suo messaggio.
Passati tutti a pensare che tanto questo spauracchio di 3 non arriverà mai.
Insegnami a contare, per carità!
Insegnami a contare, Signore, i miei giorni... e arriverò alla sapienza del cuore!
01/11/2005 14:32
S. Francesco pregava così...
San Francesco pregava così davanti al Crocifisso
"Altissimo glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
Et dame fede diricta,
speranza certa e carità perfecta,
senno e cognoscemento,
Signore,
che faccia lo tuo santo
e verace comandamento.
Amen."
San Francesco pregava così davanti al Crocifisso.
Davanti al Crocifisso.
03/11/2005 08:45
La luce del mondo
Mt 5, 14 - 6, 22
- Voi siete la luce del mondo;
- La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce;
..............
La luce.
La luce viene generalmente associata alla conoscenza.
Ne parliamo come un qualcosa da possedere, come un abito da indossare...
Ma la Parola di Dio ci dice: "voi SIETE la luce". Non "Voi AVETE la luce".
Cosa significa?
E qui parlo per me.
Significa che il cristiano, innamorato di Dio e per dono di Dio, diventa luce.
Tutta la sua essenza è luce.
Non si tratta di una persona illuminata, come siamo abituati a definire i personaggi di un certo spessore,
ma di un soggetto illuminante.
Ossia che illumina tutta la realtà in cui vive.
Non colui che è capace di portare chiarezza, ma meglio ancora: una persona chiara. Tutta chiara.
Così chiara da rischiarare intorno.
Ora, se da una parte SIAMO luce... dall'altra abbiamo un Luci-Fero contro cui lottare ogni giorno.
Ogni istante.
Luci-Fero: testualmente "colui che porta luce".
Fermo restando il fatto che questi non può evidentemente farci il
dono di trasformarci in luce, per quale motivo si preoccupa di portare
luce?
Immaginare la stessa differenza che intercorre tra la luce del sole e
uno spot artificiale può aiutare a... focalizzare meglio il discorso.
Lucifero illumina forte e bene solo ciò che vuole.
Evidenzia alcune cose lasciando in ombra le altre.
Mentre la luce di Dio, è luce ovunque.
Per fare un esempio concreto:
quando una persona si aggrappa fortemente a un'opinione dichiarando
come argomento inoppugnabile che quello è IL SUO punto di vista... in
realtà dichiara che la SUA VISTA è tutta su quel punto, tutta sulla sua
opinione, tutta sul suo pensiero e il suo modo di vivere o vedere la
cosa.
Un cristiano, invece, illumina il punto di vista di tutti.
Così almeno dovrebbe essere, se davvero la luce ci penetrasse anima e corpo.
06/11/2005 12:38
Può servire?
"Mi sforzavo di vedere ciò che udivo sulla libera determinazione della volontà come causa del male che facciamo,
e l?equità del tuo giudizio come causa di quello che subiamo,
ma non riuscivo a scorgerla chiaramente.
Tentavo di spingere lo sguardo della mia mente fuori dall?abisso,
ma vi ricadevo di nuovo;
ripetevo i tentativi, ma ricadevo di nuovo e di nuovo.
Una cosa mi sollevava verso la tua luce:
la consapevolezza di possedere una volontà non meno di una vita.
In ogni atto di consenso o rifiuto ero certissimo di essere io, non un altro, a consentire e rifiutare;
e di trovarmi in quello stato a causa del mio peccato, lo capivo sempre meglio.
Invece, degli atti che compivo mio malgrado mi riconoscevo vittima piuttosto che attore
e li giudicavo non già una colpa, bensì una pena inflittami da te giustamente,
non esitavo ad ammetterlo considerando la tua giu stizia.
Ma a questo punto mi chiedevo: "Chi mi ha creato?
Il mio Dio, vero? che non è soltanto buono, ma la bontà in persona.
Da chi mi viene dunque il consenso che do al male e il rifiuto che oppongo al bene?
Accade così per farmi scontare giusti castighi?
Ma chi ha piantato e innestato in me questo, virgulto d?infelicità, se sono integralmente opera del mio dolcissimo Dio?
E se fossi creatura del diavolo, donde viene a sua volta il diavolo?
Se anch?egli diventò diavolo, da angelo buono che era, per un atto
di volontà perversa, questa volontà maligna che doveva renderlo diavolo
donde entrò anche in lui, fatto integralmente angelo da un creatore
buono?".
Queste riflessioni tornavano a deprimermi, a soffocarmi,
ma non riuscivano a trascinarmi fino al baratro di quell?errore ove nessuno ti confessa,
preferendo assoggettare te al male,
che crederne l?uomo capace."
(S. Agostino
Le Confessioni
Libro VII - 3.5)
Link: http://www.monasterovirtuale.it/S_Agostino/Confessioni/confessioni_libro_7.html
23/11/2005 07:46
Incroci
Autostrada. Ora di punta. Il singhiozzo lento del traffico lascia a chi viaggia la possibilità di guardare chi viaggia.
Incrocio sguardi, persone rassegnate in un abitacolo. Vedo accanto a
me un'auto con dentro quattro individui, è una famiglia. Mentre li
affianco penso alla loro storia, da dove possano venire, cosa faranno
tra poco. Arriveranno, scenderanno, cammineranno, entreranno,
parleranno. Ma li incrocio solo in quel momento, solo quello è il mio
incontro con loro. Non so nulla di quel microcosmo, la bambina mi
guarda, poi li supero e il mio
viaggio prosegue.
Una bambina in macchina sta ascoltando i suoi genitori che
discutono, sono sempre le stesse parole, suo fratello riesce a
estraniarsi con una cuffia e un cd, lei guarda fuori dal finestrino e
immagina... Immagina la storia delle persone che, superano, arretrano,
frenano, accelerano.
Su ciascuna si sofferma un secondo, poi continuerà a guardare oltre.
In quel momento si affianca un veicolo guidato da una donna. Anche
di questa la bambina si chiede chi possa essere, quale casa raggiungerà,
chi saluterà arrivando prima di essere inghiottita nuovamente dalla sua
vita. Poi passerà. E' solo un incontro di un attimo, ma questo non vuol
dire che non ci sia una continuazione.
Quella donna ero io.
24/11/2005 08:40
Incroci II
Su "Incroci" ho cercato di chiarire meglio a me stessa il fatto che gli
incontri di ogni giorno mi mettono davanti a persone potenzialmente
raggiungibili che però rimangono perfette sconsciute tanto quanto io
stessa per gli altri rappresento spesso giusto un potenziale, qualcuno
che si incrocia e basta, pur continuando la mia vita, pur essendoci, pur
rimanendo io...
Qui tento di approfondire meglio il discorso, vediamo se ne sono capace. L'ingrediente della fantasia è indispensabile.
Lascio per il momento da una parte gli estranei e considero invece
le persone che conosco, con cui ho a che fare ogni giorno per più di un
fugace istante...
Che so, senza andare troppo lontano: quando esco di casa la mattina,
incrocio sempre il mio vicino. Ci salutiamo educatamente (per fortuna!)
poi io entro nella mia macchina e lui nella sua. Sembrerebbe finita là.
Invece lui mette in moto l'auto, accende la radio, ascolta le ultime
notizie, collega il cellulare al vivavoce, chiama suo figlio per sapere
come va, quando attacca si adombra, sa che suo figlio ha dei problemi e
lui non può farci niente, è costretto a confrontarsi ogni giorno con la
sua impotenza. Si sforza di non pensarci, andrà a lavorare, incontrerà a
sua volta centinaia di persone, alcune le vedrà, altre no, così come
alcuni vedranno lui ed altri no, pur continuando lui a esistere, ad
essere, a circolare, a vivere, a camminare, a telefonare... A
telefonare...
Io sono ancora dentro la mia macchina e mi incammino verso l'ufficio. L'ho incrociato, il mio vicino... Ma l'ho considerato?
Maria è la centralinista che fa il turno di prima mattina, quando io
arrivo a lei manca un'ora per smontare. Entro, la saluto, timbro e
salgo le scale.
Mentre lei... Lei sta contando i minuti, non ha potuto salutare il
figlioletto quando si è alzata ed è uscita, suo figlio la rimprovera di
questo e con tutto l'amore egoistico che può, gliela fa pagare. Ma lei
aspetta pazientemente, lo lascia sfogare, se ci fosse un papà sarebbe
meno difficile, però non vuole pensarci. Piano piano tutto si
tranquillizza, usciranno a fare la spesa, comprerà un giocattolo pieno
di sensi di colpa e giocherà con il bimbo fino a tardi, fino a che non
ricomincerà tutto da capo. Maria l'ho solo incrociata timbrando, ma l'ho
considerata?
Il benzinaio dove faccio rifornimento la sera è un extracomunitario
che la società definisce "integrato". Ha un nome anche lui, anche se io
passo, spengo il motore, dico "dieci", pago, dico "grazie", rimetto in
moto e me ne vado. Sembrerebbe finita là.
Lui invece si chiama Cristel, ha quattro figli che vede una volta
l'anno e sente per telefono due volte a settimana. Guarda le persone che
si fermano da lui come un fiocco di neve guarda le noci di cocco. E' lì
ogni giorno, sta lì fuori, caldo o gelo, sole o bufera, come un
lampione, a dire "prego" e buona giornata". Sorridendo. Sempre. Tra 5
ore finirà il turno, prenderà un autobus carico di occhi stanchi e mani
callose, aprirà la porta di un appartamento in cui convive con altre 8
persone, forse mangerà qualcosa e forse no. E' "solo" un benzinaio. L'ho
incrociato, ma... l'ho considerato?
E così di ogni incontro, c'è di che sbizzarirsi. Fornaio,
giornalaio, bimbo che attraversa, passante che aspetta, collega che
telefona, vicino che saluta, automobilista che sfreccia, blogger che
scrive!!!
E in ognuno di questi, qualcuno che ci dice: "Io ero lì. Mi hai riconosciuto?"
28/11/2005 11:23
Da Medjugorje
Messaggio della Madonna del 25 novembre 2005
"Cari figli, anche oggi vi invito pregate, pregate, pregate fino a che la preghiera non diventi vita.
Figlioli, in questo tempo in modo particolare prego davanti a Dio affinchè vi doni il dono della fede.
Solo nella fede scoprirete la gioia del dono della vita che Dio vi ha donato.
Il vostro cuore sarà gioioso pensando all?eternità.
Io sono con voi e vi amo con amore tenero.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
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Ero solita postare il messaggio della Madonna, adesso voglio
aggiungere quello che questo messaggio, di volta in volta, dice A ME.
Eh sì, perché se la Madonna si scomoda a lasciare un messaggio agli uomini, lo fa anche per me.
----------
"Cara figlia...anche oggi ti invito, prega..."
Ancora un invito alla preghiera.
Hai ragione, mamma Celeste, non è mai abbastanza nella mia vita la
preghiera. E tende sempre a diminuire se tu non mi "richiamassi
all'ordine", ogni tanto!
Pensa che volevo mettere la sveglia più presto in occasione
dell'Avvento, proprio per pregare un pochino di più, ma ieri non ce l'ho
fatta...
"...prega, prega fino a che la preghiera non diventi vita."
Quasi quasi mi verrebbe da esclamare: pregare così tanto?
Ma io lo so, dentro di me lo so cosa significa, cosa vuoi dire.
Pregare incessantemente, pregare insieme al respiro, pregare fino a diventare preghiera.
Va bene, non ti garantisco niente ma mi ci metterò d'impegno, ok?
"Figlia, in questo tempo in modo particolare prego davanti a Dio affinchè ti doni il dono della fede."
Grazie, mamma Celeste! Grazie! Se ci pensi tu, Lui sicuramente ti accontenta!
Grazie di preoccuparti per me! E grazie per quello che gli chiederai perché davvero la fede è un dono e solamente un dono.
Non c'è scienza, non c'è dottrina, non c'è carisma che tenga... la fede la si ottiene solo in regalo!
"Solo nella fede scoprirai la gioia del dono della vita che Dio ti ha donato."
Madre mia santissima! Adesso mi fai commuovere ancora di più!!!
Perché io il dono della vita devo ancora scoprirlo tutto! Ed è questa la gioia che ancora mi manca.
Ho tutto, ma è questa la gioia che mi manca, la perfetta letizia!
Allora donami la fede, davvero, fammi dono del solo dono capace di aprire gli occhi su tutti gli altri doni!
"Il tuo cuore sarà gioioso pensando all?eternità."
Lo spero! E' la mia speranza... E la mia paura, anche. Tu lo sai.
Ora che me lo ribadisci in questo messaggio, mi aggrappo ancora più forte a questa speranza!
"Io sono con te e ti amo con amore tenero."
Mamma, poggio la mia testa sulle tue ginocchia... Lasciami piangere qui...
"Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Il mio cuore scoppia... Lasciami piangere qui...
30/11/2005 08:58
Evidenziatore
Ascoltavo in auto la prima lettura del giorno quando sono rimasta lettralmente folgorata da una frase.
Qui di seguito trovate la lettura in questione...
....................
Fratello, se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e
crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai
salvo.
Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.
Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso.
Poiché non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è
il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che l'invocano.
Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.
Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui?
Ecome potranno credere, senza averne sentito parlare?
E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi?
E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati?
Come sta scritto: Quanto son belli i piedi di coloro che recano un lieto annunzio di bene!
Ma non tutti hanno obbedito al vangelo.
Lo dice Isaia: Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?
La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo.
Ora io dico: Non hanno forse udito?
Tutt'altro: per tutta la terra è corsa la loro voce, e fino ai confini del mondo le loro parole".
(Rm 10, 9-18)
........................
E questa è la frase che mi ha colpita!
"Quanto son belli i piedi di coloro che recano un lieto annunzio di bene!"
Ancora una volta penso a San Francesco...
01/12/2005 11:36
Credenti e credenti
Se c'è una cosa che ho sperimentato nella vita è che tutto tende alla divisione.
Perfino la religione può dividere.
E' piuttosto evidente, se ci guardiamo intorno.
Ma è la religione, a dividere, non la fede. C'è una bella differenza.
Nelle religioni, forme e formalità possono dividere...
Non nella fede in cui tutti appartengono a un corpo, corpo il cui capo è Cristo.
Lì dove risiede l'origine che è all'origine dell'altro, oltre che mia.
Così come c'è da fare una debita distinzione nell'essere credenti...
- credere nel Padre.
In fondo è piuttosto semplice, facile, alla portata di tutti.
Ammettere quantomeno istintivamente un creatore per tutto questo universo che ci circonda...
- credere nel Figlio.
Questo è già più coinvolgente.
E' sentirsi parte di un corpo che prende dal Capo la missione del Servo, nato e morto per servire.
- credere nello Spirito Santo.
Questo no, non è alla portata di tutti, perché è rivelazione stessa di Dio,
di colui che solo può donare la forza di credere, vivere, morire e resuscitare ogni giorno.
Ecco, il vero credente è quello che ha compiuto (ed ha lasciato che si compissero in lui) queste 3 conversioni.
05/12/2005 13:31
Ei fu siccome immobile...
E' successo ancora.
Questo è il terzo anno.
Sempre in questo periodo.
Faccio i conti con la morte ogni dodici mesi,
o, se vogliamo, pago l'acconto ICI sull'eternità.
07/12/2005 10:27
Silenziosa lode...
08/12/2005 18:22
Occhi per vedere III
Questa la devo proprio scrivere!
Sapete che nuova c'è? Sono felice!
E' un momento di grazia particolare, evidentemente, e in più ho gli occhi per vederla!
Sono felice!
Perché non mi manca niente.
La volete sapere, questa? Non mi manca niente!
Oggi il bicchiere non è né mezzo vuoto né mezzo pieno.
Trabocca!
E' una felicità ordinaria, cosa pensate? E' tutto normale. Ma già questa è una fortuna!
Ovunque io mi giri e posi lo sguardo, trovo gioia piena!
Guardate, guardate anche voi!
Ho due genitori, mi adorano. Sono anziani, malandati, in difficoltà e con mille affanni... Ma ho due genitori.
Ho un fratello, anche lui con i suoi dolori, la sua strada tutta in salita... Ma ho un fratello!
Ho due figli sani, sereni, bellissimi, affettuosi e buoni d'animo!
Ho un marito pieno di limiti, forse, ma fedele, casalingo, e padre innamorato!
Ho una casa, sì, va bene, finirò di pagare il mutuo quando non avrò
più nemmeno un dente mio, ma ho una casa! Dentro c'è un albero di natale
che luccica, accanto, sul divano, dorme un gatto acciambellato...
Ho un lavoro, mi hanno rinnovato ieri il contratto per altri 12 mesi... sono solo 12 mesi, ma ho un lavoro!
E poi ho la salute! Mille difetti ma ho la salute!
Ho due occhi, due gambe, due mani che si aprono e si chiudono
continuamente, normalmente, ma già questo, se ci penso bene, se solo ci
penso bene, è un miracolo!
Ho amici che mi circondano, mi proteggono, mi chiamano, mi stimano!
Ho un cuore che vibra di sentimenti, un cervello ancora attento,
parole da stendere anche sul petto di chi non vuole sentire! Ho tutto.
E quando a questo tutto si aggiunge la grazia di potermene
accorgere, allora capisco che il bicchiere mezzo vuoto sta solo nel
cuore di non conosce fondo.
Anch'io non ho fondo, anch'io sono un pozzo senza fine dove le
richieste, le aspettative, i desideri e le aspirazioni non troveranno
mai soddisfazione... ma oggi guardo fuori dal pozzo, oggi guardo in
alto! E dal fondo del pozzo, posso intravedere, sì le vedo, posso vedere
le stelle!
Qualcuno oggi mi ha sollevato il mento e mi ha fatto guardare verso il cielo!...
12/12/2005 10:37
13/12/2005 14:33
Un perfetto sconosciuto
Se ti chiedi cosa possa essere la fede, e cosa possa essere per me, non farlo... perché io non me lo chiedo. Non più.
Ho i miei anni. Forse pochi. Ma...
Ho avuto il tempo di riflettere sui massimi sistemi, mi è stato
concesso anche quello di entrare in crisi esistenziali, ho avuto la
libertà di dubitare, di aderire a una religione e poi di allontanarmene,
parte dei miei giorni si sono consumati nella ricerca e parte nella
scoperta. Adesso è per me tempo di credere.
Un dono di Dio tutte queste cose, un percorso quello della mia
anima... che resta sempre mia, così come il cammino che le è stato dato
di intraprendere.
Ma che ora riconosco come appartenenza a Dio.
Non dove l'ho cercato, si è fatto trovare.
Non dove l'ho rifiutato.
Né nell'esigenza dettata dal dolore, né nella sete di conforto
dettata dall'indigenza della mia anima. Dove mi sembrava di poterlo
contemplare, o ringraziare, anche lì non era.
Quando i miei parametri si sono a poco a poco estinti, quando le mie
scalette interiori e le mie unità di misura hanno toccato i propri
limiti e i propri confini, allora lì ho cominciato a capire... a intuire
che Dio era oltre.
Non dentro, non fuori. Oltre.
Al di là, al di fuori, al di sopra di tutto.
La vita sta interrogando gli abissi del mio cuore.
Cadono senza eco, ad una ad una tutte le mie ricerche.
Quando troverò una risposta, potrò darne una anche a te, se ti chiedi cosa possa essere la fede e cosa possa essere per me.
Ma io non ho più domande, non ho più risposte.
Solo, credo in questo Dio misterioso, che sconfina.
Il Dio della non-conoscenza, della trascendenza, della
smisuratezza... che proprio quando diventa perfettamente dubbio, solo
allora comincia a essere certezza.
16/12/2005 09:22
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
(Isaia 55,9)
20/12/2005 11:25
V-I-E-N-E
I testi dell'Avvento non fanno che ripetere, in Salmi, letture e antifone, la parola "viene".
La Chiesa, come una vera mamma, ci ripete instancabilemente questo vocabolo come a un bambino che deve impararlo...
Viene, viene, v-i-e-n-e!
Ma chi, chi viene?
Se fossi un bambino, mia madre mi direbbe "Viene qualcuno che ti
vuole così tanto bene, ma così tanto bene che non desidera altro che
stare con te e abbracciarti, coccolarti, parlarti, riempirti di doni!".
E io dormirei felice aspettando questa venuta
con un senso incontenibile di attesa nel cuore...
Se fossi un bambino, mi basterebbe!
22/12/2005 07:47
AUGURI!
Il gran giorno si avvicina!
Ricordo, quando ero incinta, l'impegno premuroso da parte di tutti
per mettermi a conoscenza del fatto che un figlio cambia la vita!
Veramente non aveva l'aria di un incoraggiamento. Il tono spesso
somigliava a quello della vecchietta di "Non ci resta che piangere!",
quando non faceva che dire "Ricordati che devi morire!".
Un figlio ti cambia la vita, dicevano...
Poi ho scoperto che a dispetto di tutti un figlio la vita la cambia solo in meglio.
Ecco, con la stessa consapevolezza rinnovata aspetto il dono di Dio Padre, che vuole darmi IL SUO, di figlio...
E scusate se è poco! :)
Santo Natale a tutti!!!
29/12/2005 07:41
Messaggi della Madonna di Medjugorje
Messaggio del 25 dicembre 2005
"Cari figli, anche oggi vi porto tra le braccia il piccolo Gesù, Re della pace, che vi benedice con la sua pace.
Figlioli, in modo particolare oggi vi invito ad essere miei portatori di pace in questo mondo senza pace.
Dio vi benedirà.
Figlioli non dimenticate: io sono vostra madre.
Col piccolo Gesù tra le mie braccia vi benedico tutti con una speciale benedizione.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
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Nell'ultima apparizione quotidiana del 12 Settembre 1998 la Madonna
ha detto a Jakov Colo che avrebbe avuto l'apparizione una volta
all'anno, il 25 Dicembre, a Natale.
Così è avvenuto anche quest'anno.
La Madonna e venuta con il Bambino Gesu tra le braccia.
L'apparizione è iniziata alle 14 e 45 ed è durata 7 minuti.
La Madonna ha dato il seguente messaggio:
"Cari figli, oggi, con Gesù fra le braccia, in modo particolare vi invito alla conversione.
Figli, durante tutto questo tempo che Dio mi ha permesso di essere con voi , incessantemente vi ho invitato alla conversione.
Molti dei vostri cuori sono rimasti chiusi.
Figlioli, Gesù è pace, amore, gioia e per questo decidetevi adesso per Gesù.
Incominciate a pregare.
Pregatelo per il dono della conversione.
Figlioli solo con Gesù potete avere la pace, la gioia e il cuore ripieno d?amore.
Figlioli io vi amo.
Io sono vostra madre e vi dò la mia benedizione materna."
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31/12/2005 13:31
BUON ANNO NUOVO!
Se non scrivo non è per mancanza di tempo... è che sto bene.
E' che vivo ogni giorno sentendomi tanto ricca da rischiare di scoppiare!
E' che mi accompagna una benedizione inesprimibile, indescrivibile... cosa potrei scrivere?
Non ho una sola lamentela! Come spiegarlo?
Se ci fosse una contingenza oggettiva, saprei in qualche modo metterla nero su bianco. Ma non c'è.
C'è uno stato di benessere profondo, ampio, dove guardo a perdita d'occhio, dove ovunque mi giri non vedo che Lui.
Maria mi sta aiutando, a Lei rimetto ogni cosa, a Lei lascio ogni messaggio.
Sono un'anima in cammino... E più vado verso l'alto, meno sento la fatica.
Tutto qui.
Se proprio devo fare i conti e se davvero il tempo si divide in 365 giorni, questo è stato l'anno più bello della mia vita.
Insieme agli altri 36!
Un augurio a tutti di Pace, Gioia, Amore... Speranza!
03/02/2006 07:38
Meditando il Rosario
Era troppo comodo pensare che le Tue piaghe fossero il peccato dell'umanità...
Venerdì, misteri del dolore.
Ogni piaga, ogni spina di quella corona, ogni colpo inferto, sono io.
Non quello che faccio, quello che sono.
Il MIO peccato. E il MIO essere nella condizione di peccatore.
E solo da questo posso vedere quanto mi ami...
08/02/2006 07:28
Chicche
?Esiste un «limite divino imposto al male» ed è la misericordia.?
(Benedetto XVI)
10/02/2006 07:42
Dice il Saggio!
Chi si accosta alla Luce,
può sempre tornare nelle tenebre,
ma ci starà meno bene di prima.
15/02/2006 07:37
Percorso quotidiano
La strada che faccio ogni giorno, parte dal mare e col mare finisce...
Una
gran fortuna. Perché tutto quello che ci passa in mezzo, lavoro,
persone, pensieri, preoccupazioni, diventa solo una parentesi.
Racchiusa in due graffi d'infinito.
Da Te vengo e a Te torno... Questo, Signore, io non dimentico.
20/02/2006 07:42
Da Te ogni cosa
Quello che ti chiedo, Padre mio, è di poter avere i tuoi occhi...
Di poter guardare con il tuo sguardo, soprattutto le persone.
Quelle che vedo e quelle che non si sono più...
Di poter guardare le persone non come persone
ma come manifestazione di Te,
di Te che ti manifesti nelle persone...
Che non cia questa separazione, ai miei occhi,
che io non m'inganni pensando disgiunte le due cose.
22/02/2006 16:20
Meraviglie
Meraviglia per i miei occhi Tu sei,
sempre,
e il tuo arcobaleno mi è caduto davanti ai piedi...
mentre camminavo distratta.
26/02/2006 12:38
Madonna di Medjugorje
Messaggio del 25 febbraio 2006
"Cari figli, in questo tempo di grazia quaresimale vi invito ad aprire i vostri cuori ai doni che Dio desidera darvi.
Non siate chiusi, ma con la preghiera e la rinuncia dite sì a Dio e Lui vi darà in abbondanza.
Come in primavera la terra si apre al seme e porta frutto il centuplo, così il Padre vostro celeste vi darà in abbondanza.
Io sono con voi e vi amo, figlioli, con amore tenero.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
E' primavera, ormai... E' Quaresima, ormai. Ci siamo!
Forza, non è mai tardi! Non è mai tardi!!!
28/02/2006 14:25
Forza antigravidazionale
A volte ho la sensazione di essere su una mongolfiera... per tirarmi su
devo rinunciare alla zavorra. Ecco, una mongolfiera zavorrata.
E'
difficilissimo rinunciare a tanto peso, eppure... eppure è in alto che
voglio andare! Li conosco quei cieli, è in alto che voglio andare!
Il tuo richiamo d'amore è potente, Padre mio, più d'ogni altra lunsinga.
Non ti dimentico...
07/03/2006 07:27
Non dimentico...
Padre mio, tu conosci il mio cuore.
Al di là della mia fisicità, dei
coinvolgimenti emotivi, delle profonde carenze che spesso muovono i
miei passi... tu conosci il mio cuore.
Attirami a te, Signore mio, Signore assoluto della mia vita!
Ogni uomo è inganno, io stessa sono un inganno ai miei occhi... ma tu conosci il mio cuore, Signore, tu sai che ti amo...
19/03/2006 20:31
I dieci comandamenti
Vi rigiro testualmente un testo del mio papà spirituale Don Lorenzo, c'è di che riflettere...
-------
III Domenica di Quaresima
Un
sottile intreccio tra la prima lettura e il Vangelo. Da una parte c’è
la rivelazione delle 10 parole, che noi abbiamo capito poco o niente,
perché appaiono come divieti e imposizioni. Ma non è così. I
comandamenti, nella versione ebraica, sono scritti su due tavole, cinque
sulla tavola che fa riferimento a Dio e cinque che si riferiscono agli
uomini. Ebbene, i primi cinque comandamenti si possono sintetizzare
così:
1. Io sono l’Eterno tuo Dio. Il liberatore, colui che ti libera dalle tue schiavitù
2.
Non ti farai idolo, perché io sono L’unico. E’ inutile che ti fabbrichi
altri dèi davanti ai quali ti prostri per ottenere al vita e la
felicità.
3. Non pronunzierai invano il nome dell’Eterno, in
quanto io sono Il totalmente Altro, e qualunque cosa tu dicessi di me
diventerebbe ai miei occhi una bestemmia. Questa ti rende bestia e il
tuo linguaggio sarà bestiale.
4. Santificherai il sabato, il
giorno in cui io voglio farti capire il senso della vita, donandoti la
mia sapienza che renderà santo quel giorno.
5. Onora tuo padre e
tua madre, origine della tua vita, che deve generare in te la
gratitudine, quell’atteggiamento che ti fa ringraziare il bene immenso
che hai ricevuto quando sei stato concepito, momento in cui io ti donavo
il mio alito vitale, che ritornerà a me.
Sulla tavola destra ci
sono questi altri comandamenti, che sono speculari alla prima tavola e
da essi traggono comprensione. È importantissimo capire che ognuno di
questi cinque comandamenti riflette l’ordinamento della prima tavola
della Legge. Vediamo in che modo:
6 - 1. Non uccidere, perché ti
arroghi il diritto di togliere l’alito di Dio all’altro. Solo io, Dio,
posso liberare l’uomo e riprendermi ciò che è mio, cioè il mio alito.
7
- 2. Non commettere adulterio. Attento con distrarti dall’Unico, da
Colui che non vuole dividerti con nessun altro e che si è fatto sposo e
sposa per essere amato senza rivali.
8 - 3. Non rubare, perché
dietro ogni furto c’è la degenerazione dall’essere all’ avere. In
povere parole non avrai la vita dalle cose che possiedi, ma da quello
che sei e che ti rende vero possessore e non schiavo delle cose.
9
- 4. Non commettere falsa testimonianza. Dietro ogni menzogna c’è uno
Sporcare il senso della vita nel cuore del prossimo, perché la bugia è
una mappa falsa che porta fuori strada chi la possiede.
10 - 5.
Non desiderare la casa in cui c’è la moglie e gli oggetti del tuo
prossimo. Ogni desiderio è Ritrovare la propria origine rubandola al
prossimo.
30/03/2006 20:25
IV Domenica di Quaresima - Riflessioni
Chiedo scusa, ancora una volta non è farina del mio sacco...
.......
Credere in Gesù crocifisso.
L’avvicinarsi alla Pasqua è guardare il crocifisso.
Cos’è
per noi questo segno? Lo hanno definito un simbolo della cultura, ma
questo lo può dire solo un pagano o un agnostico, che resta fuori del
discorso religioso e, al massimo, focalizza solo il problema dal punto
di vista culturale. Il crocifisso allora diventa un gagliardetto, una
bandiera, uno stemma. Ma la rivelazione di Gesù a Nicodemo è ben altra
cosa.
Il crocifisso è la chiave maestra, la porta, l’ingresso della
vita eterna. L’uomo appeso alla croce non va accostato alla morte, ma
alla vita. La vita è un passaggio che, come dice Paolo : per grazia
infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha
fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù. Non so se riusciamo ad afferrare
tutta la forza di questa realtà. Su quella croce c’è il senso della
vita, che è camminare oltre la morte e diventare commensali della vita
di Dio! Se posso suggerirvi un’immagine, quando guardate un crocifisso,
mentalizzate uno strappo, una breccia aperta attraverso la quale appare
la luce che viene dall’al di là. Ed ecco il secondo punto. In che cosa
consiste la luce ?
Nel crocifisso c’è l’amore di Dio.
Abbiamo
ascoltato la Parola: « per il grande amore con il quale ci ha amati, da
morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo. Cosa
c’è oltre il velo di questo mondo ? L’amore di Dio, che è un qualcosa di
veramente sconvolgente, inimmaginabile perché esso non si ferma al
sentimento o alla manifestazione di tale sentimento. Esso dà la vita! La
vita non è un fatto vegetativo, biologico. La vita è un infinito
comprendere, sentire, palpitare, trascorrere, crescere, sviluppare. È
una realtà infinitamente dinamica che nessuno strumento potrà mai
raggiungere, nessun laboratorio analizzare. La vita non è un formula
matematica, chimica, elettrica. Queste sono solo gli scarti, ciò che
resta del carbone bruciato, di un banchetto consumato. Ciò che noi
vediamo non è la vita, ma gli scarti della vita. Essa si consuma dentro
l’uomo, fuori da ogni occhio umano. La vita non si misura, non si pesa,
non è da laboratorio. Tutto questo, ripeto, sono solo gli scarti della
vita, il fumo che esce dal motore. La vita si appropria della materia
per rendersi visibile, ma non è la materia. Anche nell’infinitamente
piccolo, quale un ovulo fecondato, essa è presente, pur non avendo
ancora gli strumenti per essere vista. Questa vita appartiene a Dio:
guai a ridurla a formule, gadget, materia e basta. Ecco la luce che
filtra attraverso la croce. Non fermatevi al cadavere di un uomo appeso
alla croce, ma andate oltre. Là esiste l’amore incommensurabile. Noi, un
giorno appariremo davanti a questo amore. E cosa accadrà ?
Il giudizio di Dio: l’atteggiamento davanti alla luce.
Accadrà
un fatto semplice: saremo attraversati dalla luce, che è l’effetto
dell’amore. L’amore si manifesta come luce. Il vero amore di Dio è luce
per la mia lampada. È una coscienza superiore, ricchissima, infallibile.
Ora si capiscono le parole di Giovanni: « chi opera la verità viene
alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte
in Dio ». L’amore è una verità che viene alla luce, o se volete è una
luce che è verità. Badate bene che non stiamo parlando di concetti,
perché la vita è prima di ogni concetto o sentimento. Stiamo parlando di
una Verità che abbiamo visto, contemplato, toccato, ascoltato. La
Verità è Cristo. Vive chi è di Cristo, chi gli appartiene, chi vive la
sua vita. Chi vive Cristo ama, è nella luce e possiede la Verità. Tutte
cose che se vengono dette non si capiscono, ma se vengono vissute, non
hanno bisogno di spiegazioni. Quanti uomini camminano nelle tenebre,
cristiani compresi, perché non vivono Cristo. Ogni domenica Cristo vuole
vivificarci: penetra la sua luce ? Viviamo nella luce ? Illuminiamo il
mondo con l’amore ? Domande che vogliono risposte chiare. Ecco la luce
di questa domenica.
Don Lorenzo
12/04/2006 07:48
Triduo
Prepara questa umanità, Padre mio, all'umanità tua...
Prepara le sofferenze di questa umanità, alla tua crocefissione...
Prepara le anime di questa umanità alla tua resurrezione!
Si compia nella mia vita il tuo volere.
18/04/2006 12:49
"Dal profondo..."
Affido nelle tue mani questo silenzio, Padre mio, e questo niente.
Questo mucchiatto di cenere, che poi è quanto resta del matrimonio che tu hai siglato.
Questa totale assenza di sentimenti d'amore coniugale.
Questo deserto, Signore, che tu ami tanto...
Non io, Padre mio. Io ora vedo solo croce, vedo solo una piccoa grande morte cui andare incontro.
Perdonami, non riesco a vederla diversamente.
Non posso che racimolare tutte le energie che mi restano e dire
Fai Tu... Io sono qui...
02/05/2006 08:18
Voglio tornare io!
Pensieri e ragionamenti si sono affollati in questi giorni tutti insieme, spintonandosi tra loro.
E' lontano il periodo delle riflessioni, delle meditazioni.
Confusamente mi chiedo come sia stato possibile fare tanti passi indietro tutti insieme.
Non smetto di pregare, anche se lo faccio meccanicamente e quasi a distanza, anche perché non so cosa dire a questo Padre mio.
Ma
oggi, in un momento di lucidità, o peggiore confusione, si è fatto
strada un desiderio e a te, Madre mia, ai tuoi piedi lo depongo...
Adagio, come fosse un corpo senza vita.
Fammi tornare in me!
23/06/2006 15:24
A volte mi sembra di stare a giocare con miscele esplosive.
Io lì a maneggiare vita, sentimenti, valori... come fossero provette da laboratorio.
Mi sperimento e mi misuro con me stessa, senza considerare i limiti.
Me li dimentico.
Dimentico.
Quanto è facile giocare!
Quanto è facile dimenticare!...
Chi sono io veramente...
E chi sei Tu veramente...
Perdonami, Padre.
Stento a fare uscire queste parole,
escono a denti stretti.
I miei limiti, già...
Tengo gli occhi abbassati.
Dovrei tornare a confessarmi, non mi confesso da mesi.
Perché so che poi, dovrei prometterti qualcosa.
E ancora non ci riesco.
I miei limiti...
Quanto mi sta stretta questa pelle!
Quanto stringe, intorno alla mia anima!!!
26/06/2006 07:57
Miraggi
Ieri sono riuscita ad andare a Messa con la mia comunità... Era uno sforzo. Era una chiamata.
Mi sono seduta con un atteggiamento mentale, mi sono alzata da lì con un altro.
Anche solo le tre piccole croci prima del Vangelo mi hanno graffiato e carezzato l'anima...
Una
sulla fronte (ascolta, cancella ogni altro pensiero), una sulla bocca
(ascolta, cancella ogni altra parola), una sul petto (ascolta, cancella
ogni altro sentimento).
Il Vangelo mi ha portata un'altra volta sulla barca dei discepoli. In tempesta.
Consideravo una cosa. Quanto sia ingannevole e pericoloso il nostro senso del tempo.
Se
penso che anch'io sono in piena tempesta, come loro, vedo che però a
loro è durata una notte... a me dura da mesi. E forse durerà anni.
Il tempo è un inganno.
Mi
viene detto che la vita è breve, quanto meno rispetto all'eternità lo è
senz'altro. E che questo dovrebbe farmi regolare di conseguenza. Ma i
miei 37 anni sono lunghi una vita... Tanto da farmi pensare che non
finiranno mai.
Il tempo è un inganno.
Ho vissuto momenti di
profonda e illuminata verità... ma sono stati momenti. Poi tutto ha
ripreso il suo ritmo consueto. Scandito dall'illusione di giornate
eterne.
Il tempo è un inganno.
Adesso, dopo questa messa, in
cui il mio uomo interiore è riuscito a far sentire ancora una volta i
suoi gemiti, torno a una settimana lavorativa fatta di "tutti i giorni",
che mi risucchierà nel suo inganno.
L'unico legame temporale tra la mia anima e la sua vera sorgente resta la preghiera.
Devo sforzarmi di ricordarlo. E di chiedere il tuo aiuto, Padre mio...
29/06/2006 11:59
Ci sono state occasioni, in passato, di puro dolore... dove non sono
riuscita a sostenere tanta sofferenza, mi pareva fosse più del
sopportabile.
In realtà scappavo. Istintivamente cercavo una soluzione, una via d'uscita.
E'
un po' come trovarsi all'equatore, 48 gradi centigradi, impazzire dal
caldo e riuscire a pensare solo al momento in cui finirà, in cui si
tornerà a casa.
Poi, come sempre all'improvviso, ho capito una cosa essenziale.
Non c'è niente da fare, dal dolore non si esce. Si può solo cercare di imparare a conviverci.
Giorno dopo giorno, come tutte le convivenze.
Ultimamente mi sta capitando la stessa cosa con ben altri fattori e ben altre realtà.
Non si tratta di dolore, anche se resta una condizione difficile da gestire e da cui vorrei alla fine uscire...
E ancora una volta mi trovo alla ricerca di una soluzione, ancora una volta vorrei SCAPPARE.
Forse non è sofferenza, ma fa male lo stesso tentare di convivere con il proprio profondo controsenso.
01/07/2006 12:43
Incredibile.
La gente crede che una donna di fede non indossi biancheria sexy!
12/07/2006 15:25
Dis-trarre
Ecco, ora che posso mi raccolgo un momento...
Fai conto che io sia in ginocchio
o che ti passi accanto
ma senza fermarmi
Tutto ciò che mi attrae
mi distrae.
La giornata è fatta di momenti
e i momenti durano giornate intere
ma non mi lascio accompagnare
Tutto ciò che mi attrae
mi distrae.
C'è una gran confusione, nonostante il silenzio
un frastuono che non voglio dipanare
anche se lo sforzo maggiore
resta sempre quello di ricordare...
Tutto ciò che mi attrae
mi distrae.
Non ti stancare, ti prego!
Cerca di capire... lo sai, vero?
che se mi dovessi fermare
anche solo un secondo
qui a pregare, dovrei chiederti
"Ma Tu, Tu cosa vuoi da me?"
20/07/2006 14:32
Papà, ho scoperto che il mio peccato non è tanto originale!
24/07/2006 14:13
Padre mio... quello di ieri era un invito, vero?
'Tu mi rinfranchi, ad acque tranquille mi conduci'...
Quanta pena, quanta nostalgia mi salgono dal cuore ogni volta che ascolto queste parole!
Perché so che è vero!!!
Ma cosa mi è successo?
Perché sono rimasta così invischiata in questo barattolo di miele?
Negli ultimissimi giorni, poi, delusa e amareggiata,
non ho potuto fare a meno di martellarmi ancora una volta col Salmo:
"ogni uomo è inganno".
E' così.
E io mi sono ingannata un'altra volta.
Mi sono lasciata ingannare un'altra volta.
Perché non è dell'uomo il bisogno che nutro dentro di me.
Non è umanamente colmabile questa carenza!!!
Padre mio... mi sento un'altra volta terribilmente sola.
Avevo confidato in qualcosa che non avrebbe potuto umanamente sostenermi.
Quello che mi hanno scritto è profondamente vero (grazie Red),
combatto contro il tradimento ogni giorno.
E non contro qualcuno, non a danno di qualcun altro.
La mia 'infedeltà' colpisce e svilisce
quella sorgente di vita vera che zampilla nella mia anima
e che tu mi hai donato, Padre mio
e a cui io preferisco il deserto...
chiamandolo oasi!
Ogni uomo è inganno.
Sto ingannando me stessa.
26/07/2006 09:41
Messaggio del 25/07/2006
Madonna di Medjugorje
"Cari figli,
in questo tempo non pensate solo al riposo del vostro corpo
ma, figlioli, cercate tempo anche per l’anima.
Che nel silenzio lo Spirito Santo vi parli
e permetteteGli di convertirvi e cambiarvi.
Io sono con voi
e davanti a Dio intercedo per ognuno di voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
31/07/2006 13:21
E' che quando il dolore ti butta su un letto, piegata in due dagli
spasmi al fegato, ai reni e alla bocca dello stomaco, quando ti lascia
così un paio di giorni, vedi le cose in un'altra prospettiva.
Fondamentalmente posso riassumere la mia sintesi mentale in pochissimi ed assai elementari concetti:
primo, mi sono rotta le palle di soffrire per una situazione che non mi appartiene
secondo, io so chi sono e non intendo lasciarmi cambiare in peggio
terzo, voglio essere lasciata in pace.
Ho fatto i salti mortali, ieri sera, per andare a Messa.
Non mi ci voleva, stavo a pezzi e piegata in due sul serio.
In più il consorte ha fatto storie quando ha capito che era mia
intenzione lasciarlo da solo con uno dei cuccioli per prendere con me
l'altro e uscire. Lui voleva distrarsi e fare una passeggiata in
bicicletta, lui.
Perciò, dopo aver comunque rimarcato il concetto "non puoi contrastarmi
in una cosa come questa!" con tono di 'vibrante protesta', ho preso
ENTRAMBI i cuccioli, li ho sistemati uno sul passegino e l'altro sulla
biciclettina e mi sono incamminata verso la Chiesa.
Che fortunatamente d'estate celebra la Messa all'aperto, sotto un
pergolato che già solo a guardarlo ti mette in pace col cervello.
I cuccioli sono stati bene e io mi sono riconciliata col mondo.
Sarei andata a quella Messa anche sotto i bombardamenti.
A volte la sete è feroce.
Madre mia Santissima, tu raccomandi di cercare anche momenti per
l'anima... ma è l'anima che se li va a cercare, certe volte, e con una
tale prepotenza!... Si vede che la mia è proprio arrivata alla frutta,
eh?
Ma dopo questa Messa quanto mi sono sentita meglio!...
Ancora piegata in due, con le gambe pesanti e i reni in pezzi, ho
sentito mio figlio dire "Mamma, guarda!!! Le more!!!" e ci siamo fermati
a raccoglierle, sceglierle, pulirle, mangiarle, tutti e tre insieme
sotto un bel sole al tramonto, alla faccia delle coliche epatiche!
E di tutto il resto.
19/09/2006 07:59
I bambini, così fragili e teneri... così vulnerabili... sono capaci di
colpi bassi tali che ti piegano in due e ti lasciano lì a stramazzare.
Il cucciolo grande ieri vorticava per la cucina come suo solito mentre
io affettavo formaggio e rancore pepato, gli ho chiesto "Ma che hai? Sei
felice?" e lui mi ha risposto leggero "Certo! Questa è la mia
Famiglia!!!".
E ha continuato a giocare tranquillo mentre io sanguinavo in silenzio.
Padre mio, vi siete messi d'accordo?
Andrea deve aver visto le brutte perché ha aperto uno spiraglio di comprensione umana e siamo riusciti a parlare un po'.
E io mi dico "Andrea a modo suo probabilmente mi vuole bene... Io gli
voglio bene a modo mio... Tutti al mondo ci vogliamo bene e ci amiamo a
modo nostro... ci sono tanti modi di amare quante sono le persone.
Poi arrivi Tu e mi dici di amare a modo Tuo.
Ecco, mi sento un pochettino in difficoltà.
10/10/2006 08:44
C'è nessuno?...
Uè, ragazzi! Il deserto è deserto, eh?
Ma davvero, eh?
E' proprio deserto!
Cioè, voglio dire, nulla. Non c'è proprio nulla!!!
Insomma, né preghiera, né dialogo, né sensazioni, né sentimenti, né obiettivi, né moventi.
Non è mica robetta da niente, eh?
Ostrega!
Son proprio nel deserto!
Mappa volata, impronte cancellate, orizzonte piatto, riferimenti zero, 360 gradi di nulla.
Oltre a una grande arsura.
Sì, ecco, questa sensazione ce l'ho. Arsura.
Ma non posso accontentarmi di una mezza lattina di cocacola.
Vai a farti friggere, mezza lattina di cocacola. IO HO SETE SUL SERIO!!!
18/10/2006 10:09
Stato d'anima
Trovare parole adeguate per descrivere uno stato d'animo già è
complicato... trovarne per descrivere uno stato dell'anima, non ne
parliamo!
L'anima, questa sconosciuta!
L'anima non è solamente un credo.
Abbiamo tutti un'anima, o spirito che dir si voglia. In ognuno di noi
alberga un'entità non materiale che ci differenzia dagli animali, che
poi si possa esserne consapevoli o non farci nemmeno caso, è un altro
discorso.
Io questa coscienza ce l'ho fortissima, sento la mia anima urlare, a
volte, soffrire e gemere, gioire e palpitare... quando trovo l'occasione
per darle ascolto.
Tendenzialmente mi rifugio in distrazioni confusionali e tiro avanti
così, ma la tensione della mia anima verso l'infinito resta, e se
limitata, soffre. Atrocemente.
Qui non si parla di mal di vivere, non sto parlando di malesseri
speciali, e per quando gestisca 3 blog non mi riferisco nemmeno a uno
stato schizoide... ;).
Sto parlando di anima.
Quella che mi è stata data in un soffio vitale, quella che un giorno dovrò rendere, esalare.
Domenica mi trovavo a Messa (dopo due mesi che non riuscivo a andare!).
Subito dopo il momento dell'Elevazione, mi sono girata per controllare
dove fosse finita mia figlia e lo sguardo è caduto per forza di cose su
un uomo poco più lontano. Un uomo che si trovava ancora in piena
contemplazione, seppure raccolto e discreto.
In piedi, con gli occhi chiusi e una mano sul cuore.
Morbido. Immobile.
Un'occhiata di un secondo e quella semplice postura, hanno avuto il potere di farmi scoppiare il cuore.
Quell'uomo stava al cospetto del suo Creatore.
Io ero lontana anni luce.
Eppure ci trovavamo nello stesso contesto, a mezzo metro di distanza…
Quell'uomo adorava. Io no.
Quell'uomo respirava un alito di intimità altissima, solenne, in tutta umiltà.
Io continuavo a fare finta di pregare.
E questo la mia anima lo ha capito.
Con gran dolore.
Quale grande capacità di coscienza ha un'anima! Se solo la ascoltassimo...
Quale sofisticatissimo termometro di fede! Se solo le dessimo retta...
“O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco,
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta,
arida, senz'acqua.”
Sal 63 (62)
23/10/2006 14:50
TiRitiriTu? Tararara!
Ce ne sarebbero di cose da dire, dopo due giorni di ritiro.
Che non è come quello dei calciatori, no, no, è un altro genere di ritiro.
Dunque, dicevo, di cose da raccontare ce ne sarebbero.
Ma non le racconterò. Ah-ah!
Sto meglio, però. Questo sì.
Nei prossimi giorni conto di mettere nero su bianco qualcosa di più serio.
Queste erano solo le noccioline dell'aperitivo.
Per chi mi avesse messa in lista-preghiere, GRAZIE! Ha funzionato!!!
24/10/2006 09:46
Ritiro (1)
Sono arrivata al ritiro con uno stato di sofferenza interiore che non ricordo di aver mai provato.
E con una sete assurda, abissale, che solo un periodo di deserto può procurare.
(Ma sono grande, non avrei "bevuto" qualsiasi cosa, non mi sarei
lasciata fasciare le ferite da una parola qualunque. Apertura, sì, ma
consapevole...)
Apertura.
Parto da un assunto: ho sete davvero. Come scrivevo qualche giorno fa...
Ma bisogna ben comprendere cosa significa "sete" nel mio caso.
Ho accumulato nel corso di decine d'anni un bisogno acuto di sazietà, di
completezza, di pienezza, di appagamento... E siccome è nella natura
umana cercare le soluzioni più facili e a portata di mano, tutto quello
che ho provato a fare per la mia intima soddisfazione è stato andare ad
appozzare nelle persone.
Bisogno di essere amati, si potrebbe riassumere con un concetto elementare.
O carenze affettive, che dir si voglia.
Le persone si sono susseguite sena sosta, sono state "amanti", "fidanzati" e poi "marito" e "figli" e poi ancora, e ancora...
Ma in nessuno e in niente ho mai trovato appagamento.
La mia sete anzi cresceva.
Venerdì scorso credo sia arrivata al culmine. Non lo nascondo, con un
vago senso di sconfitta ho dovuto riconoscere la verità 'dell'acqua
calda': non esiste persona al mondo in grado di riempirmi, di appagarmi,
di soddisfarmi. Non esiste. La dimensione delle mie esigenze esula
dalla dimensione umana.
Il mio è un desiderio di Tutto e non posso farci niente. Fa parte della mia anima.
E' perfettamente inutile che io insista nel rivolgermi alle persone.
"Ogni uomo è inganno", e pure io.
Quello che mi si è scatenato nel cuore, nei due giorni di ritiro,
tenterò di svilupparlo con calma in seguito, dicevo che per ora è solo
l'aperitivo... ma la premessa è stata questa.
Arrivare da un deserto al desiderio di fonte, oltre l'immediatezza di sorsate saltuarie.
Da una storia insoddisfacente a un bisogno di soddisfazione che va oltre la storia.
Da un bisogno indefinito a un anelito dirompente di infinito.
25/10/2006 13:34
Ritiro (2)
Ero fuori di me e non lo sapevo, non me ne accorgevo.
Cercavo fuori di me, qualcosa, brancolando, appozzando, ora qui ora lì, un po' da questo e un po' da quello.
Scintille di energia, incapaci di scaldare questo immenso bisogno di calore.
Ero all'aperto, accampata, sempre in attesa.
Una continua esigenza, una continua pretesa.
Incapace di riconoscere la mia totale povertà, rivestita com'ero di me stessa, tanto da credermi ricchissima.
Ma col talento non ci si scalda.
Cercavo fuori una presenza... e non riuscivo a orientarmi.
Inutile perfino scavare, approfondire.
La conoscenza è vasta come gli oceani... ma non è una fonte.
Ho guardato ovunque.
Perché non sapevo ancora quanta paura possa fare l'interiorità.
Non volevo ammettere a me stessa che se solo avessi provato un attimo
a entrare dentro di me, avrei scoperto un pozzo senza fondo.
Eppure da lì mi chiamavi.
Io sentivo la Tua voce, sempre più lontana.
Finché non mi hai fatto entrare nel deserto... e hai taciuto.
Solo allora ho compreso, Padre mio, che non potevi essere fuori.
Se non riuscivo a sentirti nemmeno nel deserto più silenzioso, come potevi essere fuori?
Scendo...
Scendo dentro...
Adesso scendo dentro.
Scendo dentro di me.
Non ho più paura.
26/10/2006 09:55
Ti sto cercando (piccoli esercizi di uno spirito goffo)
Bene, ho capito, devo entrare dentro di me.
Ma ora mi dici Tu da dove devo cominciare???
Mica è facile!
Intanto, c'è un gran rumore.
Sì, certo, mi troverò un angoletto,
magari nel momento più silenzioso della giornata...
Ecco, la sera, quando sono tutti a letto, che ne dici?
Ci sono.
Ehi, c'è lo stesso un gran rumore, incredibile! Senti qua!
Corrente elettrica, vicini che si spostano, auto che passano, cani che abbaiano...
Ok, ok, non devo ascoltare, devo scendere, scendere.
Shhh!
Scendo dentro, cerco silenzio...
Chiudo gli occhi, ho la faccia tra le mani... Ok...
Padre, mi ronzano le orecchie! Deglutisco e tutto rimbomba!
Non è possibile, c'è rumore anche dentro la mia testa!!!
Come?
Ok, ok, andiamo oltre, coraggio... silenzio... silenzio...
Adesso i suoni non arrivano, adesso sento solo il sangue che circola, sento...
Sento ancora un casino di cose! Accidenti, ma come si fa???
Shhhh! Zitta! Zitta! Ascolta! Ascolta il silenzio, c'è, sta lì dentro, ascolta...
Va bene, mi metto in ascolto.
Però... mi sento un po' scema. Zittisco i rumori, i suoni, le sensazioni ma...
non riesco a zittire i pensieri!
Che grancassa di pensieri, nella testa! Si affollanno improvvisamente tutti insieme!
Guarda te che roba! Sembra uno stormo di gabbiani!
Volteggiano, sbattono le ali, si impennano, baccagliano... pensieri....
Lavoro, bambini, la casa, quanta roba da stirare e...
ZITTI!!! Zitti anche voi, pensieri! Zitto anche tu, mio pensiero! Silenzio!!!
Voglio scendere dentro il silenzio!...
Voglio cercare la voce silenziosa che parla al mio cuore...
Shhh...
Bene... Sì... anche i pensieri sono lontani, ora....
Silenzio... Sì... sono in ascolto....
Ecco... mi sembra di riuscire... forse...
No!
No, non sono ancora dentro di me, incredibile! Ma quanto ci vuole?
Adesso tocca ai sentimenti! Tocca a loro fare confusione!
Si spacciano per Te! Si camuffano, infami! Mi dicono che sto provando
tanta pace e tanta serenità e invece sono loro, i miei sentimenti,
sempre roba mia! Quanto sono sbudoli! Tentano di suggestionarmi!
Pace, amore, oppure resistenza, irrequietezza, ansia!... Ma non sono Te! Non sono la Tua voce...
Mio Dio, dove sei? Liberami da questi sfarfallii! Sto brancolando dentro di me, alla cieca! Sbatto ovunque!
Silenzio! Silenzio... Silenzio dove sei? Non riesco a tacere!...
Non riesco a tacere!...
Silenzio assoluto...
Mio Dio, dove sei? Padre mio, dove sei?
No, lo so, non devo nemmeno chiedere questo, anche questo non è Silenzio...
Silenzio...
Voglio scendere dentro di me...
Ancora più giù...
Shhh...
Ecco...
Mi sto addormentando.
Lo sapevo, mi sto addormentando.
E mi prude anche una gamba.
Porca miseria! Tra un po' crollo... Devo alzarmi, devo aprire gli occhi, devo andare in bagno e ho sete!
E... e mi sa che allora ero vicina, Signore, perché altrimenti non arriverebbero queste tentazioni!
Cavolo, non è uno scherzo!
Se lo raccontassi a qualcuno mi consiglierebbero direttamente un buon allucinogeno!
O uno psichiatra. Tentazioni. Tentazioni, tentazioni, tentazioni!...
Padre mio, non voglio ascoltare nemmeno queste, non voglio dare voce a nulla che non sia il nulla!...
Voglio entrare nel silenzio assoluto, quello vero, il più profondo, il silenzio interiore...
Il slenzio interiore...
Il silenzio...
Il...
Silenzio...
Silenzio...
Padre mio...
Silenzio...
Padre...
...
HAI DETTO QUALCOSA???
27/10/2006 07:51
Madonna di Medjugorje
"Cari figli,
oggi il Signore mi ha permesso di dirvi nuovamente che vivete in un tempo di grazia.
Non siete coscienti, figlioli, che Dio vi dona una grande opportunità per convertirvi e vivere nella pace e nell’amore.
Voi siete così ciechi e legati alle cose della terra e pensate alla vita terrena.
Dio mi ha mandato per guidarvi verso la vita eterna.
Io, figlioli, non sono stanca, anche se vedo i vostri cuori appesantiti e stanchi di tutto ciò che è grazia e dono.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
(Messaggio del 25 ottobre 2006)
28/10/2006 23:04
Fatti, non fumo...
C'è chi nella vita ha proprio tutte le fortune... e io sono una di queste persone.
Non posso spiegare in altro modo tutti i moti dell'anima che ho vissuto
da un anno a questa parte e che alla fine mi hanno riportata 'a casa'.
"Torna anima mia al tuo riposo...".
Cambiamenti, tanti.
E infatti chi mi definisce 'anima in pena' pecca di scarsa originalità.
Ma qui si parla di un cammino, non è pensabile un cammino statico.
Un cammino, un percorso interiore, un travaglio costante, una ricerca instancabile e perpetua.
Verso cosa? Me lo sono chiesta spesso, direi ogni giorno, nonostante la mia professione religiosa sia stata sempre una.
Era tuttavia una religione, fino a quando non ho sentito chiaramente l'amore di un Padre.
Di religioni ne conosco tante, parlano invariabilmente tutte di amore.
Ma un Dio che muore per il mio amore, io l'ho visto solo nel
cristianesimo.
Ora, vederlo e leggerlo è un conto. Incontrarlo e conoscerlo, un altro.
Se mi mettessi a dare spiegazioni, rischierei di marcire qui davanti al pc.
Posso solamente dire che dopo tanto travaglio sono approdata a una fede
cristiana più viva che mai, dove vivo fortemente l'impulso di camminare
verso il mio Creatore.
Incontrarlo, conoscerlo.
Ci sono arrivata dopo 37 anni di cammino + un weekend. Quello della settimana scorsa.
Perché?
Non lo so perché.
So che non ci sono arrivata per disperazione. Ecco, questo posso attestarlo.
Sono una persona che dalla vita ha avuto tutte le fortune, come dicevo all'inizio.
E qui torno (Deo gratia!) al post di un anno fa... Ho tutto. Davvero tutto.
Mio marito è una brava persona, i miei genitori sono ancora in vita.
godo di buona salute, non sono nemmeno brutta!, ho due figli
semplicemente spettacolari e nessun lutto, nessun trauma, nessuna
tragedia mi hanno portata a cercare un rifugio nella Fede.
A chi dice che questo è l'oppio dei popoli posso solo dire che allora io
sono fatta come una zucchina... ma di tutto avevo bisogno tranne che di
stordimento o di allucinazioni o di protezione o di giustificazioni e
tanto meno di colpevoli.
Sono felice! Sto tornando alla mia pace...
31/10/2006 07:56
Fai nuove tutte le cose
Tutto sta tornando,
tutto come prima,
tutto nuovo.
Non vorrei rattristarti
ma non dubito del Tuo amore...
Non vorrei cadere,
ma non dubito del Tuo amore...
Non vorrei essere carne
ma non dubito del Tuo amore...
Non vorrei sprecare la Tua Grazia
ma non dubito del Tuo amore...
Tutto quello che non vorrei fare, faccio
Tutto quello che non vorrei essere, sono
Ma ora so che non è importante
Non dubito del Tuo amore...
06/11/2006 08:55
Ssssssh!
Ancora una volta mi arriva una raccomandazione: silenzio.
Fai silenzio, anima mia, e ascolta.
Ho ascoltato tante volte la Parola di DIo sui comandamenti che credevo di conoscerla a memoria!
Qual'è il primo? E quale il secondo? E così via.
Ok, sapevo che alla fine primo fra tutti è l'amore.
"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutte le tue forze.".
Sono cose che si imparano da bambini, dai.
Invece non è così, non esattamente.
Perché quando il Signore parla, usa scientemente ogni singola parola. Giustamente, altrimenti non sarebbe il Verbo.
E quando gli viene chiesto quale sia il primo dei comandamenti, Lui risponde cominciando con un "Ascolta".
E' proprio il caso di dire che ieri, quando mi hanno spiegato questo
piccolo particolare leggendo il Vangelo odierno, non credevo alle mie
orecchie: il primo dei comandamenti è "Ascolta".
No, non lo sapevo, non lo avevo mai capito, non me ne ero nemmeno accorta!
Pensavo di essere preparata almeno sull'alfabeto, e invece tutto mi si
svela ancora una volta come fosse la prima, tutto nuovo e diverso da
come lo conoscevo. O da come avevo la presunzione di conoscerlo.
"Ascolta."
Va da sé che all'Ascolto interagisce un solo elemento e uno soltanto: il Silenzio.
E qui si potrebbe aprire una disquisizione lunghissima, se non fosse che
quando si tratta di fare Silenzio diventa appunto 'rumore' qualunque
discussione, qualunque spiegazione, qualunque riflessione.
Sto cominciando a fare miei questi concetti, il vero ascolto e il vero silenzio. Dovrò lavorarci a lungo...
Ma quello su cui bisognerebbe interrogarsi prima di lasciarsi abbracciare dal Silenzio, è:
perché mai dovrebbe essere questo il primo fra tutti i comandamenti?
Perché proprio l'ascolto è il primo dei comandamenti?
07/11/2006 12:19
Molto rumore per nulla
Scrivo questo per tentare di spiegare un po' cosa mi sta passando per la testa.
E cosa per il cuore.
Quando stamattina mi sono trovata del tutto inaspettatamente senza
niente da fare, alle otto e dieci ho cominciato a vagare per il
quartiere sentendo solo forte la spinta di infilarmi in una Chiesa.
Prima di questo dovevo passare per casa dei miei, sarebbe stata una cosa
veloce... e invece tutto si è protratto oltre l'orario della Messa.
Dunque niente Messa.
Sono andata allora a un'Agenzia ACI, comunque qualche incombenza me
l'avevano trovata... Apriva alle 9,30. Ho aspettato quindi che almeno
l'elettrauto riempisse utilmente l'attesa. Anche qui si trattava di una
rogna da sbrigare.
"Ripassi tra mezz'ora.".
Va bene, mi sono rinfilata in macchina, traffico e semafori, ho atteso che l'ACI aprisse. Non restavano che 15 minuti.
Nel frattempo una sensazione di urgenza e tempo perso hanno cominciato a
farsi strada. Ho acceso la radio per ingannare l'attesa ma mi ha dato
fastidio. "Rumore".
Troppo rumore intorno, ho bisogno di fare silenzio, si cercare il Silenzio di cui mi hanno parlato.
Quando l'agenzia ha aperto, è stato solo per dirmi che dovevo andare da un'altra parte.
Mi sono rimessa in moto, sempre più inquieta. Una clessidra invisibile stava insabbiando il mio tempo.
"Tempo. Il mio tempo è prezioso, è contato, è limitato, è centellinato."
Non posso perdere tempo.
E non parlo di quello materiale... Parlo di quello che perdo pensando a
certe persone che del mio tempo non sanno cosa farsene, quello che perdo
pensando a cose da fare, organizzare, sistemare.
Sono altrove.
Ma sono in macchina, espleto le pratiche, ritorno indietro verso
l'elettrauto, lo guardo lavorare, faccio un paio di telefonate, guardo
l'orologio.
Non ho fretta.
Tutto fuori di me è calma apparente.
Ma io non sono fuori di me... io sono dentro. E dentro ho fretta.
Quando mi rimetto in macchina per l'ennesima volta, è per andare
finalmente in Chiesa. Parcheggio, entro. Qualcuno sta facendo pulizie,
le finestre sono aperte, c'è molto sole. Cerco una delle sedie più
nascoste, vicino l'Altare.
E mi siedo, presumibilmente a pregare.
Ecco, finalmente sono dove vorrei essere, qui non ho più la sensazione
di perdere tempo. Qui sto facendo qualcosa di vero... come tentare di
fare silenzio... ma...
...Anche questo è rumore!
Sì, anche questo è rumore. E il mio rumore assordante sono io.
Tento di raccogliermi più che posso, copro il viso tra le mani e chiudo
gli occhi, cerco di guardarmi dentro e di fare Silenzio. Quel Silenzio
di cui mi hanno parlato.
No, non riesco: devo rivolgere almeno una parola, almeno una, alla persona che sto cercando e per cui sono lì...
Da sola esce una frase, che poi è sempre la stessa quando sono al Suo cospetto: "Padre mio, abbi pietà di me...".
Perché di preghiere ce ne potrebbero essere milioni, di cose da dirgli
ne avrei tante e tante. Ma quando poi mi trovo davanti a Lui, non riesco
a dire altro. Non mi viene da dire altro, come se tutta la mia
personale scaletta di priorità venisse drasticamente sfoltita per
arrivare alla sola cosa veramente importante, tra mille la numero uno:
Padre mio, abbi pietà di me.
I rumori sottofondo pian piano si sono attutiti, la luce accecante del
sole pian piano si è spenta, con gli occhi chiusi sono rimasta un paio
di minuti a osservare il sangue pulsarmi dentro, qualche pensiero ha
fatto azione di disturbo ma l'ho cacciato via.
E ho creduto che fosse questo il "chiudere la porta" per lasciare entrare il silenzio.
Chiudermi nel segreto per entrare dentro di me...
Ma ero sempre io.
Io a entrare, io a chiudere, io a zittire, io a scendere. Io l'artefice e la presenza.
Sono troppo piena di me...
Ci riproverò; ma oggi me ne sono andata sconfitta.
Mentre uscivo dalla Chiesa ho sentito chiaramente il Suo sguardo sulla mia schiena.
08/11/2006 16:31
Messaggio della Madonna del 2 Novembre 2006 a Mirjana Dragicevic Soldo
"Cari figli, la mia venuta a voi, figlioli miei, è l'amore di Dio.
Dio mi manda ad avvertirvi e a farvi vedere la vera strada.
Non chiudete gli occhi davanti alla verità, figlioli miei.
Il vostro tempo è breve.
Non permettete agli inganni di regnare in voi.
La via sulla quale vi voglio portare è la via della pace e dell'amore.
Questa è la via che vi porta al mio Figlio, vostro Dio.
Datemi i vostri cuori, così che in essi io metta mio Figlio e faccia
di voi i miei apostoli. Apostoli di pace e di amore.
Vi ringrazio".
Al termine la Madonna ha aggiunto:
"Non dimenticatevi nelle vostre preghiere dei vostri pastori".
09/11/2006 07:54
A Te appartengo, prima di ogni altra cosa.
Questo, il mio buongiorno!
Padre mio, mi stai dando strumenti di consapevolezza che, vigliaccamente, avrei preferito non avere!
Sono turbata... e ho paura. Più cose mi vengono spiegate e più mi rendo conto che sono lontana anni luce.
La mia volontà è debole, debole, debole, debole...
Concedimi il Tuo aiuto.
Se non ce la faccio, concedimi il Tuo perdono.
Usami la Tua misericordia, perché io sotto sotto non mi perdono.
Possa io fissare il mio sguardo su diTe e non distoglierlo.
Padre mio, non stancarti di me...
10/11/2006 08:18
Un quadro, questa vita mia, Padre,
un paesaggio terreno...
ma che resti agganciata al Cielo!
12/11/2006 15:27
Orpo!
Venerdì ho finalmente avuto il piacere di conoscere una gran donna di
cui mi avevano parlato tanto, una persona che ha saputo mettersi
interamente al servizio degli altri.
Questa signora mi ha detto:
"Senti, Stefania, lo dico anche a te..."
"Dimmi."
"Ho una ragazza madre, colombiana, con un bimbo di 5 anni, che martedì
prossimo verrà sfrattata da dove si trova e non ha nessuno,
assolutamente nessuno, non sa dove andare. Io ho già casa piena e non
posso."
Dunque, da martedì, la mia famiglia si allarga.
E certo, pure Te, Padre mio... non Ti si può dire un 'sì' che lo prendi subito alla lettera, eh???
13/11/2006 09:17
Domandine
Qualche giorno fa, a tavola, nel momento di peggior caos, mio figlio Davide (5 anni) mi ha fatto una domanda.
Pensi, sai, le domande dei bambini...
Tra un bicchiere rovesciato, l'altra cucciola che si arrampicava sul
tavolo e la pasta da scolare, lui ha detto, così, a mezza voce,
timidamente: "Mamma, ma perché io?"
"Che hai detto, Davide?"
"Niente, niente."
"Aspett... ferma! Andrea, mi passi l'acqua? Scusa, Davide, che stavi dicendo?"
"Dicevo, perché io?"
"Amore, in che senso? Andrea, l'acqua!"
"Niente, mà."
"No, no, ti ascolto, a cosa ti riferisci? Ferma con quel bicchiere tu!!! Allora, tesoro?"
"Mamma, perché Dio ha pensato proprio a me?"
-------
Dopo un minuto di ragionevole perplessità, ho cominciato a balbettare una risposta.
"Bè, per amore, tesoro. Così come io e papà volevamo un figlio, per
amarlo, e sei nato tu, così anche Dio, che è il papà di tutti, ti ha
voluto, ti ha desiderato, per amarti..."
Ma lui stava già pensando ad altro.
E io non sto pensando ad altro!!!
Avrei preferito una domanda sul sesso...
15/11/2006 08:25
:(
Marlene e Alejandro mi hanno telefonato ieri in dirittura d'arrivo per
avvertirmi che hanno trovato un'altra sistemazione, insieme una
connazionale.
Dico "bene" e "sono contenta" ma c'è qualcosa che non mi quadra. Faccio qualche domanda.
Arrivo a capire che Marlene si sarebbe spostata da noi se le avessimo
dato un lavoro fisso, oltre alla sistemazione, altrimenti lì dove
stavano aveva già un po' di lavoro e eventualmente una camera a
pagamento.
Non commento.
Ne parlo subito coi cuccioli.
"Davide, Alejandro ha trovato un'altra casa... non verranno più a stare da noi."
"Non vengono più?"
"No..."
"Ah. E allora perché hai buttato tutti i miei pelouches???"
...............
Bene o male eravamo pronti a rinunciare a qualcosa, ognuno nel proprio piccolo.
Forse non abbastanza.
Non lo so...
17/11/2006 07:54
"Ho detto con sgomento 'ogni uomo è inganno' "
E' la frase di un Salmo.
Mi ha sempre trovata d'accordo da che la conosco.
Ma nel corso degli anni ha cambiato significato e interpretazione.
Da ragazza dicevo "E' vero! Gli uomini sono tutti stronzi!" ;)
Da sposata dicevo "Cavolo, mi hanno davvero ingannata per bene!".
Più in là ho cominciato a pensare "Sto ingannando me stessa.".
Adesso... Bè, adesso mi pare di comprendere che è la nostra condizione
di umanità a trarci in inganno portandoci a vivere come valori assoluti
quelle che sono dimensioni assolutamente relative.
Fighissimo, ma non è un pensiero mio, eh?
24/11/2006 15:41
27/11/2006 14:03
06/12/2006 08:10
Dove ho qualcosa da rimproverare agli altri, non ho piena coscienza del mio peccato.
07/12/2006 07:40
Padre mio, mi raccolgo un momento prima di inziare la giornata... Tu raccogli me.
Perché mi sono seduta in un angolo col viso tra le mani e mi sono sentita sola.
Se questa è un inganno, caccialo via e illumina i miei occhi su tutti i doni di cui mi hai ricolmata.
Ho visto sorgere il sole, stamattina... E i misteri del Rosario erano quelli della Luce.
Non c'è stella cometa più chiara.
E verrò ad adorarti, Signore che nasci.
10/12/2006 13:20
Ieri pomeriggio accompagno a zonzo una mia cara amica in crisi.
Crisi matrimoniale, ovviamente.
Lei è una di quelle che vuole reagire tentando di richiamare
l'attenzione con qualunque mezzo, anche a costo di scadere nella
ripicca. Per cui si era organizzata mentalmente per una passeggiata 'da
struscio'.
Prima, però, rifornimento di serotonina: abbiamo acquistato qualche cioccolatino di quelli a 4 stelle.
Chiacchiera libera, sfoghi e confidenze, confronti e chiarimenti...
Quando infine ha suggerito "destinazione folla" in una delle vie più
trafficate e goderecce della città, mi sono invece trovata a indicare
una strada diversa.
"Guarda, lì dentro si arriva alle 'Tre Fontane', perché non ci andiamo?" ho proposto.
"Ah, ne ho sempre sentito parlare, pensa, ma non ci sono mai stata" ha detto.
La Madonna delle Tre Fontane è famosa, l'area che ne é stata ricavata
culla una abbazia meravigliosa all'interno della quale si erigono tre
Chiese antichissime.
La prima che si incontra entrando nel complesso è la chiesa abbaziale
dei Ss.Vincenzo e Anastasio, risalente all'anno 625. Lo stile spoglio e
severo di questa struttura riduce al silenzio, si sente ovunque lo
spirito claustrale dei Trappisti che vivono lì dentro... dalle strade
più rumorose e affollate dell'Eur ci si ritrova magicamente proiettati
in un ambiente silenzioso e raccolto che sembra fuori del mondo.
Con la mia amica ci siamo accoccolate davanti al Santissimo e siamo entrambe cadute in preghiera.
Chi l'avrebbe mai detto.
Ci ho riprovato. Tutto si prestava a una ricerca di silenzio dell'anima,
per cui ho tentato ancora una volta di entrare dentro di me. Di cercare
il silenzio perfetto. Quello assoluto e profondo dove parla Dio...
Ancora una volta mille tentazioni, più soffocate però.
Prima i rumori ambientali, piccoli spostamenti, passi attutiti, bisbigliare soffuso...
Poi i rumori dei miei pensieri, la mia amica in difficoltà, la mia sete di pace, i bambini a casa...
Poi ancora il rumore delle sensazioni epidermiche, posizione scomoda, sangue formicolante...
Ma alla fine, più niente.
Alla fine di tutta questa scala in discesa, ho trovato il Silenzio...
Difficile descriverlo.
E' durato poco, pochissimo, alcuni istanti, brevi e terribilmente intensi.
E' venuto da sé che gli dessi un nome, a mano a mano che si susseguivano.
Così, mentalmente, ho sussurrato in ordine:
Deserto...
Non aridità, vento...
No, non vento, brezza...
Non brezza... alito...
Ho sentito alitare la Vita!
Ecco, ecco cosa stavo cercando. Ecco cosa nasconde il silenzio dell'anima! Quello vero, profondo, assoluto...
E siamo andate via da lì entrambe con una dolcissima sensazione di pace.
Cioccolatini a parte.
11/12/2006 20:40
Se questo mio dolore somiglia anche solo lontanamente al dolore di
un'umanità che tu hai voluto abbracciare sulla Croce, allora mi sia
dolce dolore...
Se questa pena soffocata dentro il petto respira insieme alle pene che
il tuo amore filtra ed espira tramite i tuoi misteriosi sentieri, allora
mi sia lieve pena...
Se questo peso che mi schiaccia il cuore viene trascinato sopra campi
sterminati di Parola che tu solchi e semini, allora mi sia giogo
soave...
Padre mio, che fai bene tutte le cose, mi affido a Te...
17/12/2006 14:08
Ho fatto un sogno strano, mi dicevano "Lei deve fare una risonanza
magnetica al cervello", poi mi dicevano "La risonanza che ha fatto non è
chiara, ne deve fare un'altra", poi mi dicevano "Ecco, adesso è tutto
chiaro, adesso è tutto sotto controllo, stia tranquilla" e io rispondevo
"Perché devo stare tranquilla?", e mi rispondevano "E' tutto
circoscritto, non deve avere paura", e io dicevo "Ma non ho paura, paura
di cosa?", e mi rispondevano "Lei non ha paura per il suo cervello?
Non ha paura di vedere che ogni tanto non le obbedisce?", e io dicevo
"Avrei paura se ne avessi uno, di cervello", e mi dicevano "Allora sta a
posto, meglio così, viva serena".
E sono serena.
E non mi sono ancora svegliata.
Mai stata padrona di me.
18/12/2006 10:43
23/12/2006 13:55
Natale
E adesso
inchinati
anima mia
e lascia passare.
25/12/2006 21:18
Dunque Natale sta sfumando, ancora una volta, la magia si sta lentamente spegnendo. Luci tintinnano.
Bambini, soprattutto loro. Confezionati, sballottati. Appagati.
Almeno per quel poco che richiede il loro piccolo appagamento.
O per quel poco che noi riteniamo necessario secondo il nostro piccolo concetto di appagamento, quando pensiamo ai bambini.
Va bene. Non so come ho fatto a uscirne viva anche questa volta.
Consorte pressoché latitante, nervosismo e tensione, pretese.
Maratone dell'ultimo secondo tra negozi, biglietti da scrivere, bambini
da domare, vettovaglie da cucinare, locale seminterrato allagato (tanto
per gradire).
Consorte che si presenta a muso duro chiedendo "Sto uscendo, cosa vuoi per regalo?".
Tanto per gradire.
Vigilia con il parentado ereditato dal consorte, sorriso dilatato e
fissato con i punti di una cucitrice per alti spessori, Qualcuno se ne
accorge e mi dice "Coraggio, è sempre Natale, fai la brava". Faccio la
brava, è sempre gente che ce la sta mettendo tutta.
Babbo Natale sgamato, regali su regali su regali su regali... pioggia di
regali incontenibile, per quanto abbia pregato più volte di limitare
tanto materialismo affettivo. Bambini distrutti, sopraffatti. Felici per
un'ora.
Rientro all'una di notte (rientro del tutto fortuito: macchina fusa) e di nuovo seminterrato allagato, stavolta a secchiate.
Bambini che non vogliono andare a dormire. Sveglia la mattina alle sei.
Mi sento una hostess in pieno atterraggio d'emergenza.
Mattina di Natale in mezzo ad altri nuclei parentali, preparo una
cinquantina di tartine a ritmo di fabbrica tentando tra una fetta di
salmone e un'altra di montare macchinine telecomandate e bambolotti
urlanti, inscatolando, raccattando, spalmando, distribuendo. Quando
resta un minuto prima dell'appuntamento posso decidere se andare un
momento in bagno a truccarmi. Troppo tardi, "mammaaaa, cacca!".
Non importa, farò il Fantasma dell'Opera, lo spettacolo deve andare avanti.
E di nuovo tavolate, saluti, abbracci, regali, "dov'è il salvagente!".
Non serve, ingerisco quantità tali di cibo che colerei a picco anche con
una mongolfiera.
Quando torno a casa bacio terra facendo il verso a Cristoforo Colombo
ma ancora non è finita. "Mamma come si monta la pista!", "mamma ho
fame!", "mamma non ci sono le pile!". Domani dovrò accendere un mutuo
trentennale per acquistare le quattro vagonate e mezza di pile
necessarie per tutti i giocattoli.
Finisco tutto. Tutto. Non ce la faccio nemmeno più a salire le scale
ma... "mamma, non riesco a dormire!" il cucciolo grande piange calde
lacrime. E' più cotto di me.
Lo guardo un secondo con gli occhi appannati. Non so se urlare o svenire.
Ma lo prendo per mano "Vieni qui..." e lo porto su in salone, al buio, davanti al presepio. Unica piccola luce di casa.
"Guarda..." gli dico. E mi metto in ginocchio. Lui piange ma si siede sulle mie gambe.
"Guarda, è nato." (ho avuto il tempo di mettere Gesù Bambino tra i suoi
genitori). "Non piangere, guardalo... è così piccolo!... si è fatto
piccolo per noi... almeno un grazie glielo possiamo dire, no?". Mi
dice di sì tirando su col naso.
Lo baciamo, lo riponiamo. Io e lui da soli.
In un unico inchino. Un dolore e un bambino.
...
Tutto il resto, Padre mio, è più grande di me.
Ti rendo grazie.
26/12/2006 20:59
30/12/2006 13:49
Per un anno intero mio figlio è stato terrorizzato dai racconti
dell'orrore di un compagno di giochi più grande di lui oltre che, oserei
dire, anche vagamente 'disturbato'.
Scheletri, teschi, morti e cimiteri lo hanno condizionato pesantemente rovinandogli ogni nottata.
Ho dovuto, per sei lunghissimi mesi, accettare che dormisse nel lettone,
ho dovuto tranquillizzarlo una notte sì e una no dai suoi incubi
angoscianti, ho dovuto accompagnarlo ovunque ci fosse una stanza vuota e
semibuia, ho dovuto inventarmi milioni di spiegazioni logiche e non per
tentare di sopperire a tanto autentico terrore, senza successo.
Fino ad agosto.
Ad agosto, in montagna, bighellonando per paesini austriaci, dico ad alta voce "Guarda, un cimitero!".
Con il consorte avevamo già avuto modo di visitare un cimitero di montagna alcuni anni fa e sapevamo quanto fossero belli.
Mio figlio accende subito le antenne e dice "Un cimitero? Dove? Dove?".
"Lo abbiamo passato, ma facciamo una cosa... domani andiamo a fare una gita e vi porto a visitare un cimitero vero. Va bene?".
Tutto eccitato da un misto di paura e di mistero, acconsente.
Così il giorno successivo siamo andati a Kitzbuhel, abbiamo cercato un
parcheggio e ci siamo addentrati alla ricerca del temibilissimo
cimitero. La piccolina naturalmente non poteva rendersi conto, per lei
un pic-nic tra le mucche o una scampagnata tra le tombe era la stessa
identica cosa. Ragionevolemente.
Ma per Davide era una gita avventurosa e se gli avessi sfiorato
accidentalmente un braccio sarebbe zompato come un grillo con i capelli
dritti. In fondo tutto quello che voleva o che si aspettava era di veder
confermati i racconti terroristici del suo amichetto per giustificare a
se stesso altre nottate da incubo e altre paure.
Invece i cimiteri in montagna sono all'interno della Chiesa. Prima entri
in casa di chi ti ha creato e poi esci per salutare chi se n'è
andato... Dunque Davide prima si è trovato in Chiesa e poi, uscendo nel
giardino esterno, si è ritrovato in mezzo a filari curati e fioriti di
lapidi.
Il cielo terso e cristallino della giornata estiva aiutava a
incorniciare meglio quello che sembrava davvero un quadretto. Si sentiva
distintamente il cinguettio tra gli alberi e più lontano ci osservavano
silenziose le cime del Kitzelhorn.
"Mamma, cos'è questo posto?" mi fa.
"Questo è un cimitero, Davide. Ecco. E' tutto qui.".
Quasi non voleva crederci.
L'ho preso per mano e l'ho accompagnato a fare un giro, fotografie, fiori e candele si lasciavano guardare serenamente.
"E i morti dove sono?"
"I corpi sono sotto, nella terra. Le loro anime sono in cielo."
Silenzio.
"E i corpi cosa fanno?"
"Niente. Riposano in pace."
Silenzio.
Poi abbiamo preso ognuno un annaffiatoio e ci siamo messi a dare acqua ai fiori.
Senza dare molta importanza al consorte che, mani in tasca, ravanava scongiuri ben lontani dal fatalismo cosmico...
Ma da quel giorno Davide non ha più avuto paura.
02/01/2007 14:18
03/01/2007 14:52
La pace... la pace entri e chiuda la porta.
La pace che trovo quando entro dentro di me,
La pace mi consoli e si chiuda dentro di me, la pace.
La pace che mi manca, l'anelito di pace che soffro, pace, pace!
Pace, anche a te.
A te che vivi di turbamenti, pace a te,
Credimi, non fa niente.
La mia pace ti scenda addosso,
Ugualmente,
Tutta quella che posso.
Pace, ti prego, silenziosa pace... coprimi e lasciami riposare.
Il cuore mi soffoca, la testa pesa...
Scendi, pace, a convalidare
Che tra mille persone la risposta è una sola: per me non c'è casa.
Entra ora pace, mi sono arresa.
04/01/2007 22:34
pensavo che
Spreco è avere un canale e chiuderlo
un abbraccio da dare e inghiottirlo
una mano da allungare e tenerla serrata
uno sguardo sul cuore e chiudere gli occhi
Spreco è contare mille possibilità
ma puntare solo su false sicurezze
intuire tutta la potenzialità
ma fidarsi solamente della realtà
avere la possibilità di migliorare
e dire invece che non c'è più rimedio
nascondersi dietro un dito
e chiamare impossibile quello che in fondo è solo un pretesto
per fuggire prima dell'abbandono.
05/01/2007 14:58
Buona Epifania
Ultimo giorno di pace, da sola a casa con i cuccioli. Ops, non dovrei metterla così, vero?
Diciamo che ha regnato l'assenza totale di stress. Che non si è sollevato nemmeno un filo di ansia.
Che con un solo punto di riferimento è tutto più facile. Che non c'era
tensione nell'aria, né scontento, né fatica, né pesantezza, né rancore.
Aria pulita.
Da non crederci ma quando capitano questi periodi ricordo tutt'a un tratto che fondamentalmente sono una persona serena.
Ma non dovrei metterla nemmeno così, vero?
E vabè. Ultimo giorno.
Da romana ricordo che è il 5 gennaio e che Piazza Navona è famosa per la festa dell'Epifania.
Ho svegliato i cuccioli con comodo con qualche carezzina silenziosa, gli
ho fatto fare colazione, poi la doccia, li ho aiutati a vestirsi, mi
sono preparata, ho riordinato casa e ci siamo 'imbarcati' alla volta di
Piazza Navona.
Traffico, parcheggio, Lungotevere costipato, folla straripante ovunque.
Trenta occhi per tenere i cuccioli sempre sotto controllo, poi il
passaggio sotto il colonnato e finalmente la piazza ci ha accolti come
un ventre fecondo.
Si è aperta d'un colpo la chiassosissima allegria festiva di queste
ultime ore, hanno sfilato sotto i nostri occhi tutti i soggetti
possibili che una fervida fantasia possa immaginare, clown, svariati
Babbo Natali, befane assai sexy, giocolieri, mimi, gonfia-palloncini,
trampolieri... districandoci tra le fila di centinaia di bancarelle
sembrava d'essere approdati nel Pese della Cuccagna.
Li ho viziati, i miei cuccioli, giro in giostra, palloncini, regalini.
Sotto lo sguardo discreto di Bernini e Borromini per una volta concordi
nel coprirsi il viso di fronte a tanto scempio.
Ora li ho messi a ninna, ancora scossi dal frastuono, e mi fermo a
pensare che a mia volta sono anch'io una figlia viziata da parte di
questo Padre che non mi ha privata di nulla.
Io dovrei... dovrei solo stare zitta, per una volta.
E ringraziare.
Dimenticarmi una volta tanto di fare la Befana e indossare i panni di un umile pastore chino ad adorare.
Anche senza capire.
07/01/2007 21:25
Ci sono due tipi di storie che ci appartengono...
La storia della nostra vita.
Pensavo un tempo che la storia della mia vita fosse delineata da eventi cronologici.
In gran parte è così.
E se dovessi fotografare con una metafora la storia della mia vita, penserei a una scalata.
Lì dove il punto di partenza è una vallata comoda e piana e il punto
d'arrivo un picco ad alta quota. Vuole il caso che sui picchi delle più
alte vette si trovi spesso una croce ma questa è... un'altra storia.
Nella mia, di storia, i benpensanti mi hanno sempre istigato a pensare
positivo non contando il fatto che la tendenza all'ottimismo non fa
propriamente parte del mio essere. Pensa positivo. Immagino.
Una scalata: arrampicandomi, ormai a metà, tento di individuare punti
d'appoggio e appigli. Nel frattempo qualcuno mi chiede di portare anche
il suo zaino. E non importa, penso positivo perché ce la posso fare.
Poco più avanti qualcun altro mi toglie l'appiglio della mano destra, e
non importa perché ho ancora la mano sinistra e i due piedi... devo
pensare positivo.
Nel frattempo qualcuno mi dissolve sotto gli occhi anche la fessura dove
avevo arpionato la mano sinistra e questo potrebbe diventare un
problema perché sotto sotto sono sempre mancina. Intanto, sempre più
precaria, come se non bastasse comincio a rendermi conto che non sono
più da sola in questa bella scalata, no, sono in cordata.
Marito e due figli. Bene, queste sono le vere gioie della vita e devo
pensare positivo. Ma se mollo io ci restano secchi tutti e tre.
Per cui faccio ancora uno sforzo e puntello meglio i piedi ma anche
questi, voilà, vengono privati dei loro due già tanto precari sostegni,
ed ecco che accantonando per il momento l'impulso di cedere al panico,
tanto più che soffro vagamente di vertigini, cosa che sfido chiunque a
non patire in condizioni simili, mi aggrappo più forte che posso coi
denti.
Stringo la corda tra i denti. E penso positivo, penso positivo...
Effettivamente di positivo c'è che messa così, con una corda stretta tra i denti, non posso urlare.
Meno male.
Poi c'è l'altra storia.
La storia della mia anima.
E se considero che tra la mia vita, che nella migliore delle ipotesi
vedrà altri 30 lustri e poi arrivederci, e la mia anima, che invece
porterò avanti per i secoli dei secoli da qui all'eternità, allora cosa
devo considerare veramente la mia vera storia?
La storia della mia vita o la storia della mia anima?
Così, senza troppe metafore, vado a leggermi un secondo la storia della
mia anima e vedo che non le ho dato troppa importanza... Ma si è
delineata e ha preso forma e ha camminato sempre esattamente nel momento
in cui qualcuno mi toglieva appigli.
10/01/2007 09:16
Sfogo sottocutaneo
<E piantala!
Falla finita una buona volta! Certe volte sei davvero insopportabile, lo sai?
E smettila con questa parte della santarellina!
Tutta inattaccabile, pedante, perfettina!
E smettila di stare sempre lì a rimuginare, pensare e ripensare!
Come ci fosse un significato nascosto in ogni cosa!
Mammamia, quanto sei pesante, lamentosa!
Parli sempre di te, sempre e solo di te, come fossi l’unica persona al mondo a farsi certe domande!
E ti rispondi anche!
Soffrire, soffrire, soffrire! Tutto, di te, è così sofferto, trito, ritrito, soffritto!
Ma che ne sai tu del dolore?
Ti sei infognata in un bicchiere mezzo vuoto, brava!
E, scusa, ma che aspetti a riempirlo???
Quanta prosopopea, quanta presunzione!
Scopri l’acqua calda, e alzi un polverone!
Ma falla finita!
Pensi di essere una persona che si guarda dentro… e non vedi che invece sei solo ripiegata su te stessa!
Non te lo hanno mai detto che dovresti guardare con un po’ più di attenzione chi ti sta intorno?
Tu non suggerisci, tu detti legge!
Tu non dai da pensare, tu angosci!
Tu non formuli riflessioni, tu giudichi!
E quanta poca pietà… quanto poco coraggio… quanta poca generosità…
Ma a chi vuoi darla a bere?
Fà un favore a te stessa e a questo mondo: piantala!
Metti da parte quel tuo cervello da quattro soldi, che è pure bacato! Ma chi cavolo ti credi di essere?
Accetta una buona volta la tua assoluta, ordinaria, meschina normalità!
E facci sopra una bella risata, che, credimi, ogni tanto non guasta! Dovesse farti male ridere un po’, eh?
E tira fuori le palle!!! Capito?
CAPITO???>
<Ce l’hai con me?>
<Sì, ce l’ho proprio con me!>
17/01/2007 09:46
19/01/2007 08:18
Buon Compleanno (Micaela - 3 anni)
Figlia mia amata
non quello che ho insegnato ma quello che ho vissuto posso lasciarti in dono.
___
La vita è bella, bella, bella!
(un dono, un privilegio, un miracolo)
Ma non attaccare alla vita il tuo cuore...
___
Il tempo è bello, bello, bello!
(maturazione, scoperta, guarigione)
Ma non far dipendere dal tempo il tuo cuore...
___
L'amore è bello, bello, bello!
(donati all'amore generosamente)
Ma non schiavizzare a lui il tuo cuore...
___
Aggrappa il tuo cuore solo a Colui che lo ha creato.
Al tuo Creatore avvinghialo
con tutte le tue forze,
con tutta la tua anima
e con tutta te stessa
___
Perché alla fine della vita, alla fine del tempo, alla fine dell'amore,
è a Lui che tornerai e solo Lui ti aspetterà.
___
Tu
fatti candela
e lascia che soffi.
Buon Compleanno...
28/01/2007 13:37
30/01/2007 20:47
Tu mi conosci...
Sono figlia di questi tempi
e Tu lo sai
Sono ciò che hai pensato
e che nemmeno lontanamente immagino
Io
non
mi
conosco.
So solo che guardo il cielo
e mi sento parte di quel cielo
Guardo il mare e
mi sento parte di quel mare
Forse
sono un pensiero,
ma anche vento e acqua e stelle
Non lo so chi sono
Io
non
mi
riconosco
Però Ti cerco
Ti cerco lì dove penso Tu possa essere
Fuori e dentro, ovunque e oltre...
Forse
sono un richiamo, una domanda, una spiegazione
Così talvolta riesco a fermarmi
in un silenzio impressionante
di intima non-conoscenza
dove nonostante tutto
io sono assolutamente io
e Tu, l'assoluto.
02/02/2007 07:49
"Stasera, contemplando lo straordinario cielo del deserto, ho visto il
corpo celeste più lontano dalla terra e visibile a occhio nudo: la
Nebulosa di Andromeda.
Appariva come pallida luce fluorescente a forma di lenticchia allungata,
tra la regolarità geometrica di Cassiopea e l'incomparabile diamante
delle Pleiadi.
Quella luce della piccola lenticchia non è di oggi. E' di un milione di anni fa.
Stasera ho visto indietro nel tempo di un milione di anni, ossia di diecimila secoli.
La luce pallida della Nebulosa, giunta al mio occhio stasera, è partita
di lassù un milione di anni fa, alla velocità di trecentomila chilometri
al secondo.
Già da allora, e senza dubbio prima di allora, Dio s'era mosso per venirmi incontro."
(Il Dio che viene, di Carlo Carretto - ed. Città Nuova)
05/02/2007 21:02
Quando torno a casa e si è fatto buio, prima di entrare cerco lo sguardo di qualche stella.
Lo afferro, poi torno giù a contare i miei passi, quelli che mi separano dall'uscio e dal caos.
Lo sguardo della volta celeste me lo sento addosso. Conta con me.
E' bellissimo. Sento le mie gambe muoversi correttamente, passo dopo
passo, animate da una vita che non mi appartiene. Tutto di me è nelle
Sue mani. Una nuvola di respiro si alza silenziosamente, mentre cammino,
emano calore e pompo sangue, impulsi dal cervello al resto del corpo
scoppiettano incastrati in un meccanismo energetico misterioso e
perfetto, di cui sono completamente all'oscuro.
Io e il mio mondo di cioccolata, nemmeno immagino quanto dolore e quanta disperazione abitano a pochi passi da qui dentro.
Una ventina di metri mi separano da quello sguardo di complicità
consenziente che mi scambio col Creatore, da me a Lui e Lui dentro di
me, prima di entrare. Mi sembra leggero e gratuito ogni secondo di vita.
Quando sento il Suo sguardo so che mi segue e che non sono sola. So che
sono voluta.
Mi aspettano braccia tese e affetti ma quello in cui cammino è l'unico momento veramente vero.
Io e il mio mondo di cioccolata, nemmeno immagino quanto buio possa coprire il cuore di una persona veramente stanca.
Non importa chi sono, sono in cammino. Conto i miei passi come potrei
contare i giorni che mi restano. Non sono felice, nemmeno serena. Ma non
sono sola. Non sono sola. Dal cielo alla terra, dalla terra al cielo,
basta un'occhiata... e la distanza diventa complicità.
Io e il mio mondo di cioccolata, non sono sola E non sono solo io. No, non dimentico...
07/02/2007 07:54
Terrena
"Così questa è la mia vita..." ti ho detto quel giorno, quando mi hai
dato la possibilità di vederla tutta intera, tutta vissuta, come mi
fossi appena svegliata da un coma.
E scorrevano davanti ai miei occhi fotografie, da destra a sinistra.
L'ho tracciata col dito indice dello sguardo, silenziosamente.
Ecco, adesso che mi trovo sulla soglia dei quaranta, posso vederla, e chiamarla per nome.
"Così questa è la mia vita..." ho ripetuto. Con una strana sensazione di non-appartenenza.
Come se tutto fosse perfetto. Ma non riuscisse a bastare.
08/02/2007 14:48
Ma davvero c'è bisogno di spiegazioni?
Che vuoi che ti dica? E' molto più semplice di quanto si possa immaginare.
Un giorno ho sentito bisogno di vita.
Senti, io non ci riesco, proprio non ci riesco a vivere con leggerezza.
Mettiamolo in chiaro una volta per tutte.
Forse che con leggerezza si muore anche? Non mi pare.
E allora come si fa a vivere con leggerezza?
Personalmente, ripeto: personalmente lo ignoro.
Così, nel pieno della vita, ho sentito bisogno di vita.
E ho scoperto che questo bisogno mi veniva da dentro, non intorno.
Era la mia anima.
Ci credo, nell'anima, sai?
Ci credo perché esiste. Esiste perché ne ho una. Ne ho una perché non sono un animale. Molto semplice. Molto, molto semplice.
La mia anima ha avuto bisogno di vita, quel giorno.
Adesso è come in fase di gestazione, perché la vita l'ha incontrata, ne è stata concepita...
Quando incontri la vita non può che nascere vita. E ancora e ancora.
Viene gestata da un cammino spirituale, quotidianamente.
Prende piano piano forma, la sento muoversi dentro di me e scalciare debolmente.
Il momento in cui vedrà la luce sarà esattamente quello in cui troverò la morte.
Per ora conosce solo ombre e penombre, riconosce la voce del suo Creatore e si lascia portare.
Non potrebbe fare altro, perché si sta formando.
Ecco. E' tutto qui. Lo dicevo che era semplice, no?
Vivo la vita morendola. Ogni giorno.
Ogni giorno di vita mi avvicina alla vita.
Mi dici come potrei farlo con leggerezza?
12/02/2007 09:20
Ecclesiaste 3 (1-8)
Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
---------
In casa, su un cavalletto, troneggia discretamente un leggio con sopra la Bibbia, aperta.
Ieri ci sono caduta addosso ed è finita per terra.
Nel rimetterla al suo posto, questa si è lasciata aprire su una pagina...
L'ho adagiata e ho letto. Il testo è quello di cui sopra.
Mi sorprende ogni volta vedere come mi parla, nel quotidiano.
Mai lettura è stata più appropriata in questo ultimissimo periodo.
Che poi riassumo in due parole-chiave, per quel che mi riguarda:
- Adesso
- Basta
16/02/2007 07:41
Fa un certo effetto. Dice "Vieni qui, dormi un po' sulla mia pancia...", mi prende la testa e se la mette addosso.
Fa un certo effetto, quando a dirlo è una bimba di tre anni alla sua mamma.
La mia testa copre tutto il suo busto mentre una manina leggera mi carezza teneramente i capelli.
Silenziosamente. Io chiudo gli occhi e lascio fare.
Poi ci scambiamo un bacio e ci auguriamo la buonanotte.
Fa un certo effetto.
Come quando il Signore del tuo respiro ti adagia un istante sul ventre
della terra e ti spettina amorevolmente di lieve brezza. E' solo un
momento. Tutta una vita.
Io chiudo gli occhi e lascio che sia, ma fa un certo effetto.
Lo stesso effetto di disarmante, incomprensibile, assoluto riposo.
Quanto si somigliano tra loro,
un principio e una fine,
un saluto e un congedo,
un adulto e un bambino,
gli anni di un'esistenza e l'istante di una buonanotte...
20/02/2007 15:29
C'è qualcosa di molto, molto quieto nell'aria...
Credo proprio sia arrivato il momento di fare sul serio.
Medito silenziosamente tutta una serie di riflessioni, nel frattempo.
- Penso al fatto che sono padrona di me. Per esempio.
- Penso a quanto sia ingeneroso tra le persone giocare con le persone.
- Penso che mi ero costruita una falsa identità spirituale.
E dietro ognuna di queste considerazioni c'è un lavoro interiore immenso.
Il cantiere di chi costruisce nella roccia e non più sulla sabbia...
Ora cammino raccolta. Parlo pochissimo. Ascolto attentamente ogni cosa.
C'è qualcosa di molto, molto quieto nell'aria.
"Fa più rumore un albero che cade, di un'intera foresta che cresce."
21/02/2007 08:09
Oggi si entra in Quaresima.
Un periodo che qualcuno stamattina ha definito "palestra per il cammino di fede".
Mi trovo perfettamente in linea con questa metafora.
Personalmente andare in palestra l'ho sempre trovata una gran rottura di
scatole e mi sono puntualmente nascosta dietro fattori inattaccabili
tipo la mancanza di tempo o lo spreco di soldi e chi più ne ha più ne
metta.
Sono un'acrobata delle giustificazioni, quando mi ci metto!
Poi, un bel giorno, è come se mi fossi guardata allo specchio e,
continuando sulla metafora, mi fossi vista restituita l'immagine
deprimente e triste del mio spirito flaccido e cadente...
Evidentemente non deve essere stato un bello spettacolo.
Siccome tutto ciò che è spreco mi infastidisce notevolmente, quel giorno ho capito che dovevo darmi da fare.
E per grazia di Dio, sono tornata in 'palestra'.
Oggi si intensificherà il programma per una quarantina di giorni.
C'è da sudare ma sono felice, anche perché il Personal Trainer è un gran figo!!!
26/02/2007 07:34
Messaggio del 25 febbraio 2007
"Cari figli, aprite il vostro cuore alla misericordia di Dio in questo tempo quaresimale.
Il Padre celeste desidera liberare dalla schiavitù del peccato ciascuno di voi.
Perciò, figlioli, fate buon uso di questo tempo
e attraverso l’incontro con Dio nella confessione
lasciate il peccato e decidetevi per la santità.
Fate questo per amore di Gesù che ha redento tutti voi con il suo Sangue, affinché siate felici e in pace.
Non dimenticate, figlioli: la vostra libertà è la vostra debolezza, perciò seguite i miei messaggi con serietà.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
27/02/2007 15:28
Io sarei un momentino disorientata, Padre mio.
Perché ce la metto tutta per coltivare la mia me-spirituale, ma c'è un fatto, e Tu lo sai... sono anche carne e ossa!
Dammi una mano, Ti prego!
Nel frattempo, caramammina è tornata.
03/03/2007 16:13
Raccolta di riflessioni delle ultime due settimane
(01)
La molla è scattata nel momento in cui qualcuno mi ha spiegato che
spesso e volentieri quando nella Bibbia si parla di cuore, si intende lo
spirito.
Come già accennavo in un post precedente, ignoravo che il nostro essere
fosse suddiviso in addirittura tre componenti: corpo, anima e spirito.
Mi ero sempre focalizzata ingenuamente su corpo e anima, ma da un po' di
tempo le mie riflessioni vengono sollecitate sul piano dello spirito.
Lo spirito, questo illustrissimo sconosciuto...
Come se non bastasse, vengo anche a sapere che spirito e anima ce li
porteremo 'dall'altra parte', sì, ma è la condizione dello spirito
quella che determinerà la nostra collocazione futura in una eternità di
paradiso o di inferno.
Insomma, mica quisquilie.
Cuore-spirito.
Mi sono andata a cercare negli anfratti della memoria tutte le frasi che ho letto sulle Sacre Scritture riguardanti il cuore.
Mi si è aperto un universo.
A dirla tutta, se proprio devo fare una sintesi, non si parla d'altro!
Cuore-spirito.
Il Padre Eterno batte su questo tasto dai tempi dei tempi. Richiama la nostra attenzione su questo fattore in continuazione.
E io? Come ho fatto a non capire in tutti questi anni?
Cuore-spirito.
Prima tra tutte ho ricordato la frase "Dov'è il tuo cuore. lì è il tuo tesoro.".
Poi subito "Il cuore dell'uomo è un abisso" e di nuovo "se non tornerete
a me con tutto il cuore" e ancora "Amerai il Signore Tuo Dio con tutto
il tuo cuore"...
Gli spunti sono innumerevoli.
Non c'è giorno che non me ne venga in mente uno.
E' diventata una chiave di lettura sorprendente.
Ma come ho fatto a non capire? Come potevo ignorare una cosa fondamentale come questa?
E' come se fino a oggi avessi cercato l'oro in gioielleria trascurando il filone della miniera!
Cuore-spirito.
E' tutto, tutto racchiuso lì.
Questa parolina cui è stato attribuito un sapore vagamente aulico, è la
chiave di lettura del grandioso e misterioso progetto di Dio Padre con
noi.
Il nostro cuore.
Ciò che dai tempi dei tempi è stato considerato il contenitore dei
sentimenti, in realtà altro non è che l'anticamera segreta per il
Paradiso. O altro.
Tutto è racchiuso dentro il nostro cuore.
Sono sbigottita.
Il profondo del cuore.
"Fallace più di ogni altra cosa è il cuore dell'uomo...", "quando
preghi, entra nel segreto del tuo cuore...", "beati i puri di
cuore...", la Parola batte ripetutamente, instancabilmente sullo stesso
tasto.
Pensavo una cosa: io il mio cuore non lo conosco. Riferivo al cuore ben
altre questioni. Al di là del muscolo cardiaco, degli stati d'animo e
dei sentimenti, scopro che davvero il mio cuore è un baratro misterioso e
incomprensibile. Più vi lancio sassi dentro e meno sento il fondo.
Quanto è entrato lì dentro, non ne è più uscito.
Se cerco l'impronta digitale dell'infinito in cui potermi riconoscere,
posso intravederla solo nel mio cuore. Perché il mio cuore,
semplicemente, non si accontenta. Mai.
Potrà sembrare assurdo ma è qui che mi riesco a considerare figlia di Dio.
-------------
(02)
Se l'uomo conoscesse se stesso, conoscerebbe un pezzetto di Dio.
Ma conoscersi è così difficile...
Tutti ci siamo fatti un'idea approssimativa di noi stessi tramite mezzi di conoscenza "esterni", cosiddetti superficiali.
Ma il nostro vero cuore era se stesso dai tempi dei tempi.
Senza che diventasse qualcosa vivendo. No, era già così. All'origine. Prima ancora di essere condizionato.
Noi siamo noi da sempre.
E' quella la sorgente che dovremmo cercare.
Conoscerci da dentro, non da fuori.
In realtà Dio non vuole cambiarci.
Siamo noi che dovremmo conoscerci meglio, più a fondo. Scoprendoci diversi da ciò che siamo. Da ciò che pensiamo di essere.
Il nostro cuore è un abisso perché è stato creato da Dio e in quanto tale è frutto di Infinito.
La 'conversione del cuore', tanto citata, altro non è che il tornare a essere ciò per cui eravamo stati concepiti.
Non ci viene chiesto di essere diversi, di diventare qualcun altro.
Non dobbiamo essere diversi. Al contrario, paradossalmente, dobbiamo essere profondamente noi stessi.
Qualcuno è riuscito a farci dimenticare che siamo veramente figli di Dio.
----------------
(03)
Figli di Dio e figli del mondo.
La differenza tra quello che siamo realmente e quello che pensiamo di essere è tutta
qui.
Tornare a riconoscersi figli di Dio è la conversione del cuore che il Padre ci chiede.
Non la chiede per sé stesso. La raccomanda caldamente, insistentemente,
accoratamente, per noi. Per il nostro bene. Perché tornare alle origini
ci consentirà di riconoscerlo nel momento in cui dovremo restituire
quanto ci è stato dato di amministrare qui in Terra. La vita...
Un cuore che si riconosce nella discendenza divina sarà in grado di riconoscere suo Padre.
Un cuore che rimane agganciato alla genealogia umana, disconoscerà Dio pur vedendolo. Perché non se ne sentirà parte.
Da qui l'inferno o il paradiso. Non altro. Né nuvole né fiamme.
Ma appartenenti al cielo o appartenenti alla terra.
Figli di Dio o figli del mondo.
Ecco perché ci viene detto "non conformatevi alla mentalità di questo mondo".
Noi siamo stati messi IN questo mondo. Ma non siamo DI questo mondo.
13/03/2007 21:30
Padre Nostro (1)
La preghiera del Padre Nostro per me è cominciata così...
Eh sì, perché uno può pure dirle le preghiere, ma poi deve viverle con la propria vita.
Io quella del Padre Nostro la recitavo chiedendomi spesso e volentieri,
con tanta leggerezza, il significato delle sue parole. La recitavo.
I primi tempi non riuscivo nemmeno a iniziare ("Padre Nostro che sei nei
cieli") senza mettermi a ridacchiare per qualcuno che una volta avevo
sentito dire "Restaci".
Verso i 15 anni, invece, avevo iniziato a prendere seriamente in
antipatia la frase "Sia fatta la Tua volontà", e quando il concetto di
Padre prese ad attecchire nel mio cuore, l'antipatia divenne timore.
Avevo paura di delegargli qualcosa... e se poi la Sua volontà non fosse la mia?
Poi un giorno, avrò avuto non più di 20 anni, mi sono ritrovata su una
terrazza panoramica a Rocca di Papa, un paese-bomboniera dei Castelli
Romani.
Ero da sola, avevo appena finito di litigare col mio ragazzo e sapevo che di lì a poco sarebbe finita.
Davanti ai miei occhi non poteva passare inosservato un tramonto spettacolare. Cui tuttavia mi sentivo estranea.
Finché non cominciai gradatamente a focalizzare una cosa.
L'orizzonte era netto e meticolosamente delinato.
L'aria tersa rendeva ben visibili perfino i particolari più lontani...
Stormi di uccelli nel cielo e automobili microscopiche per strada.
Nuvole pacifiche e in cammino sopra. Arterie di traffico sotto, affaccendate, frettolose.
Tutto scorreva, millimetricamente.
A mano a mano si accendevano le luci delle case, strade e viuzze
prendevano ad adornarsi di piccole perle luminescenti. Come un
passaparola. 'E' sera'.
Abbassando lo sguardo verso quel mondo in miniatura, rimasi sorpresa
all'idea che ogni singola macchina, ogni singola finestra, migliaia,
potessero racchiudere un universo immenso.
Seguito e sorretto con amorevole cura paterna da un Dio che lì per lì
non ho potuto fare a meno di dichiarare "Padre Nostro". Così.
Automaticamente.
Poi, alzando lo sguardo, e senza nemmeno troppa immaginazione, mi sono
figurata l'universo di angeli e anime in movimento, anche lassù. Tutti
intenti, vivi e concreti, in cammino.
Mossi da un alito vitale, che li rendeva forse invisibili ma certamente capaci di volare.
"Che sei nei Cieli..."
E era uno spettacolo meraviglioso... quanta pace!... sia abbassando lo
sguardo che innalzandolo, non potevo non chiamare Santo, 'santificare il
Nome' di Colui che mi si offriva agli occhi, quella sera
straordinariamente aperti.
"Sia santificato il Tuo nome".
Mi fu del tutto chiaro quanto sarebbe stato bello se, ciò che si levava
in cielo, il Suo Regno, potesse un giorno concretizzarsi anche in
terra! Un giorno non lontano, magari perfino quello, e perché no, in
quel preciso istante.
Ecco, se un Padre talmente amorevole poteva reggere cose così belle,
perché non chiedergli, anzi pregarlo!, di far sì che il Suo volere si
compisse anche in terra? E nella mia stessa vita?
Come non fidarmi della bellezza della Sua volontà?
"Come in Cielo così in Terra", dissi a bassa voce.
Sì, sia fatto, come in cielo così in terra, Padre mio e Padre di tutti, il tuo volere di bene.
Questo ho pensato. E questo è quello che da quel giorno ho detto.
Non c'è Padre Nostro che mi esca dalla bocca senza che la mente torni a quel tramonto.
Il resto della preghiera... beh, è venuto da sé.
Nel corso di altri 20 anni, o pochi minuti, non saprei...
17/03/2007 14:31
Davvero una famiglia è tutto.
E chi ne ha una, partorita o costituita, d'origine o di fatto, dovrebbe tenersela stretta.
Ma non è del tutto vero...
Penso soprattutto a chi ha voluto costruirsi una famiglia, magari con la segreta speranza di riscattare la propria.
Va da sé che un figlio, in questi casi, diventi giocoforza lo scopo della propria vita...
E' una dannata responsabilità, che nessun essere umano dovrebbe sentire sulle proprie spalle.
Essere lo scopo di vita di qualcun altro.
Che ingiustizia!
Chiaro, se penso ai miei figli, i miei figli sono tutto...
Bene, ci penso e ci ripenso, tuttavia... ecco, loro sono tutta la mia vita, ma non mi danno la vita.
Respiro per loro, ma loro non sono il mio respiro.
Sono il mio sorriso e le mie braccia aperte, sono sangue del mio sangue. Ma i miei figli non sono io.
Io sono in Colui che mi ha creato.
E respiro l'alito di vita che il Padre mio mi ha dato.
E lo scopo della mia vita è unicamente ricongiungermi a Lui.
In piena e perfetta comunione con tutte le altre Sue creature. Figli compresi.
I miei figli sono figli Suoi, non i miei idoli ma frammenti unici e irripetibili del Suo amore, così come lo sono io stessa.
Essere figlio, tanto quanto essere genitore, non è questione di appartenenza.
Entrambi apparteniamo solo a Lui.
22/03/2007 21:00
Lontano?
Pensaci bene prima di dire che sei una persona lontano da Dio...
Perché
se ogni tanto ti fermi a guardare senza parole la volta celeste
lo stai già contemplando
se in cuor tuo desideri ardentemente il bene di qualcuno
lo stai già pregando
se sai dare pace e calore in un semplice abbraccio
lo stai già incontrando
se non ti bastano le spiegazioni e le verità che riesci a darti
lo stai già cercando
se ti ritrovi a fare i conti con i limiti oggettivi della tua natura
lo stai già chiamando
e perfino se ti ritrovi a bestemmiare il Suo nome
lo stai già riconoscendo
No, non sei lontano da Lui.
Lui,
che per primo, dai tempi dei tempi
ti cerca, ti respira, ti prega, ti sospira, ti chiama, ti attira
in mille modi diversi
Lui,
smetterai di chiamarlo circostanza.
28/03/2007 21:40
Potrebbe essere la cosa più facile e ovvia del mondo, certe volte,
abbattersi e dirsi che nessuno mai mi ringrazierà di essere quello che
sono, che in fondo sto facendo solo il mio dovere e che non posso
aspettarmi alcun tipo di incoraggiamento o di riconoscimento.
E perché poi?
Ma dentro di me, mentre cresco due piccole persone, mentre stringo i
denti e lavoro come un mulo, mentre mi faccio cemento armato per tenere
insieme quattro pezzi chiamati famiglia, io lo so che sto facendo
qualcosa di grande.
Grazie.
Grazie, Padre mio, perché mi hai dato gli strumenti e io li uso.
Grazie perché io stessa sono uno strumento e non importa se mi usano.
Davvero, non importa.
02/04/2007 08:21
Devo fare un corso di recupero accelerato quaresimale!
Settimana Santa... diamine, sono rimasta indietro!
Rimandata a Natale?
07/04/2007 16:00
Buona Pasqua!
Ascolta queste parole
e rendile eco
che lentamente rotola
perché è un annuncio
che si deve tramandare
e io lo tramando a te
che leggi
Non era ieri
e non c'è ancora domani
è oggi
oggi risorge
Ogni giorno oggi.
Auguri per una Santa Pasqua.
11/04/2007 21:40
Io sono Colui che E'
"Io sono colui che è"
Anche in lingua originale, la scelta del verbo cade sul presente.
Questo perché Dio Padre sfugge ai nostri parametri temporali.
Siamo talmente abituati a regolare la nostra vita sul concetto del tempo!
Per noi tutto si fonda e viene gestito in base a passato, presente e futuro.
Pensiamo ai nostri anni come a qualcosa che si è accumulato, al nostro
oggi come dovesse sempre arrivare... e in funzione di cosa, poi?
Architettiamo progetti, inscatoliamo ricordi e esperienze.
Il presente è solo un attimo che fugge e un attimo a venire.
In realtà, tutto passa.
La parola che pronuncio è un soffio inconstante, non faccio in tempo a
respirarla che già appartiene all'aria e il vento se la porta via.
Così come i miei gesti, i miei anni.
Vado incontro a qualcosa che, quando arriverà, sarà già passato.
Ogni secondo.
L'unica realtà che è sempre ciò che è, non "fu" né "sarà", ma "è", è Dio Padre.
Ogni istante che passa, perché non passa. E ogni istante che arriva, perché è già.
Dio è colui che è.
Ora. E ora. E ora. E anche ora.
Sempre.
(Quando recitiamo il "Gloria" non diciamo forse "...come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli"?)
Non passa...
Passa il tempo, "passeranno i cieli e passerà la terra" ma Lui non passa. Lui è.
E cosa, cosa "è" Lui, Dio?
Ho provato a scriverlo in estrema sintesi per la Pasqua.
Lui è morte e resurrezione ogni istante.
Cosa vuol dire: vuol dire che non esiste colpa che si accumuli, o
condizione di lontananza irrimediabile, tale da non possedere in sè la
redenzione.
Dio Padre, Colui che è, non tiene conto di quello che sono stata o di
quello che sarò... tiene conto di quello che sono ora, e ora e anche
ora.
E muore e risorge per me ora, e ora e anche ora. Ogni giorno, ogni istante. Fino alla fine del mio tempo.
Sarà Pasqua ogni giorno e ogni giorno è oggi e ogni istante è adesso, perché Lui è Colui che è.
16/04/2007 20:59
Sotto-Sopra
Quello che i nostri occhi sono abituati a vedere dall'alto verso il
basso, altre ottiche capovolgono e niente più sarà come prima era o come
eravamo abituati a guardare.
Penso a un fiore, a come sia nascosto sotto terra ciò che di lui è meno
elegante, radici tenaci e sporche, filanti, informi e sgraziate... al
nostro sguardo lascia che facciano bella mostra solo petali colorati,
armoniosi, delicati.
L'anima nostra, è come un fiore a testa in giù.
Capovolto, rispetto alla vita terrena.
Proiettato verso altre cose... Tutte diverse, in apparente controsenso.
Tuttavia cresce, di pari passo, non fa mostra di sé e non ostenta bellezze apparenti.
Ugualmente vivo, contro ogni logica, si limita a osservare il suolo
ma affonda le sue radici in cielo.
26/04/2007 21:21
Guardavo le stelle, l'altra sera, mentre fumavo l'ultima sigaretta... E
non è che abbia smesso di fumare ma tant'è, guardavo le stelle.
...E consideravo che il loro allegro luccichìo, al mio sguardo donato,
già non apparteneva più a loro, che chissà da quanti anni luce son
morte! Tuttavia... tuttavia quella luce a me ancora arriva, quel regalo a
loro certo non appartiene e tutto, tutto viene affidato al tempo.
Non vivo di luce riflessa, Padre mio.
02/05/2007 15:27
In risposta a tante domande, oggi è venuto il Salmo della Messa
quotidiana, che ripeteva e ridondava "La Tua legge è nel mio cuore".
Di tante parole, mi è rimasta questa.
Prima Lettura, Vangelo e Salmo, eppure mi è rimasta questa.
Perché quello che entra nel cuore di una persona, non può più uscirne.
Mentre facilmente escono tante cose, da un cuore, entrarvi è difficilissimo e una volta dentro difficilmente se ne esce.
Io non ne esco, ma questa è un'altra faccenda... il fatto è che quella
Legge è davvero nel mio cuore e lì resta, nonostante io non la creda
salda e nonostante possa allontanarmene o disobbedirle.
Non sto più respirando ad ampio respiro da non so quanto tempo... e mi
sembra che i cerchi concentrici del lago si stiano allargando sempre più
dopo il macigno che ci è caduto dentro. Vivo tutto in superficie.
Acque melmose e agitate non mi lasciano più vedere il fondo... tante profondità ora sono lontane.
Non so a cosa mi vuoi portare, so che Tu solo sei il padrone del mio cuore.
Tu lo hai fatto. Tu lo conosci. Tu lo sai, Padre mio... e quando vorrai liberarmi, lo farai.
A me non resta che sedere a riva e stare a guardare, senza dimenticare che la Tua legge è nel mio cuore.
05/05/2007 22:31
Siano in molti coloro che vivono in pace con te,
ma i tuoi consiglieri uno su mille.
Se intendi farti un amico, mettilo alla prova;
e non fidarti subito di lui.
C'è infatti chi è amico quando gli fa comodo,
ma non resiste nel giorno della tua sventura.
C'è anche l'amico che si cambia in nemico
e scoprirà a tuo disonore i vostri litigi.
C'è l'amico compagno a tavola,
ma non resiste nel giorno della tua sventura.
Nella tua fortuna sarà come un altro te stesso,
e parlerà liberamente con i tuoi familiari.
Ma se sarai umiliato, si ergerà contro di te
e dalla tua presenza si nasconderà.
Tieniti lontano dai tuoi nemici,
e dai tuoi amici guàrdati.
Un amico fedele è una protezione potente,
chi lo trova, trova un tesoro.
Per un amico fedele, non c'è prezzo,
non c'è peso per il suo valore.
Un amico fedele è un balsamo di vita,
lo troveranno quanti temono il Signore.
Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia,
perché come uno è, così sarà il suo amico.
(Siracide 6, 6-17)
11/05/2007 23:07
Sono andata al Santuario del Divino Amore, oggi in pausa pranzo... ospitavano la Madonnina di Fatima.
Non è solamente suggestione quella che ti fa avvicinare a qualcosa di importante con commozione, col cuore in gola.
So solo che mi sono inginocchiata.
Io, così piccola cosa, ai piedi di quella piccola statua colma d'amore...
Io carne e lei marmo.
In realtà, il contrario.
E le ho detto istintivamente "non lasciare di pietra questo cuore!...".
Perché quello che vivo può sembrare più grande di me, ma di fronte alla
vastità di un disegno celeste e nella prospettiva di una interà
eternità, io sono nulla.
E davvero non vorrei, quel giorno, trovarmi con un cuore indurito da rendere a Dio Padre.
Indurito dalla colpa.
Immobilizzato dalla presunzione di sapere cosa è colpa.
Raffreddato dal ritenere autonomamente cosa non lo è.
Pietrificato dal non perdono.
Madre mia, non lasciare di pietra questo cuore!...
19/05/2007 22:09
Sta scritto "Benedici il Signore in ogni circostanza".
Quell'OGNI dice molte cose.
Come lo si può benedire (dire-bene di Lui) quando le circostanze non sembrano affatto 'bene'?
Eppure sta scritto proprio così...
Sorprendemente non mi trovo in una situazione di conflitto davanti a questa Parola.
E benedico Te, Padre mio, in quello che mi sembra bene e in quello che
mi sembra male perché non io ma Tu e Tu solo sai cosa è bene, sai cosa è
male.
E benedico Te, Padre mio, per le mie colpe. Perché Tu solo sai dove vuoi portarmi.
E benedico Te, Padre mio, per quello che ho e quello che non ho, perché Tu solo sai cosa darmi.
E benedico Te, Padre mio, per quello che sono e quello che non sono, perché Tu sai chi sono io davvero.
E benedico Te, Padre mio, nel sonno e nel dolore, nella grazia e nel
deserto, nel conflitto e nella pace, nel fallimento e nel successo,
nella salute e nella malattia, nella lealtà e nel tradimento, nella
ricchezza e nella miseria, nella consapevolezza e nell'incoscienza,
nella saggezza e nell'ignoranza, perché Tu solo conosci e regoli gli
strumenti che mi restituiranno a Te.
29/05/2007 17:59
Tanto rumore per nulla
Così, oltre al danno la beffa.
Perché come la giri la giri, è colpa mia. Perché c'è bisogno di un
parafulimine quando il sistema è debole e deve scaricare qualcosa a
qualcuno.
L'ottusità e la meschinità mi fanno un gran male. Molto più dell'ingiustizia.
Perché non solo non posso ribellarmi di fronte all'ovvietà ma devo
addirittura stare a guardare il danno che dilaga a macchia d'olio.
Mani e piedi bloccati nonostante ci vadano di mezzo i miei amici o i miei figli.
E la rabbia cresce... e la rabbia diventa devastante...
Tanto lavoro per niente. Tanto dare, inutile. Tanto essere, sprecato.
Ma non importa. non è niente. E' solo tanto niente.
Trascrivevo pochi giorni fa il Testo legato all'amore per la propria
vita. Chi la odia la salva, chi la ama la perde. Bene, sono un passo
avanti, allora.
03/06/2007 21:48
"Mamma?"
"Mh"
"Ma Dio è lontano o vicino?"
"Eh, bella domanda... vieni qui"
Faccio avvicinare Davide al vetro della finestra.
Gli dico "Adesso manda aria dalla bocca qui sul vetro, così..."
e alito sul vetro.
Mi imita. Si forma un alone appannato piccolo piccolo.
"Ecco, Dio è questo qui."
Così adesso Davide sa che non sei né lontano né vicino, sei dentro.
Così adesso Davide sa che il suo respiro non dipende da lui.
Così adesso Davide sa cos'è un alito di vita.
------
A Te, padrone del mio respiro, offro il mio ringraziamento perché oggi,
dentro un confessionale, ho trovato ancora una volta una proposta di
pace. Nonostante tutto.
06/06/2007 22:36
Questa sera sono stata messa di fronte a un problema che sapevo già di
avere ma che non ho mai voluto affrontare con la dovuta chiarezza...
Il problema sono i miei due figli.
E quello che gli sto facendo affidandoli al padre che hanno.
No, non mi sono separata... dovrei farlo, questo sì, perché i danni che
stanno subendo sono seri e forse più seri di quelli che subirebbero con
una separazione. O forse no. Tuttavia non mi sono separata né ancora
intendo farlo. Ma con questa bandiera che sventolo in nome della
Famiglia, sto chiudendo gli occhi di fronte a una serie di situazioni
che non vanno bene e rischiano di avere serie conseguenze.
Sto parlando di due bambini che non avranno mai un padre, perché
l'adulto che li cresce insieme a me è un fratello maggiore e da tale si
comporta. Sto parlando di due piccoli che come figura di riferimento
hanno solo me, sia in veste di mamma che di papà. Sto parlando di due
creature che non avranno mai un padre di cui essere fieri o del quale
seguire l'esempio.
E già danno chiari segnali di disagio. Segnali che non ho voluto vedere.
Tutto quello che mi è stato detto stasera lo sapevo già. Eppure sentirselo dire da voci esterne ha fatto un brutto effetto.
Ma perché non riesco a reagire?
Perché non riesco a prendere le redini in mano?
Perché non riesco a rimboccarmi le maniche e a mettermi seriamente al lavoro?
Perché non riesco ad arginare quest'uomo?
Perché continuo a lasciare che gli eventi si susseguano senza il mio diretto intervento?
Non c'è niente di spirituale in tutto questo, ma ho bisogno di aiuto...
Sono sempre più sola. Non posso andare avanti così...
09/06/2007 14:08
Quando penso a un regalo, penso a qualcosa di utile e prezioso. Penso a
un qualcosa di valore, che rimanga nel tempo e di cui si possa godere a
lungo.
Penso a un'eredità, per esempio.
Chiusa parentesi.
Ieri, guarda caso proprio nel momento in cui trafficavo col cervello e
continuavano a cadermi pensieri irrisolvibili, mi ha chiamata Don Lo, il
mio Dollo.
Così sono entrata nella sua stanza per l'ennesima volta. Da quando ho
quattro anni vado e vengo per quel laboratorio stile Archimede
Pitagorico pieno zeppo di libri, quaderni, dvd, cd, icone e attrezzatura
ipertecnologica.
Se ciò che lui dice non fosse più interessante di tutta la mole di
materiale che quelle pareti contengono a malapena, starei ore a
guardare, osservare, curiosare.
Come di consueto, era al pc. Dorme quattro ore per notte, le altre 20 di
una intera giornata le passa a sfornare informazioni incredibili.
Una capoccia come la sua non si trova in giro facilmente e non è solo il mio affetto che lo dice...
Con lui ho trascorso circa tre ore e mezza, dimenticando di cenare,
parlando fitto come non mi capita davvero con nessun altro e posso dirmi
una persona dalla fortuna sfacciata perché avere a che fare con un
cervello simile, capace di comprendermi ben oltre il mio stesso
comprendonio, di depurarmi dai pensieri parassiti e di ridimensionarmi
in percorsi più concreti e sinceri, si può chiamare solo fortuna.
O provvidenza, per gli addetti ai lavori.
Senza il minimo condizionamento, mi aiuta a dire di me stessa e delle
mie cose la verità vera. Apparecchia gli strumenti migliori tra i quali
io possa scegliere per smontare da sola senza dolore ogni alibi che nel
tempo posso essermi creata.
Non ho peli sulla lingua, con lui, non ho il timore di deludere, non ho
input che mi facciano pilotare il discorso verso argomenti sterili, vado
dritta al punto e lui fa lo stesso. E' dal 'punto' che partiamo, dal
nocciolo della questione. Così, dopo un breve aggiornamento su marito,
genitori, lavoro e bambini, arriviamo al sodo. Ossia personalità,
spiritualità, valori personali, percorso interiore.
Fantascienza, se penso alle conversazioni che mi capita di fare
normalmente, anche quando si tratta di psicologi, di teologi, di persone
veramente profonde o veramente dotte.
Alla conoscenza, poi, Dollo ha visto aggiungersi una componente
meravigliosa che forse prima gli mancava: umanità. Guarito (a detta del
personale medico, miracolosamente) dalla leucemia un anno fa, è tornato
fra le persone più persona che genio. E con tutto che per lui sono
sempre stata una figlia, motivo per cui la sua 'umanità' affettiva a me
certo non è mai mancata, adesso è diventato dolce, emotivo, ancora più
paterno e... semplice.
Ieri, molto semplicemente, mi ha risollevato. Cuore, anima e dintorni.
Solo verso la fine mi ha fatto quello che considero uno dei regali più
belli che io abbia mai ricevuto, regali intesi come dicevo all'inizio.
Un cd con tutto il suo materiale di studio.
Giga su giga di traduzioni, riflessioni, analisi teologiche, esercizi
spirituali, esegesi, omelie, catechesi, approfondimenti...
L'intento è quello di mettere tutto su rete.
Quando ho visto il cd l'ho guardato e gli ho detto: "Dollo, ma tu ti
ricordi che prima di ammalarti io ti chiesi di lasciarmi la tua
eredità?" (intendevo eredità spirituale, qualcosa di cui continuare a
nutrirmi anche dopo di lui).
E lui mi ha risposto "Eccola. Fai quello che puoi".
Chi ha riversato nel cd il materiale ha detto che se si potesse fare un
paragone quantitativo allora è come se Dollo avesse scritto 100 volte
una bibbia.
Pubblicarlo equivarrebbe a stampare una cinquantina di volumi ma lui non
vuole stampare proprio niente. Vuole 'spezzare' questo 'pane'.
E ha aggiunto "C'è così tanto da fare! Così tanto da fare..."
Sono senza parole...
13/06/2007 08:02
Qualche volta penso che a mancare tanto, ma davvero tanto, fra le persone, sia la misericordia.
Il senso dell'altro.
14/06/2007 15:07
Zavorre...
E' difficile, davvero difficile distinguere dentro di sé la verità vera...
Passo per quella che dice sempre la verità, il più delle volte dritta in
faccia, e poi non riesco a dirmi la verità davanti allo specchio.
Il castello interiore che mi sono andata costruendo negli anni sta
vacillando di brutto ma al tempo stesso è diventato parte integrante di
un'architettura mentale consolidata. Si sono fusi pian piano valori
morali, spiritualità, cammino di fede e psicologia poco stabile facendo
di tutta me stessa un fascio assurdo di contraddizioni. Non riesco più
nemmeno io a vedere con chiarezza cosa voglio veramente, cosa sono
davvero. Chi ero e chi sono diventata nel frattempo, da dove sono
partita e chi sono adesso.
Mi creo alibi e giustificazioni ogni secondo.
Per mascherare eventuali fallimenti (notare la scelta del vocabolo 'eventuali').
Per contraffare sensi di colpa e desideri.
Natura umana e natura spirituale sono costrette a convivere sotto lo
stesso tetto ma non si possono più vedere, fanno a cazzotti di
continuo... inutile star qui a dire chi ha la meglio.
Stessa sorte per istinto e ragione.
Mi manipolo da sola i pensieri, sbandiero una coscienza cui però poi non
dò diritto di parola, è un continuo vorrei-non vorrei! Che mi sta
mandando al manicomio!!!
Il fatto è che nonostante i giuramenti, io una scelta vera non l'ho mai fatta.
E adesso sento forte la spinta verso una decisione.
Emisfero destro a favore, emisfero sinistro contro. Tutto dentro un'unica scatola cranica che non so più dove sbattere.
Il cuore? Quello, più resta imbavagliato e meglio è.
L'anima? Ha una bella pietra al collo e non è un rubino. Zavorrata.
16/06/2007 21:15
"Le saranno perdonati molti peccati, perché ha molto amato".
Dal Vangelo di domani...
19/06/2007 07:42
Sto solamente rimandando.
Continuo a considerarla una pausa.
P.s. Chi non crede negli angeli dovrebbe fermarsi a parlare con un bambino.
21/06/2007 21:43
La verità vi renderà liberi.
Sì, d'accordo, ma cos'è la verità???
Sto scoprendo a mie spese e molto faticosamente che la verità è difficile da individuare...
Viene coperta dalle giustificazioni, dagli alibi, dalle attenuanti.
Ma la verità non ha bisogno di giustificarsi! Non deve aggrapparsi a niente. E' quella che è.
Non conosce ambiguità.
Conoscere la verità significa non nascondersi dietro tante parole...
Ascoltavo il mio papà-spirituale ieri mattina nella sua catechesi e mi appuntavo queste cose:
- "Lascia che sia il Padre tuo a dirti che sei debole, non dirtelo tu, come a giustificare le tue debolezze..."
- E "non parlare della verità, lascia che la verità parli in te".
Le mie colpe personali non sono nelle conseguenze di ciò che faccio, ma
nelle giustificazioni a monte che mi costruisco per poi fare quello che
faccio.
Il Salmo che meglio testimonia questo discorso, riporta: "RICONOSCO la
mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi (...) quello che è male
ai TUOI occhi io l'ho fatto..."
Chi così pregava, non si giustificava, aveva ben chiara la verità.
E solo davanti alla verità può cominciare a entrare la Misericordia di Dio.
Altrimenti, facciamo tutto da soli!
03/07/2007 16:59
07/07/2007 17:11
Sono un pessimo esempio e sto dando una pessima testimonianza.
Meglio fermarmi un poco, con questo blog, almeno finché non rientro in me.
24/07/2007 21:46
Quello di un'anima in cammino per fortuna è un cammino...
Io mi ci guardo ancora, allo specchio. Quello dell'anima, intendo.
Anche se timidamente, anche se retaggi e precetti antichi mi fanno abbassare gli occhi.
Ma non credo sia giusto fermarsi ai retaggi, ai precetti.
L'anima va oltre così come chi l'ha creata.
Ci sono aspetti più ampi, scenografie più complesse, dietro un cammino di fede.
Li intuisco, a volte, ma non è facile operare un discernimento.
Avere occhi di verità è la cosa più difficile del mondo, la si può giusto chiedere.
O implorare, come ho fatto qualche giorno fa piangendo a catinelle.
Dove si ferma la mia comprensione, è lì che inizia la fede.
Da questo non si prescinde.
Sono in pieno travaglio... comincio a realizzare la situazione.
Qui non si scherza. Doglie e dolori, contrazioni e perdite, spasmi
allucinanti che mi stanno portando verso una spinta decisiva.
E se le cose non vanno per il verso giusto, rischio di dare alla luce un
qualcosa che sarà destinato a vivere su una sedia a rotelle, come un
vegetale.
Ma dopo tanto tribolare, oggi è successo qualcosa. Dentro di me ho sentito un 'crack' sinistro.
Veniva dalla struttura portante.
E lì ho capito che è finita davvero.
Ora si tratta solo di aspettare che i tempi siano maturi.
Ma mentalmente già mi muovo per casa con occhi diversi.
La cosa determinante è che ho capito che non importa quando ma qualcosa succederà.
Tornando al cammino... posso solo dire che in un contesto di vera
'colpa', anche lì il Padre mio aveva apparecchiato per me un cielo
stellato meraviglioso. In un contesto di vera 'colpa', anche lì non
smetteva di far vibrare di brezza estiva le foglie degli alberi sopra i
miei occhi.
Lui non smette di essere Amore.
Mai.
In qualunque situazione ci troviamo.
Siamo noi ad avere così poco amore da non capirlo.
26/07/2007 14:26
(Che poi, tutto sta a vedere qual'è la verità.
Quella verità che ci renderà liberi.
La mia verità e la Sua.
Dov'è la verità?)
Quando entro qui dentro mi fermo un istante a riflettere
e a dare voce a quella parte di me che non parla mai, mai, mai...
Quella parte di me vive con me e guarda, ma con altri occhi.
Entra dentro gli occhi della gente, si guarda e si scruta,
ma il più delle volte TACE.
Faccio come tutti parte di un disegno, solo che mentre il resto di me
parla, guida, lavora, scrive e riflette
qui dentro tace. E fa parlare un'altra voce.
(Non voglio metterti sottovetro, anima mia.
né nascondo ai miei occhi che tu ci sia.)
Ora sono terribilmente confusa.
Brancolo nel buio ma non smetto di cercare, non me lo posso impedire.
Fa parte del mio cammino, del mio disegno.
Prima o poi riuscirò a dirmi la verità.
E a uscire da questo bozzolo.
(voglio gridare)
27/07/2007 13:11
Povera famiglia mia!...
Ho avuto così tanto e con così tanta ingratitudine vivo quello che mi è stato dato!
Il consorte ha cominciato a realizzare qualcosa anche lui, non so da
dove gli sia venuto qualche sentore ma si vede che ha paura. Fa tutto
quello che per anni l'ho pregato di fare, senza risultati.
Non sgarra di una virgola.
Non chiede, si muove in punta di piedi, tenta di accontentarmi in tutto,
sta attentissimo a qualunque segnale pur cercando di non darlo a
vedere.
Ogni volta che per un qualche motivo dico "senti, ti devo dire una cosa" lo vedo impallidire.
Ma non ci posso fare niente!!!
Continuo, sì, continuo, vado avanti... anche con la sola forza della disperazione, se necessario!
Ma io non ci sono più, non sono più lì... E quella là, non sono io. Non sono più io.
Che vada avanti o meno, non significa che non sia finita, come ho già scritto.
Vado avanti e basta.
Smetto anche di farmi domande, che tanto non ci sono risposte al momento.
Tiro ancora una volta i remi in barca.
Tutto quello che posso fare è non fare assolutamente niente.
30/07/2007 22:45
Ancora cielo sopra di me.
Ancora respiro dentro di me.
Ancora tempo.
Fino a quando?
02/08/2007 08:55
Vojo il mio papà...
Quando i percorsi razionali dell'anima cominciano a prendere piede e si
incamminano verso sentieri pericolosi fatti di soli sensi di colpa o di
forte senso di inadeguatezza, è in questi momenti che ricorro con ansia a
un pensiero e mi sforzo di ricordarlo: Dio è Padre.
Siamo nati tutti figli, ma alcuni di noi hanno poi la fortuna di
sperimentare anche la paternità o la maternità diventando genitori. C'è
un motivo. C'è sempre un motivo e per quel che mi riguarda credo che il
fatto di avere avuto questa grazia, ossia generare dei figli, mi sia
stato concesso per poter comprende ancora più profondamente il concetto
di Dio Padre.
Fa parte del mio percorso interiore. Evidentemente dovevo passare per questa strada.
Così, nel momento in cui arrivo a pensare 'non sono degna, non ce la
farò mai, non sono all'altezza, sono troppo lontana, troppi peccati,
tropppe colpe...', è allora che cerco di focalizzarmi sul concetto di
Dio Padre.
Non tento di adagiarmi, non è per aggrapparmi a qualche
giustificazione... E' che davvero Dio è Padre e davvero un Padre
abbraccia sempre forte il proprio figlio e sempre lo guarda con occhi di
amore infinito, qualunque cosa egli faccia.
Cosa farei io con mio figlio? Cosa farei con mia figlia?
Non sto forse ogni santo giorno a indicare loro il pericolo tentando di tenerli lontani dalla sofferenza?
Così Lui con me.
E quando, da cuccioli presuntuosi e fragili quali sono, finiscono
ugualmente col farsi del male, non sono forse io quella che li abbraccia
ammonendoli dolcemente ma ugualmente consolandoli?
Mi guardo dal di fuori: sono scene di ordinaria amministrazione. Corrono
da me in lacrime, io mi inchino, li accolgo, gli dò tutto il senso di
protezione che posso e li cullo sussurrando "coraggio, ci sono io
qui..."
Ecco. Così Lui con me.
Se io per prima, mamma terrena e fallace in tutto, trabocco d'amore per
questi figli del mio ventre... quanto di più Dio Padre con me?
"Io ci sono" mi dice.
E io da Lui corro, dolorante, sofferente, bisognosa di tutto. Di tutto il suo Amore.
Mai come in quest'ultimo periodo mi sono sorpresa a chiamarlo Papà.
07/08/2007 08:01
Sorgente nel deserto
Con altri occhi si potrebbero vedere le profondità delle persone.
Come fossero tanti pozzi.
Come fossero una sola sete.
Scambievolmente.
Così, il pellegrinaggio per attingere
ora da uno ora dall'altro,
ci porta a chiedere e chiedere
o a dare e dare
senza nemmeno rendercene conto.
Talvolta si trova qualche profondità più fonda
e vi si attinge a piene mani
senza riserve
senza nemmeno considerane le oscurità.
Talaltra, solo accenni di scavi,
tentativi infruttuosi di ricerca personale
che ingannano, attirano senza soddisfazione
e seccano presto.
Altre volte ancora si possono scorgere profondità invitanti,
scavate dal dolore ma dal dolore stesso chiuse,
ermeticamente. Non c'è richiesta o insistenza che tenga.
Non c'è amore riversato che possa penetrare.
Ma tutti bene o male cerchiamo dove dissetarci
e tutti tentiamo di appozzare altrove
senza riuscire a bastare a noi stessi.
Eppure basterebbe trovare la sorgente...
Il rivolo inesauribile trova dimora nel più profondo
gorgoglia flebilmente proprio lì dove ognuno tocca il fondo
si lascia assorbire generosamente dalla spugna arida
di chi ormai ha smesso di cercare altrove
e s'è perso nel deserto del proprio insaziabile cuore.
Chi vi approda, trascinandosi, non ha più proprie forze,
e si abbandona perfino al pensiero di un miraggio
perché chi trova acqua nel deserto, o è folle
o è saggio.
10/08/2007 07:32
I paesaggi estivi che mi circondano in questi giorni
non fanno che ricordarmi, muti e aridi, il Campo arso dal fuoco
dove sto muovendo passi solitari e sempre più spogli.
Non ho preghiere in cuor mio né più parole.
Stanotte parto, mi avvicino alle tue vette,
circondata dal nido pieno di bocche aperte e affamate
che Tu hai voluto donarmi.
Saranno i miei occhi, Padre, la mia preghiera. Sarà il mio sguardo.
Per quanto io possa tacere in tutta me stessa,
ho ancora occhi per vedere il Tuo amore avvolgermi ovunque
e questi occhi lascio che preghino,
semplicemente guardandoti.
Grazie, dal più profondo ti rendo grazie.
Amen.
21/08/2007 22:05
Torno decisamente rigenerata.
Ti ho cercato con lo sguardo interiore mentre affacciata sulle montagne
osservavo grata e silenziosa, in procinto di partire, il tuo creato...
Quello che ti chiedo è di tornare ad avere occhi per vedere.
Lontana da Te non riesco a vedere oltre...
Quando sono tornata a letto, però, ho carezzato il volto di mia figlia e per un attimo, per un attimo ho visto.
Con le lacrime agli occhi, per un attimo ho visto tanta bellezza.
Non quello che manca ma tutto quello che c'è.
23/08/2007 17:17
Qui mi fermo, nessuna poesia. Solamente occhi e ancora occhi. Che si
riaprono piano piano. Come fosse pieno giorno. Se non mi vedo io, come
faccio a vedere gli altri? Il tempo passa, su questi occhi. Comincio a
vedere. Che quello che un tempo mi feriva, adesso, semplicemente, mi
delude. Buongiorno Stè.
27/08/2007 07:57
Non è solo 'quando meno te lo aspetti' che arriva un sollievo improvviso... a volte è anche dalle persone che meno ti aspetti.
E' stata una bellissima giornata, quella di ieri, in un terrazzo
ventilato con vista sul lago e il mio ex intento a sfornare pizza fatta
in casa. E' bastato un messaggio "stai bene?", proprio nel momento in
cui stavo davvero male. Fa piacere passare un po' di tempo in compagnia
di una persona che forse non ti conosce ancora granché bene, nonostante
tutto, ma ti capisce alla perfezione proprio perché ci si somiglia come
una goccia d'acqua. E' un legame che nel tempo non ha fatto altro che
trasfomarsi e rinsaldarsi, un legame che mio marito non potrebbe mai
comprendere e che con lui non ho mai potuto instaurare.
Ci vede soltanto l'uomo che avrei dovuto sposare prima di lui, nient'altro. Ma questa è un'altra storia.
No, con il mio ex non ci saremmo mai potuti sposare. Sarebbe stato un
inferno. Quello che è rimasto tuttavia va ben oltre. Così accade che
proprio dalle persone da cui riceviamo un grosso dolore, viaggiando nel
tempo riceviamo altrettanta consolazione. Succede.
Ne avevo bisogno.
Non parlo di 'consolazione' affettiva, avevo bisogno che qualcuno mi
ricordasse che, sì, esiste ancora un dialogo profondo fra due anime, che
c'è gente capace di dare qualcosa e di risollevare un'autostima in
frantumi anziché calpestarla per sentirsi più forte, che c'è qualcuno
che parla la mia stessa lingua e la capisce senza farmi sentire
estranea, qualcuno capace di dare anziché prendere e basta, calpestando
sensiblità, orgoglio e sentimenti. Ho fatto troppi brutti incontri, di
recente, direi da un anno e mezzo a questa parte.
Ora ritrovo un minimo di fiducia. E una carezzevole consolazione. Insieme a quella che sanno darmi tanti, tanti altri amici.
04/11/2007 20:00
E' dura. Durissima. D'altra parte nessuno ha detto che sarebbe stata una passeggiata di salute.
Ti prego, Padre mio, ti prego, aiutami. Quello che mi porto nel cuore
è un cancro contro cui tento di lottare... ma se tu non mi aiuti a
estirparlo non posso farcela.
06/11/2007 21:04
Continuo a lavorare sul discorso "vanità". Sulla sua
mortificazione... Che di questi tempi può sembrare decisamente un
assurdo: è tutto interamente finalizzato alla vanità, al punto che non è
più possibile distinguerla, selezionarla nel suo aspetto sano, naturale
o esasperato, insano. E' proprio in questo discernimento che la
mortificazione della vanità aiuta. Come dicevo già precedentemente,
basta smettere di truccarsi, di scegliere i vestiti pensando a chi li
può vedere, di acconciare i capelli... basta smettere di pensare al
proprio corpo come a una tagliata di manzo da mettere sul mercato, come a
un qualcosa da soppesare e prezzare a seconda dell'abbigliamento o del
maquillage... Sono pochi accorgimenti, in fondo, eppure innalzano.
Elevano. Portano il concetto di corpo a una dimensione di fisicità
'finita', povera e umile come è stata pensata fin dai tempi dei tempi,
prima che l'essere umano si aggrappasse agli adornamenti per sentirsi
più immortale... Insomma, a chi dovrei piacere? Chi devo attirare col
mio corpo incartato, col mio viso mascherato? Via, via, tutto via. A uno
solo devo piacere. E il mio corpo non è forse il tempio dello
Spirito? Oltre che del mio spirito? Non è forse un umile involucro in
via di decomposizione fin dal primo giorno di vita? Cosa lo addobbo a
fare?
Non è facile, va messo bene in chiaro. Non è facile nemmeno
'impoverirsi', 'spogliarsi' del proprio apparire senza per questo
perdere dignità. Per una donna, poi. Per una donna abituata a piacere...
Per una donna che cominciava a sentirsi invecchiare... Ma davvero è
tutta apparenza. Davvero è tutto 'vanità delle vanità'.
Ecco, se piacersi e piacere fa parte di una struttura psicologica cui
dipende gran parte della propria autostima, allora questa
mortificazione può diventare un buon 'digiuno'. Non devo piacere a
nessuno.
10/11/2007 15:13
Mi fermo talvolta a riflettere su questo diario spirituale...
qualcosa che parla non di me ma della mia anima, o meglio, un posto dove
le parole dell'anima vengono strappate al silenzio. E' comunque una
parte di me, una delle tante. E' un esercizio, se vogliamo. Con cui
tengo vivo quello che mi alberga nel più profondo anziché lasciarlo
latitare nel mare delle parole non dette. Ma qui non ci sono tutta io.
Il resto è fuori, purtroppo, il resto è diverso e segue altre spinte. Io
sono ciò che non vorrei e faccio ciò che non sono. Bella novità. Qui
dentro il contrasto si fa più vivo, mi costringe a un raffronto e di
tanto in tanto scado nel confronto. Tra una me e l'altra. E'
ingombrante, questo corpo che mi porto in giro. E' pesante...
Già da qualche tempo ho preso l'abitudine di occupare la pausa
pomeridiana in ufficio (giusto dieci minuti per un caffè e staccare gli
occhi dal pc) nella lettura dell'Ora Media. Saluto chi incontro poi mi
allontano. Spesso fuori, passeggiando e leggendo contemporaneamente. E'
bellissimo. Perché come gli occhi si staccano da un monitor, l'anima
stessa si sgancia dal corpo, dalla realtà circostante, libera e
scalpitante come un cane sciolto tenuto troppo a lungo alla catena.
Dieci minuti, poi torno sui miei passi e rientro nel mondo. Sono passi
più leggeri, più consapevoli, meno in solitudine di quanto possa esserlo
una passeggiata in compagnia di certe persone o guardando vetrine in
mezzo alla folla. Sento il Suo sguardo sulle mie spalle, mentre cammino,
mentre entro, mentre mi siedo, mentre saluto... E' un buon esercizio, a
dispetto di chi mi considera riduttivamente bigotta, è un buon
esercizio ricordarsi di avere un'anima e darle spazio, darle importanza.
Questa parte di me, che trova voce nel diario spirituale, è solo una
parte. Per il momento. Ma è tutto quello che mi porterò dietro dopo
questa vita.
12/11/2007 21:33
C'era un amico, a casa nostra, sabato sera... Il migliore amico di
mio marito. Con i due bambini. Appena mollato dalla moglie che se n'è
andata con un altro. Forte testimonianza, la sua. Una volta che ha
capito di non poter rimediare la situazione coniugale, ha impostato
tutto su una sola priorità: i bambini. E tutta la sua ragione di vita
sono loro, il loro benessere. Al punto di riuscire a fare buon viso a
cattivo gioco davanti a loro solamente per non causargli traumi o
semplicemente ledere la loro serenità. Stupefacente come nonostante
tutto difendesse la moglie o in qualche modo la giustificasse. Lealtà
fatta persona. Oltre alla simpatia... Diceva a mio marito "Senti, per me
la prima cosa sono loro. Se poi io mi ritrovo le corna... vabè, vorrà
dire che non ho bisogno dell'antenna per prendere i canali della tv!".
Le coppie scoppiate ci assediano! Ogni giorno ne sentiamo una, è un bollettino di guerra...
Ora, io non conosco la fede di quest'uomo ma lo vedo. Lo vedo amare
profondamente i propri figli, dedicare tutta la sua vita di adesso a
loro, impegnare ogni energia in questo. E Ti chiedo, Padre nostro
Celeste, Ti chiedo umilmente di volgere lo sguardo su queste persone...
perché, con fede o meno, amano i tuoi piccoli angeli. Li crescono, li
accudiscono, li educano, gli danno tutto il cuore. E Tu non disprezzi
nessuna forma d'amore. Con fede o meno. E' un sacrificio cui non tutti
sanno andare incontro. Tieni conto di questo sapersi donare. E ripagali.
Dona loro la Tua consolazione, possano un giorno riconoscere in Te lo
stesso amore di Padre.
Per Paolo, per Fabio, per Maurizio, per Carlo, per Luca, per
Francesco, per Enrico, per tutti i papà degni di questo nome Ti prego.
15/11/2007 17:41
Bilancia senza bilanci
Sono stata accontentata... Domani sera parlerò con qualcuno che
potrebbe cambiare il corso della mia vita. Lo avevo chiesto al Cielo, in
tutti i modi, mi sembrava l'unica soluzione possibile... ma adesso che
vengo esaudita sono assalita dal terrore. Acquisire da una parte,
perdere dall'altra.
Se solo potessi quantificare!!! Se solo qualcuno mi mettesse
sulla bilancia il peso di ciò che ottengo e quello di ciò che perdo.
Invece devo farlo da sola, tentare perfino il salto nel vuoto, senza che
nessuno venga a dirmi "così perdi qualcosa di davvero grande, unico,
importante...".
Stessa cosa dicasi per l'altro piatto della bilancia.
Non avevo mai provato sconvolgimenti interiori così forti da mettere
in discussione tutta me stessa e la mia stessa vita. Ma ho fatto tutto
da sola. E devo continuare a fare tutto da sola.
Il bivio è arrivato. Guida i miei passi, Padre...
22/11/2007 21:32
SALMO 26, 7-14 (II)
Ascolta, Signore, la mia voce. *
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»; *
il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto, *
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, *
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, *
ma il Signore mi ha raccolto.
Mostrami, Signore, la tua via, †
guidami sul retto cammino, *
a causa dei miei nemici.
Non espormi alla brama dei miei avversari; †
contro di me sono insorti falsi testimoni *
che spirano violenza.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore *
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte, *
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.
27/11/2007 07:30
Con tutta la buona volontà, sto tornando a una dimensione terrena permeata di quotidianità.
Fatico a concentrarmi ma va molto, molto meglio... La forza di dis-trazione di quella storia era spaventosa.
C'è ancora qualche filo di nebbia, tuttavia comincio a vedere meglio
quantomeno i confini... Il dolore rimane, vuoi per orgoglio, vuoi per
sentimento, rimane e mi viene presentato ogni giorno come un conto da
pagare. Non mi resta che dire "mi sta bene".
E poi sforzarmi di pensare ad altro. Ad altri.
Sforzarmi di ricordare, ogni giorno contare tutti i benefici di cui sono stata ricolmata.
No... sono incalcolabili. Quanti pensieri per me, Padre mio!
Attirami a Te...
27/11/2007 07:44
SALMO 138, 1-12
Signore, tu mi scruti e mi conosci, *
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri, *
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie; †
la mia parola non è ancora sulla lingua *
e tu, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi *
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza, *
troppo alta, e io non la comprendo.
Dove andare lontano dal tuo spirito, *
dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei, *
se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell'aurora *
per abitare all'estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano *
e mi afferra la tua destra.
Se dico: «Almeno l'oscurità mi copra *
e intorno a me sia la notte»;
nemmeno le tenebre per te sono oscure, †
e la notte è chiara come il giorno; *
per te le tenebre sono come luce.
Sei tu che hai creato le mie viscere *
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; †
sono stupende le tue opere, *
tu mi conosci fino in fondo.
Non ti erano nascoste le mie ossa †
quando venivo formato nel segreto, *
intessuto nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi *
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati, *
quando ancora non ne esisteva uno.
Quanto profondi per me i tuoi pensieri, *
quanto grande il loro numero, o Dio!
Se li conto sono più della sabbia, *
se li credo finiti, con te sono ancora.
Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore, *
provami e conosci i miei pensieri:
vedi se percorro una via di menzogna *
e guidami sulla via della vita.
27/11/2007 08:09
il Padre Nostro radicale
Madonna di Medjugorje
Messaggio del 14 marzo 1985
(Messaggio dato al gruppo di preghiera)
"(...) E allora, figli miei, è necessario che ritorniate indietro, ricominciando dalla prima classe della preghiera.
Voi infatti non sapete ciò che è fondamentale nella vita di preghiera:
pregare il Padre Nostro, pregare la preghiera del mattino e della sera,
affidarsi a me.
Dovete imparare prima questo per poter poi pregare bene il rosario.
Stasera allora proverete a pregare un Padre Nostro radicale, e non un Padre nostro pregato superficialmente.
Cercate stasera di avvicinarvi a quel Padre per il quale pregate, al
quale dovete anelare ogni giorno e del quale la vostra anima deve aver
sete.
Non lasciate che vada perso questo tempo in cui imparate ad entrare nella preghiera.
E non dimenticate: la preghiera non è completamente preghiera finché il vostro cuore non sarà felice.
Ora dunque meditiamo il Padre Nostro, frase per frase, e impariamo a pregarlo."
“Padre nostro che sei nei cieli”:
Dio è proprio il Padre vostro! Perché avete paura di lui? Tendetegli le
vostre mani perché egli si è concesso a voi come Padre e vi ha dato
tutto. Se i vostri padri terreni fanno tanto per voi, pensate quanto più
fà il vostro Padre celeste! I vostri padri terreni vi amano, ma il
vostro Padre celeste vi ama ancora di più. I vostri padri terreni
possono anche adirarsi con voi, Dio no. Dio vi offre solo e sempre
amore, misericordia e tenerezza.
“Sia santificato il tuo nome”:
se dunque il Padre celeste vi ha donato tutto, come potete non
rispettarlo, come potete non amarlo? Lodate e benedite il suo santo
nome! Testimoniate anche ai peccatori che egli è Padre, il Padre di
tutti, e come tale va servito e glorificato.
“Venga il tuo regno”:
siate consapevoli che senza di lui non potete far nulla. Siate coscienti
che se il suo regno non è presente in voi, siete deboli. I vostri
“regni” passano, il suo no. Ristabilite il suo regno nel vostro cuore.
“Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”:
pregate Dio perché vi faccia comprendere che i regni che voi vi
costruite sono destinati a finire. Fate sprofondare questi vostri regni
perché la volontà di Dio possa essere per voi l’unico vero regno.
Impegnatevi a fare subito, da questo momento, ora, la volontà di Dio.
Pregate perché i vostri cuori si aprano al Signore e possiate
rispettarlo e ubbidirgli come lo fanno gli angeli. E pregate perché qui
sulla terra tutto possa diventare santo come in Cielo.
“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”:
chiedete al Padre celeste specialmente il pane per la vostra anima.
Chiedetegli che questo pane non vi manchi mai affinché possa diventare
cibo che nutre la vostra vita spirituale e che vi santifichi per la vita
eterna. Il pane quotidiano vi aiuta a capire ciò che si deve fare ma
sappiate che questo nutrimento non vi può essere dato se non pregate.
“Rimetti a noi i nostri debiti”:
voi pregate che vi siano rimessi i vostri peccati nella stessa misura in
cui voi li rimettete ai vostri debitori, senza rendervi conto che se i
vostri peccati fossero rimessi veramente così come voi li rimettete agli
altri, sarebbe una ben misera cosa. Dio invece perdona sempre e subito
quando voi glielo chiedete affinchè anche voi possiate perdonare a
coloro ai quali finora non eravate capaci di farlo. Supplicatelo per
questa grazia!
“E non ci indurre in tentazione”:
supplicate Dio affinché non permetta che siate tentati con grandi prove.
Riconoscete la vostra debolezza. Pregatelo che possiate superare ogni
prova per non cadere in peccato.
“Ma liberaci dal male”:
Pregate Dio che vi protegga da ogni forma di male. Supplicatelo perché
vi faccia comprendere quanto di positivo c’è nelle prove che egli
permette così che possiate trarne giovamento e compiere un ulteriore
passo verso la vita eterna.
“Amen”:
Così sia, Signore! Tutto sia fatto come vuoi tu'!
10/01/2008 21:19
Va bene
Va bene.
Va bene, Cri, va bene, Clà, va bene Frà... mi riaccendo.
Anche perché spento questo blog, mi si era spenta una luce interiore. O forse si era solo impigrita.
Io sono così tante persone che non ci capisco più niente ma... resta
la mia spiritualità. Un dono che non posso 'tenere nacosto sotto il
letto come un moggio'. Nemmeno a me.
13/01/2008 21:26
Sì
La sensazione è quella di stare dentro le sabbie mobili.
Ogni sforzo è inutile, anzi, ogni sforzo pare compromettere ancora di
più la sopravvivenza. Se provo a camminare a testa alta, ecco che mi
ritrovo con le sabbie mobili alla gola. Se tento di uscirne, ecco che
sono ancora più invischiata. Per cui mi sono presa del tempo. Ho
assecondato la 'stasi'. Ho ripreso fiato. Sto raccogliendo tutte le
energie possibili per la grande fatica, per lo sforzo sovrumano che
comporterà il cominciare a nuotare come una pazza per uscirne fuori.
Basta dire sì.
A volte il travaglio che precede una decisione è lunghissimo e
doloroso, interminabile. Ci si prepara addirittura per una vita, ma alla
fine scaturisce quel sì e finalmente si rinasce a vita nuova. Quanto
tempo per prepararsi a un sì... Fortuna che il nostro è un Dio
infinitamente paziente!
Ed è solo per la Sua pazienza che ancora non mi sono stancata.
15/01/2008 20:59
27 anni di apparizioni
Ho sempre considerato con incredulità e immensa gratitudine il fatto
di essere nata dove sono nata... Qualcuno quando ha pensato a me, mi ha
voluta su questa Terra e mi ha voluta in Italia. Non solo in Italia: a
Roma. Non solo a Roma: nel mio quartiere. Dove peraltro pulsa una
comunità parrocchiale vivissima e attiva. E Qualcuno mi ci ha voluto
dentro.
Ma ieri, collegata su Radio Maria, ascoltavo l'intervista di Padre
Livio a Visca, una delle veggenti di Medjugorje... Ci si chiedeva come
mai Maria, la Madonna!, si fosse soffermata così a lungo proprio in
questa epoca.
Ventisette anni di apparizioni.
Voglio dire, in duemila anni di storia non è mai accaduto... Così, mi
ritrovo a pensare che non solo sono nata in un contesto geografico
straordinariamente fortunato, ma anche in un'epoca storica importante,
forse addirittura decisiva. Sì, perché per chi non lo sapesse, la
Madonna ha annunciato sconvolgimenti radicali per l'umanità, da qui a
poco, cui gli stessi veggenti assisteranno. E i veggenti hanno più o
meno la mia età... Che io sopravviva o meno alla storia dell'uomo, non
deve interessarmi più di tanto. Ma mi interessa pensare al pensiero che
Dio Padre mi ha dedicato collocandomi qui dove sono, fisicamente,
storicamente. E aggiungerei spiritualmente.
Dovrò rendere conto, un giorno, di queste grazie.
16/01/2008 08:47
Errata Corrige
"...ci sono altri precedenti di apparizioni durate a lungo,
come quelle a Laus in Francia, a cavallo del Settecento, che la
venerabile Benedetta Rencurel* ebbe per 54 anni..."
Fonte: http://www.medjugorjesaccolongo.it/stampaquattro.htm
* http://www.santiebeati.it/dettaglio/92051
17/01/2008 08:04
Ora Media o Extra Large?
Lunedì scorso, in pausa pranzo, piglio il mio collega di stanza
sottobraccio, gli ficco tra le mani il foglio stampato con le Lodi del
giorno e gli dico "Coraggio, andiamo a recitare l'ora media.".
Sapevo che quel giorno dovevo farlo. Così ci siamo avviati, ci siamo chiusi in macchina e abbiamo recitato la salmodia.
Fino a che non siamo arrivati alla lettura breve:
(Gc 1, 19b-20. 26)
"Sia ognuno pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all'ira. Perché
l'ira dell'uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio.
Se qualcuno pensa di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana."
Dopo qualche momento di silenzio, chiudiamo con l'orazione propria,
scendiamo dalla macchina e senza guardarci ci diciamo: "Ma perché non
facciamo come tutti gli altri impiegati che in pausa pranzo si mettono a
chattare o a navigare sui siti porno???"
E siamo scoppiati a ridere. Per non piangere.
19/01/2008 21:30
Puro sangue
Ho mollato le redini. Dopo tanto scalpitare, dopo tanta fatica a
rimanere in sella per domare e tenere sotto controllo, ho mollato le
redini. E ho fatto bene, perché sto spaziando in ambienti più aperti,
tengo ben serrata la presa sui fianchi ma stavolta non per far sentire
che sono padrona della situazione bensì per non farmi disarcionare.
Corsa libera, adesso. Emotività e razionalità. Prima o poi una delle due
avrà la peggio. E l'altra si terrà il meglio.
Tutto quello che voglio da adesso in poi è dire le cose come stanno.
20/01/2008 21:16
Rivelazioni...
Rivelazione. Dal latino, re-velatio. Velare nuovamente.
La rivelazione altro non è che una conoscenza svelata e poi di nuovo velata.
Tutto il sapere di un uomo toglie posto a quella conoscenza più vera e
profonda che invece dimora nell'apertura priva di nozioni e
condizionamenti. Beata ignoranza, in poche parole.
22/01/2008 21:30
Arriverà un momento, nemmeno troppo lontano, in cui verranno a cadere i miei ultimi punti di appoggio...
E Tu dirai "finalmente soli, anima mia!".
29/01/2008 10:01
Messaggio del 25 gennaio 2008
"Cari figli, con il tempo quaresimale voi vi avvicinate ad un tempo di grazia.
Il vostro cuore è come terra arata ed è pronto a ricevere il frutto che crescerà nel bene.
Figlioli, voi siete liberi di scegliere il bene oppure il male.
Per questo vi invito: pregate e digiunate.
Seminate la gioia e nei vostri cuori il frutto della gioia crescerà per il vostro bene e gli altri lo vedranno
e lo riceveranno attraverso la vostra vita.
Rinunciate al peccato e scegliete la vita eterna.
Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
01/02/2008 15:10
Amore...
E' così che mi parla, il Padre mio, il mio Dio... a me, proprio a me,
che vede vagare in perenne ricerca, che vede nella confusione più nera
senza tuttavia volerne uscire, appannata da una ricerca d'amore equivoca
e completamente sterile.
Io non lo ascolto! Eppure non esiste, non esiste uomo al mondo capace di dire così belle parole al suo amore...
"Le farò scontare i giorni dei Baal,
quando bruciava loro i profumi, si adornava di anelli e di collane
e seguiva i suoi amanti mentre dimenticava me!
- Oracolo del Signore.
Perciò, ecco,
la attirerò a me,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
Le renderò le sue vigne e trasformerò la valle di Acòr in porta di speranza.
Là canterà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto.
E avverrà in quel giorno
- oracolo del Signore -
mi chiamerai: Marito mio,
e non mi chiamerai più: Mio padrone.
Le toglierò dalla bocca i nomi dei Baal, che non saranno più ricordati.
In quel tempo farò per loro un'alleanza con le bestie della terra e gli uccelli del cielo
e con i rettili del suolo; arco e spada e guerra eliminerò dal paese; e li farò riposare tranquilli.
Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa
nella giustizia e nel diritto,
nella benevolenza e nell'amore,
ti fidanzerò con me nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore.
E avverrà in quel giorno
- oracolo del Signore -
io risponderò al cielo
ed esso risponderà alla terra;
la terra risponderà con il grano,
il vino nuovo e l'olio
e questi risponderanno a Izreèl.
Io li seminerò di nuovo per me nel paese
e amerò Non-amata;
e a Non-mio-popolo dirò: Popolo mio,
ed egli mi dirà: Mio Dio."
Osea 2, 15-25
03/02/2008 22:00
Non mi fermo mai volentieri sulla percezione che ho di me.
Stasera in Chiesa l'ho fatto. La mia ombra... Si muoveva... Sono io.
Che strano. Interagisco ma non ho nessuna cognizione di me. Non so
vedermi. Non dal di fuori, quantomeno. E' come se fossi tutta dentro.
03/02/2008 22:11
Vendi tutto e seguimi
Ho pensato molte volte alla conversione. Al "lascia tutto e seguimi".
Al cambiamento radicale, insomma. "Vai, vendi tutto, e seguimi".
Davvero le persone pensano che si tratti di una cosa terra terra...
Come a dire, adesso esco per strada, vendo casa, mi licenzio, abbandono
moglie e figli e me ne vado a fare il missionario.
Ti dirò una cosa: fosse davvero così, sarebbe facile.
Dico sul serio.
Perché non è questo il messaggio. Ne sono ogni giorno più consapevole.
Il messaggio è ben diverso, abbraccia aspetti del nostro senso della
proprietà che vanno oltre ogni logica, oltre ogni concezione. Vendere
tutto non significa vendere qualcosa che ci appartenga tra i beni
materiali. Vuol dire vendere la profonda e inderogabile convinzione di
essere padroni della nostra vita.
Di più.
Vuol dire mollare la certezza che questa vita sia tutto ciò che abbiamo.
------------
Vendere. Staccarsi.
Riesce a dare la vita per l'altro solo chi ha capito che questa vita non è tutto ciò che resta.
E non c'è amore più grande di questo...
07/02/2008 07:47
Ancora Quaresima
Siamo entrati in Quaresima.
L'invito caloroso della Mamma Celeste, l'insistenza delle Sacre
Scritture, tutto nella vita di un cristiano sottolinea l'importanza di
questo tempo. E' un'occasione. Più forte e significativa di tutte le
altre.
Un tempo di Grazia. Follia non accoglierlo.
Non so ancora bene come funzioni la Grazia, ma ieri sono andata alla
funzione delle Ceneri... e c'ero. Sono stata invitata e mi sono
presentata. Ecco. Ho chinato la faccia tra le mani e ho detto "Ehi, io
ci sono...".
Da quel momento mi sono sentita presa per mano, accompagnata verso un viaggio. Stiamo a vedere.
Ho ascoltato le Letture, l'Omelia...
Digiuno, preghiera, elemosina.
Cavolo.
Il tempo di Quaresima richiede una preparazione particolare e questa
preparazione è come quella di uno sposalizio... Solo che per prepararsi,
anziché imbandire rinfreschi si digiuna. Anziché far caciara, si cerca
l'intimità della propria stanza per pregare. Anziché stilare una lista
di nozze contando i doni, ci si priva di qualcosa.
Ancora prima che cominciassi a chiedermi in cosa potevo offrire un
digiuno, ieri, il celebrante ha detto subito chiaro e tondo: non c'è
digiuno che possa considerarsi tale se non è un privarsi per dare.
Altrimenti è cura dimagrante e basta.
Come se non bastasse la precisazione, ha aggiunto ciò che sosteneva
Madre Teresa di Calcutta: la carità ha tanto peso quanto fa male.
Insomma, se pensavo a un approccio quaresimale all'acqua di rosa, sono stata fermata in tempo.
Ora, qualcosina da offrire mi è venuta in mente, ma... accidenti, quanto costa!
08/02/2008 13:14
Ancora sul digiuno...
"(...) Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi
e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
E' forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l'uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato,
nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire chi è nudo,
senza distogliere gli occhi dalla tua gente?
Allora la tua luce sorgerà come l'aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà;
implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!»".
(Is 58, 1-9)
18/02/2008 15:44
Momenti
Poi improvvisamente ti tocca vivere momenti completamente lontani
dalla realtà e dalla norma, dove ogni parametro viene stravolto
dall'emergenza dell'attimo immediato, dove vorresti non avere facoltà di
pensiero e invece pensi e tieni la testa di tuo figlio o di tua figlia
tra le mani, e non sai se sei un tutt'uno con qualcosa, sai per certo di
non sapere più nulla e ti sforzi di mantenerti lucido e non ci sono
preghiere né parole, né aiuti né persone né cose né niente e riesci a
esprimere tutto il tutto del mondo in un solo lungimirnate pensiero:
mah.
21/02/2008 08:00
Lettura di oggi, guarda caso
«Maledetto l'uomo che confida nell'uomo,
che pone nella carne il suo sostegno
e dal Signore allontana il suo cuore.
Egli sarà come un tamerisco nella steppa,
quando viene il bene non lo vede.
Dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
Benedetto l'uomo che confida nel Signore
e il Signore è sua fiducia.
Egli è come un albero piantato lungo l'acqua,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi;
nell'anno della siccità non intristisce,
non smette di produrre i suoi frutti.
Più fallàce di ogni altra cosa è il cuore
e difficilmente guaribile;
chi lo può conoscere?
Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori,
per rendere a ciascuno secondo la sua condotta,
secondo il frutto delle sue azioni».
Ger 17, 5-10
21/02/2008 21:40
Sola
Sembra tornare la pace. Me lo dicono le strade illuminate di un
quartiere tranquillo, dove stasera giravo a 25 km/h guardando dentro le
finestre di altre case. Di altre case.
Ma anche qui, qui dentro casa mia, pare tutto ovattato da una calma
surreale, poco trasparente eppure concreta... La quiete dopo la
tempesta. Il ritorno alla normalità. Forse non è poco nemmeno questo.
Cosa sia "normale" non voglio chiedermelo, forse è normale un nucleo familiare rinchiuso dentro quattro mura. Forse sì.
E' pieno di mimose, il mio quartiere. E questo è periodo di
fioritura, per loro. Senza essere ancora primavera, anticipano e
gocciano oro un po' qui, un po' lì. Ci affondo il naso senza troppi
complimenti. Mi aiutano a pulsare come una larva in attesa. Marzo alle
porte.
Esco di casa al mattino quando ancora tutti dormono beati al caldo,
in questi giorni di convalescenza posso permettermelo ed è fantastico.
Devo solo pensare a me stessa, come non mi capitava da anni. Devo solo
alzarmi, lavarmi, vestirmi e uscire. E sono solo io con me. Mi sembra di
circolare in un paese straniero, col fuso orario. Estranea alla
routine. E "straniera alla terra"... Accarezzo il silenzio.
Forse sono un po' sola. Forse non mi dispiace. Forse mi viene anche
da piangere, ultimamente... ma non è dolore. E' una somma di cose
strane, è la non rassegnazione di una fine. Di un potenziale soffocato.
Di qualcosa che riposa ma senza pace.
Non c'è più niente da dire.
25/02/2008 23:36
Eccomi
C'è vita, dentro, e scorre. Non la spengo, questa vita interiore.
Continuo a camminare, con la consapevolezza - ora forte, ora sopita - di
dover prima o poi lasciare tutto quello che ho, non tutto quello che
sono. Ci sono, Papà, ci sono...
26/02/2008 20:52
Messaggio del 25 febbraio 2008
"Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito di nuovo alla preghiera e alla rinuncia.
Che la vostra giornata sia intessuta di piccole ardenti preghiere per tutti coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
28/02/2008 21:11
Non distogliere lo sguardo dal dolore
Sto lontana dalla televisione ormai da parecchio tempo, m'è presa
così. Ma di tanto in tanto arriva il marito a raccontarmi "sai cos'è
successo ieri???" così mi becco la cronaca aggiornata in direttissima.
Vorrei tanto tapparmi le orecchie ma pare sia indice di ascolto pessimo
nonché di scarsa educazione per cui ascolto rassegnata il bollettino e
con la prima scusa (aspetta, i bimbi chiamano) scappo.
L'altro ieri la fuga non mi è riuscita. A poca distanza, un giornale
dimenticato, un telegiornale dentro un bar, la strage di Fiumicino e il
ritrovamento dei due fratellini. Non ho retto. Sono scoppiata a
piangere, come credo chiunque abbia un po' di cuore. Ma la cosa
terribile è che per un istante, per un microscopico istante ho avuto la
sensazione di intuire quanta sofferenza, quanta atroce sofferenza... non
riesco a continuare.
Ma qualcosa mi dice che se noi la conoscessimo anche in minima parte,
questa sofferenza, resteremmo stecchiti all'istante. Pensare che Cristo
l'ha provata tutta e tutta insieme, quando se l'è messa addosso con la
Croce, mi lascia senza parole. Non esiste cuore d'uomo che possa
sopravvivere...
C'è un intero universo sommerso, che noi ignoriamo, di dolore
indicibile, che grida, urla e reclama giustizia. Ne siamo totalmente
all'oscuro... ma in qualche modo ci verrà chiesto di rendere conto anche
di questa ignoranza. Ignoranza troppo, troppo simile all'indifferenza.
01/03/2008 16:34
E' quello che è
Un discepolo in cerca di risposte, andò un giorno a interrogare il maestro per l'ennesima volta.
Il maestro, che aveva già dato molte spiegazioni, quel giorno disse al discepolo:
- Ora ascolta. Guarda questo fiore e dimmi: cosa ci vedi?
Rispose il discepolo:
- Bè... ci vedo la nostra precarietà, maestro.
Disse il maestro:
- Guardalo meglio: cosa ci vedi?
- Ecco..., rispose il discepolo, ci vedo il passaggio rapido della vita che sfugge dalle nostre mani...
Disse ancora il maestro:
- Sì, ma guardalo meglio. E dimmi cosa ci vedi davvero.
Il discepolo disse:
- Ci vedo... ci vedo... ci vedo il dare importanza a ciò che è
effimero, ci vedo la bellezza straordinaria del creato, ci vedo la
delicatezza di Dio, ci vedo un ciclo naturale e evolutivo del nostro
essere, ci vedo...
Il maestro disse:
- Benissimo, ma io ti ho detto di dirmi cosa ci vedi davvero.
A quel punto il discepolo chinò lo sguardo, rimase in silenzio, poi prese coraggio e disse:
- Maestro, io ci vedo solo un fiore.
- Ecco, rispose il maestro sorridendo, ora ciò che stai cercando ha trovato la sua vera risposta.
Quel discepolo, era una donna.
03/03/2008 21:08
Che schifo
Ennesima lite furibonda, ieri sera, dentro casa. Stamane alle cinque
dormivo in macchina. Perfettamente inutile qualsiasi chiarimento.
Lontana anni luce l'ipotesi di un dialogo. E' oramai un meccanismo
ciclico. Ma peggiora di volta in volta. E di volta in volta io sono
sempre più lontana. Mi chiedo come continuare a rastrellare amore da
dare a quest'uomo quando il massimo dell'amore che riesco a dare è non
divorziare. E io che mi dico che non è poco, e lui che pensa non sia
sufficiente. Naturale, per chi sa solo chiedere. Mastico amarezza ogni
giorno. Mi spiace, non esiste al mondo un uomo capace di restituirmi
fiducia nel genere maschile.
06/03/2008 21:28
Se la montagna non va a Maometto
- Salve, sono la segretaria del Dott. XYZ.
- Ah, salve.
- Senta, sono arrivati i risultati del pap-test e il dottore vorrebbe vederla.
- Sono al lavoro...
- Allora lo chiami.
- Domani?
- Tra 5 minuti.
Silenzio.
Cinque minuti.
- Salve Dottore, sono ZYX, una sua paziente, mi ha telefonato la sua segr...
- Sì, lo so, senta, qui il pap-test non va bene, ci sono degli accertamenti da fare.
- Cosa dovrei fare?
- Bè, intanto la colposcopia, poi vediamo.
- Come devo organizzarmi? Magari la prossima settimana...
- No, sabato in ospedale è meglio. Senza peredere tempo. Comunque stia tranquilla, sicuramente sarà qualcosa di virale.
- Va bene, grazie.
Considerazioni:
1) Virale di che? Sono mesi che "non conosco uomo".
2) Lo vedi che prima o poi doveva succedere?
3) Le belle notizie hanno il potere di relativizzare tutto.
4) Perché lo sto scrivendo in un diario spirituale?
5) Perché la preghiera tutt'a un tratto si è straordinariamente intensificata!!!
08/03/2008 22:15
Io e Te
"Signore, spiegami una cosa, Ti prego... ma se è vero che Tu sei dappertutto,
perché io sono sempre altrove?"
11/03/2008 15:19
Regali
Ha suonato il sole, oggi pomeriggio, a casa mia.
Gli ho aperto, perché ha suonato due volte, e mi ha lasciato una cassetta di legno sul tavolo, tutta da aprire.
Ho scartato, spago, carta e buste come una bambina quando è Natale.
E da quella cassetta è uscito il sole.
Sole di Sicilia, quanto profumo! Quanta luce! Quanto amore!
Per me? Perché?
Pacchi e pacchetti, arance e mandarini, olive e foglie sparse, un caro indirizzo.
Quanto calore!
Col sorriso sulle labbra ho addentato e odorato? occhi attenti, su
quei frutti, mani forti, schiena stanca. E poi terra e ancora sole, e
tempo, tanto, scandito dalle Ore.
Ora et labora, frate Francesco.
Ultimo delicatissimo dettaglio: una bomboniera.
Sono commossa? sono orgogliosa?
L?opera delle tue mani, il Signore rafforzi. Grazie, Francesco.
11/03/2008 21:14
Ma tu dimmi un po' che scherzi fanno certi blogger... Mi cucco il premio da FLG, lo divido ben volentieri e immeritatamente con Cogitor (per la "mente") e Cuoredipizza (per il "cuore") e naturalmente col mio fratellone Ciccio. Tutti angeli custodi terreni e forti testimonianze per il mio cammino.
Dopodiché,
se non ho capito male, trascrivo qui di seguito il regolamento. E zitta
zitta vado ad aprirmi una bottiglia per festeggiare... :)
Grazie, Flà...
Queste le regole del premio:
1.
Esporre il logo del "Premio Dieci e lode", che è il premio stesso, con
la motivazione per cui lo si è ricevuto. E' un riconoscimento che indica
il gradimento di una persona amica, per cui è di valore.
2. Linkare il sito o il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento..
3. Se non si lascia il collegamento al post originario già inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo
4. Inserire il regolamento
5. Premiare almeno un sito o un blog aggiungendo la motivazione.
Queste
regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il
premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è
necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri
farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per
mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.
Si
ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i
"Premio Dieci e lode" che vuole e quando vuole ( a parte il primo),
anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il sito o il
blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che,
naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il
destinatario non sia ancora stato premiato prima.
12/03/2008 21:48
Mea culpa
Mi dicono che sono troppo dura con me stessa.
Troppo, rispetto a cosa?
Non faccio generalizzazioni. Quello che Dio Padre ha con me è un discorso solamente tra Lui e me.
Solo noi due.
Poi con Tizio fa altrettanto e con Caio altrettanto ancora.
E io lo so, lo sento, lo vedo, che è solo colpa mia.
E' colpa mia.
E' colpa mia!
16/03/2008 13:03
"Papà... ma se lo Spirito è forte e la Carne è debole...
perché vince sempre la carne?"
17/03/2008 21:50
La Santità è sempre più lontana...
Anche questo va detto, perché è il bello della diretta in un cammino.
La
Mamma Celeste ti dice "digiunate" e tu chiedi a Madre Chiesa cosa
intende per digiuno. E Madre Chiesa accondiscende teneramente e propone
il mercoledì e il venerdì. Sa di che pasta siamo fatti: pastasciutta.
Per cui sorride con dolcezza e suggerisce un solo pasto. Fino a lì ci
può arrivare chiunque.
Così, senza stare a farti troppe
elugubrazioni mentali circa il significato ascetico/teologico/mistico
del digiuno vero e proprio, chiedi un ultimo consiglio alla Scrittura,
dove trovi scritto "non fate come quelli che digiunano e cercano di
farlo sapere a tutti, perché questi hanno già la loro ricompensa,
piuttosto quando digiunate profumatevi il capo" e fatevi belli sì che
nessuno possa dire di voi che siete persone che stanno rinunciando a
qualcosa, e il Padre vostro che vede nel segreto vi ricompenserà.
Bene.
A questo punto tu decidi in cuor tuo di praticare il digiuno. Quello
più elementare, quello che si insegna perfino ai bambini, perché tanto
lo sai, gli anni te lo hanno insegnato, che se vuoi crescere devi
ricominciare tutto daccapo, dal gradino più basso. E il mercoledì e il
venerdì digiuni.
E il mercoledì e il venerdì,
matematicamente, all'ora di pranzo si scatena il putiferio e mentre
nello stomaco hai il programma 4 della lavatrice in centrifuga, tutti,
assolutamente TUTTI quelli che ti cirondano si prodigano e si affannano
per cercare di farti mangiare finendo col prenderti in giro.
E
tu stai zitto perché il diugiuno è affar tuo e del Padre Tuo, ma,
porcavacca, la prossima Quaresima rinuncerò alla cena! Almeno lì mi
romperanno le palle solo in due!!!
20/03/2008 21:18
Ho capito che
Non riesco a guardare in faccia i miei fallimenti
22/03/2008 12:57
Buona Pasqua a chi non crede nella Pasqua
Passa pure, quando vuoi. Teorizza pure, finché ti pare. Ma sappi: che
c'è una moltitudine silenziosa, superiore in gran numero a tutti i
dubbi che tu possa avere, che dal principio della Quaresima a stasera ha
digiunato: per te. Tanto per dirne una.
Che stanotte si
inginocchierà in preghiera, mentre tu dormi, e lo farà per te. (Ti è mai
capitato di girare per la città nella notte di Pasqua? Le Chiese sono
tutte illuminate mentre il resto del mondo dorme. E tace.)
Io
non sono migliore a nessuno. Ma non mi risulta che tu abbia digiunato
per me o abbia perso il sonno per me o abbia invocato qualcuno perché su
di me scendesse la tua benedizione. Io per te l'ho fatto. Senza dire
una parola. Senza provare a convincere nessuno di niente.
Se proprio non riesci a credere, almeno fà silenzio. Almeno stasera, fà silenzio.
Quel
tizio in croce, profeta o impostore, credi quel che vuoi, è morto per
te. Un minuto di silenzio, se lo concedono allo stadio, lo puoi
concedere anche tu, no?
Buona Pasqua di Resurrezione.
25/03/2008 16:25
Chi ha spento la luce?
Mi sono persa.
Ho perso i miei giorni di sole.
C'era una strada illuminata. Io ci stavo sopra. Me lo ricordo.
Vallo a capire, dietro tanti sorrisi, tante parole, tanta quotidianità, vallo a capire il tormento nascosto di un uomo.
Tu
lo conosci. Tu lo sai. E mi conosci. Sei tenero, con me. Sei
paziente... Tu sai dove sono, a che punto mi trovo e come ci sono
arrivata. Tu sai che un conto è trovarcisi e un conto è andarsela a
cercare. Tu lo sai e credo sia una differenza che tieni in
considerazione. Tu lo sai che c'è stato un momento in cui ce l'ho messa
davvero tutta... Tu lo sai.
Io no. Io mi sono persa.
28/03/2008 22:12
Il figliol prodigo
Non è per le due settimane di pioggia che stasera mi ha sorpreso questo
cielo fitto di stelle. E' perché avevo il muso spiaccicato sopra un
campo di profumatissimo sterco. E stasera ho alzato la testa.
29/03/2008 22:05
Domani è un altro giorno
Domani, mezza giornata di ritiro spirituale.
Ci voleva. Stavo entrando in loop...
30/03/2008 17:30
De-limitata
C'è qualcosa, nel limite dell'uomo, che tende al definito. De-finito.
Non
è pensabile una situazione che non sia definita. Non è pensabile un
discorso lasciato a metà. Non è pensabile un problema che non abbia la
sua soluzione.
Eppure io sto proprio così.
E se questa non è croce, allora è inferno.
05/04/2008 21:19
No
Finché qualcuno non mi dimostrerà che sto danneggiando i miei figli rimanendo, rimango.
Finché qualcuno non mi dimostrerà che il danno di uccidergli il concetto di famiglia è minore, rimango.
Ora, devo solo trovare la forza...
07/04/2008 21:21
Non sono sola
Ma sì, la forza si trova. Si trova sempre.
Si trova anche
quando affoghi in una pozza di sangue. Anche quando non riesci a mettere
insieme due pensieri consecutivi e la testa gira, gira... ma ti
spiaccichi sulla faccia un po' di fondotinta e nessuno nota niente.
Entri in loop e sai benissimo che non sono solo termini da psicologia
spicciola, troppe cose, tutte insieme, nessuna scappatoia, tutto più
grande di te. Ma la forza si trova lo stesso.
Poi passa. Poi
tutto torna nella norma. La norma è sempre stata norma per tutti, magari
per te no ma non si deve sapere. Stavolta però c'è stata una sorta di
Abbandono che non conoscevo. Che non mi è consueta. "Confido in te"... E
tante mani che mi hanno cercata per evitare la caduta libera. Sono
piena di amici, puntellata in ogni dove. Sorretta da ombre discrete e
forti.
Non quelli che appena possono mettono parole cattive,
non quelli che preferiscono vedere una persona affossarsi e sotto sotto
ne godono, non quelli che si allontanano perché non fai ridere, non
quelli che se ti vedono in ginocchio ti spingono la testa sotto... Parlo
di parole buone. Di carezze silenziose. Di atti di stima, di fiducia.
Che risollevano il cuore.
La forza si trova sempre. Spesso, insieme a quella di chiedere.
Grazie.
10/04/2008 21:24
Così sia
Questa sono io. Con la mia storia. Che prima o poi mi riporterà da Te.
Pensavo che... quando voglio che qualcosa sia così, quando chiedo
fortemente che avvenga, quando spero con tutto il cuore che diventi una
realtà... o quando la accetto senza protestare, abbandonandomi a questa
incondizionatamente, e quando mi vengono in mente mille preghiere per
implorarla o per realizzarla o per accoglierla fino a farla diventare
mia... alla fine tutto questo si traduce solo in un Amen.
Spesso può bastare.
14/04/2008 21:25
Rotture
Sto scavando sempre più a fondo. Qualcosa mi spinge a cercare e quello
che trovo mi sorprende ogni giorno di più. E' un processo attraverso il
quale non si torna più indietro. Credevo di essere una persona vera...
ma la verità è ancora lontana. E non lo immaginavo. Sapevo chi ero, poi
mi sono persa dietro meccanismi e strutture insospettabili. Adesso la
mia vera-me si è rotta le palle. E ha deciso di uscire allo scoperto.
Troppa luce, tutta insieme. Troppo materiale, tutto da lavorare. Ma sta
uscendo. Piano piano arriverà a riconquistarsi quel diritto di vivere.
Quanto meno riuscirà a dirsi la verità in faccia.
Parola d'ordine: rompere gli schemi.
16/04/2008 22:26
Chi è in grado di contemplare la perfezione, s'innamora del difetto.
26/04/2008 22:08
“Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. (Mt 8, 20)
Di
nuovo la dichiarazione più dura: solitudine. Non c'è futuro cui
guardare. Non c'è spalla su cui contare. Nessun petto su cui riposare.
Nessun pilastro cui potersi appoggiare. Nessun riferimento che possa
orientare. Né aspettativa alcuna, né obiettivo da individuare.
No... Così non ha senso...
Così non ce la faccio...
01/05/2008 00:05
Cocci...
06/05/2008 22:41
Pane al pane, vino al vino
Sai che ti dico? Che non me ne ero proprio accorta di essere una persona così "costruita".
Troppo
forte! Davvero, sei troppo forte. Mi hai portato a smantellare
l'armatura... Colpita alla testa, al ventre e poi dritto al cuore. Si è
sbriciolata tutta la struttura.
Non mi è ancora chiaro cosa
vuoi da me. Al di là del fatto che mi sto interrogando di brutto sul
cammino fatto fino a ora, non mi è chiaro ancora dove mi vuoi. So che mi
ami, questo sì, continuo a chiamarti Padre... perché ho sentito con
chiarezza che il Tuo sguardo, per quanto possa essermi giudicata io, non
è cambiato. Continui a sorridermi amorevole, quel Tuo sorriso su di me
non è cambiato. Comincio a conoscere la Tua misericordia.
Andasse a farsi friggere la morale.
19/05/2008 15:30
Riflettendo
Sono
decisamente disorientata. Ho a che fare con una persona
semisconosciuta… a parte il fatto che devo cercare un equilibrio e ho
appena scoperto che l’equilibrio non esiste, ora come ora vorrei
piuttosto capire chi è quella che vedo allo specchio e soprattutto fare
uno sforzo immane per farmela piacere.
24/05/2008 20:57
E basta!
Sono distante.
E quello che piu' mi fa incacchiare in
questo periodo sono le persone che hanno la pretesa di alimentare le
relazioni con la sola forza del pensiero. Né rischi, né investimento, né
impegno. Nulla da offrire. Non è nel mio stile redigere bilanci, e in
piu' la cosa mi rattristerebbe, ma davvero a fronte di tanto pretendere
non c'è alcuna offerta. La forza del pensiero non mi basta, soprattutto
quando io ci ho messo invece tutta me stessa.
Andassero a farsi friggere anche gli ideali.
31/05/2008 16:08
Bè, diciamo così: sono arrabbiata. Una sorta di rabbia sorda e
latente, incapace di sfogare in una qualche modalità quella che sotto
sotto altro non è che incapacità di adattamento.
Ho provato in
qualche modo, ho provato ad adattarmi... a modularmi sulle frequenze di
qualcun altro. Non mi è piaciuto. Ho preso solo schiaffi. Ora che ho la
possibilità di prendere le giuste distanze, capisco le parole che mi ha
detto tempo fa un amico dopo aver sentito come erano andate le cose: ma
come hai fatto a sopportare una cosa simile? Detto da una donna, avrei
saputo giustificarmi. Detto da un uomo che parla di un altro uomo, non
ho potuto fare altro che tacere. E' vero. Non lo so nemmeno io come ho
fatto ad accettare, non una ma centomila cose che alla Stefania di
qualche anno fa non sarebbero mai e poi mai andate giù.
C'è
da dire che sono stata "sgrossata" da tanta prosopopea... da tanta
presunzione, da tanto giudizio. Salivo sul pulpito e sputavo sentenze.
Mi sentivo così brava e perfettina, lustravo amorevolmente la mia patina
gelatinosa di donnina-mammina-mogliettina irreprensibile e nessuno
avrebbe potuto rimproverarmi niente, tranne essere una persona
decisamente costruita, strutturata.
Ma tra questo e il
diventare qualcuno che non sono, diventare un'altra... bè, ce ne vuole.
Mi sono nascosta dietro ai sentimenti e ho fatto sì che fossero loro a
scagionarmi. Bugia. Ma la verità è anche che non sono né una bastarda,
né una bugiarda, né una puttana. E sentirmi dire "si può sempre
cominciare" non mi è piaciuto.
09/06/2008 14:02
Miseri-cordis
Ho nascosto la mia anima sotto l'ombra di una foglia. E l'ho lasciata
lì. Se Tu, Padre mio, avessi fatto la stessa cosa con me, avrei smesso
di respirare.
Non stancarti di aspettarmi... sono ottusa e
lontana, divisa e confusa, alterata come un sapore annacquato. Mi avevi
pensata con tanto amore... e guarda cosa ne ho fatto.
Miserere, Padre mio! Miserere mei...
30/06/2008 08:52
pensieri sparsi
Domenica.
Messa.
Da sola.
Tutte le volte alla fine mi chiedo come possa essere passata solo un'ora.
Tocco verità che riconosco, che mi appartengono, che per il resto del tempo per lo più dimentico.
E' dolorosa la sensazione di spreco.
Non ho nemmeno chiesto niente, stavolta. Ho abbandonato la lotta. Sono stanca.
Fai Tu.
07/07/2008 16:19
Lasciatemi in pace
Sai che c'è? C'è aria di vacanza, ecco che c'è. E' aria che mi fa
diventare spumeggiante, mi rasserena, mi alleggerisce. E' l'aria che mi
fa sentire in famiglia, dove i bimbi si sentono più liberi e sollevati,
dove ritrovarsi a camminare a piedi nudi è un must di tutti (marito
escluso...), dove ci ritroviamo più spesso e più gioiosi! E' come se
avessimo dismesso l'inverno con le sue pesanti coperte di doveri, con i
suoi mastosi depositi di scorte da portare sulle spalle, con le sue
caldaie di ghisa e di stanco calore, per toglierci di dosso ogni
pesantezza e giocare a tuffarci in piscina.
Ho messo in
cantina anche altri generi di pesantezze, ho accantonato tutte quelle
voci che danno un parere, ho inscatolato con la naftalina tanti bei
consigli e me ne sono andata in Chiesa da sola. E per la prima volta non
ho detto niente, sono solo rimasta così, in profondo e costernato
silenzio, a mani vuote. Leggere pure quelle. Che il Dio che amo mi ha
capita lo stesso e non ha smesso mai un secondo mi riempirmi delle Sue
Grazie.
L'afa non mi turba, è ben altro quello che fino a ora
mi ha soffocata. Il caldo non mi opprime, è tutt'altro fuoco quello che
mi ha scottata e ora ne ho abbastanza. Ho scrollato di dosso cappotti
opprimenti, maglioni dalle trame troppo fitte e intricate, maglie
aggrovigliate e troppo fragili... La mia pelle, alla fine è solo la mia
pelle che resta, la mia pelle è dura e viva, suda e traspira all'aria
aperta, come una ferita felice di sanguinare liberamente.
25/07/2008 07:55
2 Cor 4, 7-13
"Fratelli, noi abbiamo questo
tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza
straordinaria viene da Dio e non da noi.
Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati;
siamo sconvolti, ma non disperati;
perseguitati, ma non abbandonati;
colpiti, ma non uccisi,
portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù,
perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo."
29/07/2008 07:48
Messaggio della Madonna di Medjugorje
25 luglio 2008
Cari figli, in questo tempo in cui pensate al riposo del corpo, io vi invito alla conversione.
Pregate
e lavorate in modo che il vostro cuore aneli al Dio creatore che è il
vero riposo della vostra anima e del vostro corpo.
Che Egli vi riveli il suo volto e vi doni la sua pace. Io sono con voi e intercedo davanti a Dio per ciascuno di voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
31/07/2008 07:53
SALMO 56
Pietà di me, pietà di me, o Dio, *
in te mi rifugio;
mi rifugio all'ombra delle tue ali *
finché sia passato il pericolo.
Invocherò Dio, l'Altissimo, *
Dio che mi fa il bene.
Mandi dal cielo a salvarmi †
dalla mano dei miei persecutori, *
Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia.
Io sono come in mezzo a leoni, *
che divorano gli uomini;
i loro denti sono lance e frecce, *
la loro lingua spada affilata.
Innàlzati sopra il cielo, o Dio, *
su tutta la terra la tua gloria.
Hanno teso una rete ai miei piedi, *
mi hanno piegato,
hanno scavato davanti a me una fossa *
e vi sono caduti.
Saldo è il mio cuore, o Dio, *
saldo è il mio cuore.
Voglio cantare, a te voglio inneggiare: *
svegliati, mio cuore,
svegliatevi arpa e cetra, *
voglio svegliare l'aurora.
Ti loderò tra i popoli, Signore, *
a te canterò inni tra le genti,
perché la tua bontà è grande fino ai cieli, *
e la tua fedeltà fino alle nubi.
Innalzati sopra il cielo, o Dio, *
su tutta la terra la tua gloria.
06/08/2008 07:51
Comincio a elaborare un'intuizione... Quella che io chiamo solitudine, Tu la chiami libertà.
05/09/2008 07:56
Vacanze
L'ultimo giorno è stato il giorno perfetto. Mi sono allontanata di poco e
ho steso il corpo sull'acqua. Ho aperto le braccia e lasciato andare la
testa, facendo galleggiare ogni peso come se stessi volando. Il vociare
dei bimbi insieme al papà, il rumore del mare dentro le orecchie,
l'insenatura paradisiaca che ci ha accolti, amorevole... Ho alzato gli
occhi verso il sole e ho solo detto "Grazie, Papà...". Solo questo. Ma
con tutto il cuore.
26/09/2008 16:31
"Un uomo aveva un tesoro..."
Di tanti tesori di cui
parlano le Scritture e di tante volte che ne ho sentito parlare, solo
qualche giorno fa mi ha colpita una riflessione: io il tesoro ce l'ho.
Anzi, due.
Io ho due tesori.
Che mi sono stati affidati.
Non sono solo parabole...
Io sono una persona straordinariamente ricca.
01/10/2008 12:02
C'era qualcosa di surreale nel funerale di ieri... Stavamo lì, proprio
lì, le stesse persone, la stessa cappellina, lo stesso funerale. Ma era
lei. Era due mesi fa. Adesso è morto anche lui. A due mesi esatti di
distanza. Sono morti nello stesso giorno a due mesi di distanza. Marito e
moglie.
Lei era morta da tempo. Lui era, sì, malato. Ma in due
mesi si consumato e spento senza dare il tempo di una ripresa, di una
realizzazione...
Vedere quei 3 figli da soli, senza la mamma e il
papà, ha fatto pena nel più profondo. Per non parlare del rapporto che
ho con loro, del rapporto che avevo con mio zio. Del dolore di mia
madre.
Padre mio altissimo, consola quello che resta di questa famiglia.
02/10/2008 08:24
Sto veramente da schifo. Papà, aiutami.
07/10/2008 21:34
Autunno
Più passa il tempo e più mi rendo conto che stavolta è stata veramente dura.
Adesso,
forse solo adesso il peggio è passato. Adesso, forse solo adesso mi sto
riprendendo, con le dovute distanze. Più in là forse, forse più in là
riuscirò a ringraziare Dio per come sono andate le cose. Ma non vorrei
esagerare: un passo per volta.
E' autunno.
E nessuna foglia cade due volte.
17/10/2008 08:12
L'altro giorno in ufficio esco per fumare una sigaretta in solitaria e
mi perdo con lo sguardo nel vuoto. Era un brutto momento. Mi dicevo
"passeggero" ma era comunque uno di quegli sprazzi di lucidità terribile
che mi prende quando rimango da sola con i miei pensieri.
Il custode dell'ufficio mi vede da lontano e mi chiama.
"Hai preso il caffè?"
"No, ne prendo uno volentieri..."
Ci avviamo e mi chiede "Allora, che succede?".
Rimango senza parole.
Va bè che la mia faccia è sempre stata un dannatissimo libro aperto ma addirittura da lontano!
E poi, io non ci ho mai parlato in confidenza con quel custode!
Il tipo va dritto al punto. E mi dice "Parla con Lui. Lui sa come stai, parlaci. Col cuore in mano. Non smettere di pregare...".
Non solo non avevo mai avuto un dialogo con questa persona, non immaginavo nemmeno lontanamente che fosse di fede.
Eppure.
Eppure in qualche modo il messaggio del mio Papà Celeste si è fatto carne e ossa, mi ha raggiunta, mi ha voluto dire qualcosa.
Le Sue vie sono davvero misteriose...
Grazie, Papà. Per la mia Pace, non mi lasci mai in pace... :)
10/11/2008 07:44
Mi riesce sempre più difficile scrivere qui, quando la mia realtà
spirituale è sofferente e tutta una situazione interiore mi porta a
vivere più di sensi di colpa che di fede... I miei sono a Lourdes. Mi
hanno scritto "Siamo in paradiso" e non stento a crederlo. Sento forte
la loro comunione con me... Li ho pregati di chiedere per me la
purificazione della memoria e la purificazione del cuore. Perché sono
due cose nelle quali non posso intervenire. Non sono stata in grado di
superare i meccanismi della memoria, che condizionano pesantemente la
mia vita di tutti i giorni. E non sono stata in grado di chiudere le
porte del mio cuore a sentimenti sbagliati, che hanno contaminato
fortemente la mia interiorità. Ricordo quando il mio padre spirituale
diceva "quello che esce dal cuore è recuperabile... quello che vi
facciamo entrare, è molto difficile che possa andar via. Per questo
bisogna stare attentissimi a ciò che facciamo entrare nel nostro
cuore.". Mi aveva avvertita anche due anni fa "non dargli il tuo cuore a
questa persona"... Ma era troppo tardi. Adesso spero che la Mamma
Celeste accolga questa richiesta di intercessione.
11/11/2008 07:35
Senza parole...
E questa è la risposta che mi è arrivata da Lourdes pochi minuti dopo il mio post...
"Stretta allo Spirito Santo scendi nel cuore per vederti come ti vede il Signore
e il senso della vita è rimanere con il Signore in modo personale."
28/11/2008 07:43
Solitudine = libertà
Era come pensavo. La solitudine può diventare una forma di libertà e di
liberazione non indifferente. Posso circondarmi di folla e di affetti,
di rapporti e relazioni, ma è vano attaccarsi anche ad uno solo di
questi.
Non ai figli, non al marito, non ai genitori, non agli amici e non all'amore sentimentale in generale.
Perché è un inganno dipendere da chicchessia.
L'unico rapporto vitale è tra me e il mio Creatore. Tra il mio respiro e Chi mi fa respirare.
Quando seggo e quando mi alzo, sento il Suo sguardo amorevole su di me, sulle mie spalle curve.
E una sola certezza sostiene l'utilità della mia vita... un giorno tornerò da Lui.
Maria, Madre Celeste, possa realizzarsi nella mia vita il desiderio del Tuo Cuore.
02/12/2008 07:34
Quello che sembra un periodo di deserto interminabile, oggi, per la
prima volta dopo quasi 3 anni, lascia intravedere all'orizzonte qualcosa
di vagamente somigliante a un approdo, un paesaggio lontano di
vegetazione e umanità. Spero di arrivarci in tempo...
22/12/2008 08:46
Anno 2008
Come ho già scritto da qualche parte, non è mia abitudine fare
bilanci... Solo che quest'anno me ne sono capitate così tante, ma così
tante, che giocoforza mi sono trovata a mettere il tutto sul piatto
della bilancia e a dire "porca miseria, questo è un anno da
cancellare!".
Sì, è stato un anno faticoso, doloroso,
provato. Mi hanno inginocchiata decine di eventi negativi ma mi sono
sempre rialzata... Se devo fare un bilancio, allora posso dire che è
negativo ma non distruttivo perché ho comunque imparato qualcosa.
Ho
avuto la conferma di essere una persona forte, un'anima che non
attribuisce al suo Creatore le avversità bensì il coraggio di
affrontarle, un cervello che Dio Padre vuole sempre in movimento, una
mamma responsabile che riconosce nei suoi figli creature di Dio affidate
per benedizione, ho capito che il mio Signore "disperde i superbi nei
pensieri del loro cuore" non per punizione ma per abbracciare l'umiltà
come Lui l'ha concepita...
Ti prego, Signore mio, ti
prego, accogli questo cuore che ti consegno, fanne un cuore di carne
perché la vita e le persone non lo induriscano. Lascia che Tuo Figlio mi
rinnovi anche in questo Natale. E aiutami a compiere il Tuo volere.
"Questo Signore io desidero. La Tua legge è nel profondo del mio cuore".
Amen.
L'Augurio di un Santo Natale scenda su coloro che passano di qua.
07/01/2009 07:56
Hai fatto bene ogni cosa
Piccoli passi, piccoli messaggi, piccoli raggi di sole... Tutto si
infiltra nella mia vita nebulosa perché diventi Vita. Sono state
giornate pesanti, di totale annullamento, vissute tutte per la famiglia e
i bambini, giornate serene, senza discussioni, giornate di coccole e
premure e tanta dolcezza, giornate animate da questi due angioletti
meravigliosi che meritano tutto il possibile da parte di noi genitori.
La sensazione di tornare a casa, a lavorare, con i miei vicino casa e
gli amici, mi ha fatto rendere conto che in due settimane non ho parlato
con un cane! Ma va benissimo così. E, a sorpresa, una Messa prima di
andare in vacanza, dove il messaggio che mi è arrivato forte e chiaro,
dritto al cuore, è stato: Dio non si è sbagliato.
08/01/2009 08:13
Avevo chiesto. All'epoca avevo chiesto al Padre di mostrarmi la strada. Avevo chiesto fortemente l'amore.
Dio Padre mi ha ascoltata. Solo che "i Suoi pensieri sono distanti dai nostri pensieri come il cielo sovrasta la terra"...
Il
Suo concetto di Amore - da cui concezione e concepimento del Suo figlio
unigenito Gesù - è lontano anni luce dal mio schema di amore. Solamente
se mi ci affianco, solo se mi fido, posso capire.
Diceva un padre spirituale "bisogna fare moooolta attenzione a quello che chiediamo a Dio nelle nostre preghiere".
E' vero.
Lui, il Verbo, vuoi che non ci prenda alla LETTERA??? ;)
12/01/2009 08:04
E andiamo
Può sembrare strano ma quando mi ritrovo a camminare da sola anche solo
per pochi minuti, mi guardo dal di fuori... Vedo una mamma ma non sono
solo questo. Vedo una donna che va a lavorare ma non sono solo questo.
Vedo una persona che si relazione con centinaia di altre persone ma non
sono solo questo. E vedo un respiro vitale voluto dal Padre Celeste.
Questo sono.
Sto acquistando piano piano maggiore sicurezza...
Tra poco arriverà il momento di concretizzare un'apertura verso gli
altri; necessaria, indispensabile, se davvero sono un'anima in cammino.
Non ci si può girare intorno all'infinito.
23/01/2009 08:13
Come il cielo sovrasta la terra, così i miei pensieri...
Sorrido pensando a chi ero e cosa volevo una dozzina d'anni fa.
Ero in cerca dell'amore con la A maiuscola... Lo chiedevo insistentemente al Padre mio...
Con
gli anni ho dovuto toccare con mano la differenza tra i miei e i Suoi
pensieri. E mi sono ribellata fino allo stremo, lottando, protestando,
disperandomi.
Adesso come adesso comincia a togliersi da davanti
gli occhi il velo. Amore chiedevo e Amore mi ha dato. Non c'è ombra di
dubbio. Restano pur sempre misteriose le Sue vie ma... fino a un certo
punto.
Di sicuro ho fatto tesoro di un prezioso insegnamento: meglio pensarci tre volte a ciò che si chiede a Dio Padre.
Lui, che è il Verbo, vuoi che non ci prenda alla LETTERA???
27/01/2009 14:36
Citazioni per ridere
Le colpe dei padri ricadono... sulle nuore!
p.s. il che significa che non tutti i mali vengono per suocere.
12/02/2009 07:54
Momenti
Mentre la voce vagamente severa del pastore predicava, io sentivo nascere dentro di me questa preghiera.
"Non ho paura, Padre mio.
Tu sei il mio Papà, non ho paura.
Non ho paura del giudizio inappellabile.
Non ho paura della condanna irreversibile.
Non ho paura nemmeno del male degli uomini.
Io sono un'ignorante, Padre...
Ma non ho paura. Perché Tu sei il mio Papà.
E mi insegnerai."
17/02/2009 07:42
Figli
Padre mio,
rendi le mie mani
capaci
di restituire alla Tua Luce
queste due anime
che mi hai affidato.
14/04/2009 08:02
Domani
In completa solitudine, nel silenzio del mio letto, ieri sera pensavo.
Se c'è un momento, uno solo, della giornata in cui posso riconoscermi
credente, è quando sto per rendere il mio corpo al riposo del sonno e mi
rivolgo a Dio Padre... Così, anche ieri, pensavo a Lui. E pensavo a
quanto deve essere simile il momento della morte a quello del sonno.
Quando ci abbandoniamo a uno stato di incoscienza in cui non siamo più
padroni di niente.
La differenza è solo nel risveglio.
Anni
di abitudine sperimentata ci donano la sicurezza di un risveglio certo
nel mondo certo che viviamo quotidianamente. Sicché riusciamo a dormire
tranquilli solo e unicamente grazie al fatto che siamo ben consapevoli
di risvegliarci esattamente dove ci eravamo addormentati. Il sonno
diventa una pausa fra il dove eravamo rimasti e il dove proseguiamo.
Perché non dovremmo pensare alla morte allo stesso modo?
Mi
chiedevo come sarà, come sarà quel momento. Quando dovrò affrontare un
risveglio ben diverso dopo il sonno. Il senso di solitudine ieri è stato
fortissimo.
Ho pensato che la cosa più dolorosa sarà il
distacco. Da chi amo. Dalle certezze. Dal quotidiano. Dalla
consapevolezza terrena. Da ciò che sono e che da sempre sono stata
abituata a essere.
Certo il dolore più forte deve essere quello.
Ma anche l'incertezza e il terrore di ciò a cui si va incontro.
Guardarsi indietro e guardare avanti. Sospesi.
So chi sono ma... Cosa sarà di me?
E
se da una parte è ben chiaro ciò che si lascia, determinando con
estrema chiarezza i nostri attaccamenti, dall'altra è solo fede ciò a
cui si va incontro. Determinando con estrema chiarezza quanta poca fede
abbiamo.
Ora. Se conosco (se) bene tutto ciò e tutti coloro da
cui mi distaccherò quel giorno... posso dire altrettanto di Colui cui
andrò incontro?
Perché è tutto lì. Conoscerlo. Conoscere il Dio
Padre che ci ha creati e che ci ha richiamati. Ricordare che se da Lui
veniamo, a Lui torniamo. E a Lui solo.
Chi è questo Dio a cui tornerò dopo la vita?
Chi guarderanno i miei occhi aprendosi dopo il sonno? Chi abbracceranno le mie mani?
Ora
come ora, quando apro gli occhi tutti i miei pensieri volano ai
bambini. E si nutrono di una incosciente certezza: alzarmi, andare da
loro e abbracciarli. Dargli il buongiorno e aiutarli a vivere insieme
una nuova giornata.
Loro, il mio cuore. "Dov'è il tuo cuore, lì è il tuo tesoro".
Ma i miei figli... i miei figli non sono altro che espressione vivente del mio Padre Celeste.
Così come tutte le cose meravigliose che fanno parte di questa mia vita.
Quando
dovrò lasciarli, o quando loro lasceranno me, quella che noi chiamiamo
morte sarà in vero un ricongiungimento alle membra di Dio. E un tornare
alla fonte di Vita, anziché abbeverarci ai rigagnoli estremi.
Ma questo Dio, questa Fonte, questo principio di creazione, lo conosciamo?
Sappiamo chi è Colui a cui ritorneremo? Colui a cui siamo chiamati, fin da nati, a ricongiungerci?
Come possiamo desiderare di andare incontro a chi non conosciamo?
27/04/2009 14:14
Riposo
Il fine settimana sui monti è rigenerante a livelli inimmaginabili. Sui
monti siamo noi, noi quattro senza interferenze. Senza cellulari, senza
conoscenti, nemiciamici, parenti. Senza preoccupazioni di lavoro, senza
voglia di stare a contare i soldi. I bambini fringuellavano felici, il
consorte passeggiava col cane e il corriere dello sport.
Mi sono riposata. E non credevo di averne bisogno fino a questo punto.
Ho dormito fino a non sentirne più voglia e dopo essermi svegliata ho dormito ancora.
Mattina, pomeriggio, sera.
Mi sono trascinata con un senso di spossatezza ottundente, la testa girava pesante.
Tuttavia senza pensieri. Senza scadenze. Senza obblighi.
Nel pomeriggio di sabato li ho mandati a fare una piccola escursione,
loro tre da soli. Andate, per favore, io ho fatto tutto quello che
dovevo e adesso voglio stare sola.
Così, dopo essermi infilata gli scarponi, ho chiuso la porta alle spalle e ho imboccato il sentiero dentro il bosco.
Girava, quand'ero ragazzina, un test sulla personalità che tra le varie
cose chiedeva: descrivi come immagini il tuo bosco ideale. A seconda di
come lo descrivi, quello rappresenta gli ostacoli della tua vita, come
li vivi e come li affronti, cosa pensi di loro...
Così ho imboccato il sentiero dentro il mio bosco ideale.
Un'abetaia fitta, che lasciava svettare cime slanciate tra un raggio di sole e l'altro.
Colori opachi, profumi intensi.
Ero sola. Completamente sola...
Mi sono sentita improvvisamente bene. E non credevo di averne bisogno fino a questo punto.
Riuscivo a sentire a fatica perfino i miei passi, ovattati da un sottobosco umido e molleggiato.
Pochi metri e già non si vedeva più nulla, a parte alberi maestosi, solenni.
Pochi metri e già non si sentiva più nulla, a parte mille cinguettii differenti.
Ho sentito il bisogno di abbracciare un albero. Il tronco ruvido e
solido si è lasciato circondare dalle mie braccia, confortandomi con
una punta di calore, paterno e secolare. Ho sorriso chiudendo gli occhi.
Poi ho trovato una piccola radura, dove si stendevano migliaia di foglie
secche, un fitto tappeto da camera da letto all'aperto... mi ci sono
sdraiata.
La trama morbida del giaciglio mi ha accolta e, terra sulla terra, ho riposato.
Quando ho aperto gli occhi ero circondata dal sorriso delle cime, il sole tramontava...
Ho pensato "Ecco. Se potessi avere la grazia di scegliere i miei ultimi
istanti, mi farei portare qui. A morire. E a tornare parte di questo
meraviglioso universo.".
Se devo pensare alla mia vita, passeggiarci dentro mi fa vedere chiaramente che è stata per lo più un'esistenza d'amore.
06/05/2009 08:08
Nessun nome che non sia Dolore
Sto facendo l'errore di non abbandonare al Padre mio il dolore che sto
vivendo intimamente... in quanto non lo considero lecito. Al contrario,
lo considero illecito e profondamente ingiusto. In definitiva che dolore
è? Non dovevo nemmeno mettermici, in questa situazione.
Non lo so...Dovrei allora considerare ben altre sofferenze, tutte
"lecite" e forse guardate con tenerezza da Dio Padre, che davvero è
vicino a chi soffre, con amore paterno, indulgente, consolatore...
Ma mi metto come al solito su un piedistallo di giudizio ipocrita. Non
sono nessuno per giudicare me stessa. Pur condannandomi da sola nella
disobbedienza di un comandamento, non posso giudicarmi.
Piuttosto, il dolore forte che provo e che mi lacera il cuore ogni giorno, non è forse dolore e basta, ai Suoi occhi?
Lecito o meno, la Fede dovrebbe insegnare al mio spirito che nessuno dà
un nome alla sofferenza. E che messa tra le mani di Dio Padre, può
diventare solo la sofferenza di un figlio che soffre e che piange sul
Suo grembo, così come io stessa lascerei mio figlio piangere tra le mie
braccia al di là del nome che può avere quel dolore.
Papà, tu puoi tutto... Prendi questo mio male, prendilo, te lo consegno
come il bottino rubato che mi si ritorce contro insieme a mille sensi di
colpa e mille rimpianti, e che mi fa soffrire di pena indicibile...
Prendilo Tu. Fanne ciò che credi, so che puoi trarne il bene nonostante
tutto, nonostante me. Lascia che io pianga con il capo poggiato sulle
Tue gambe. Fà che io accetti non il mio ma il Tuo perdono. E che mi
abbandoni finalmente alla Tua misteriosa, misericordiosa consolazione...
25/05/2009 08:00
L'otre si è rotto.
Va bene. Adesso basta. Si comincia un nuovo cammino. Una nuova vita. Basta così...
Stammi vicino.
08/06/2009 08:32
O fuori o dentro
Al Sacro Speco di Narni seguo una Messa con i bambini e i miei genitori
in assoluta pace. I tornantini che portano alla chiesetta in pietra mi
fanno sempre immaginare il "poverello" che vi si inerpicava a piedi
incurante del caldo o del freddo. A piedi. Raggiungeva le sue pietre e
ci si accoccolava dentro. Era innamorato...
Il frate che celebra è un degno esempio di quello che rappresenta uno
degli ordini più affascinanti a mio avviso. Rapisce, con le sue parole.
Perfino i bambini, che per rimanere tranquilli disegnano su un foglio,
si sporgono per guardare chi è che parla così. Poi mi accompagnano alla
Comunione. "Mamma, ma quella è la coppa Uefa?" mi dice Davide indicando
il Calice. Lo guardo un po' stralunata.
Al termine della Celebrazione se ne vanno tutti verso la macchina, io mi
attardo a guardare il verdissimo paesaggio umbro, a muovere qualche
passo nel chiostro dove i frati passeggiano, a sbirciare attraverso la
porta dove c'è scritto "calusura". E li invidio. Quanto li invidio.
26/06/2009 09:02
Vacanza dentro e fuori
E cosa è la famiglia?
Mi sono dilungata in pensieri che mi hanno ricondotta ad antiche
istituzioni... l'uomo ha da sempre messo in discussione il matrimonio.
Mai la famiglia. La famiglia è riconosciuta nel DNA, fa parte del genere
umano fin dalle sue prime evoluzioni, da che è nato... l'uomo E'
famiglia.
Ci si può attaccare e staccare da tutto, non dalla famiglia. La famiglia è scritta nel cuore.
E io?
Io seguo i medesimi suggerimenti dell'istinto primordiale. Posso
disconoscere la mia unione coniugale ma non la famiglia che da essa è
nata.
E per questa mia famiglia, io stessa sono nata.
Non solo una missione ma una vera e propria vocazione.
Cui ho risposto senza difficoltà fin da subito.
Se pure ho messo in dubbio talvolta questo cammino, rimpiangendo
l'incognita di una vita indipendente, sono poi tornata sui miei passi.
Non quelli della strada fino a ora ma quelli tracciati da oggi in poi.
E' difficile da spiegare...
Mercoledì porto la mia famiglia in vacanza. Una parentesi insperata e
non programmata che ci vedrà tornare ai posti dello scorso anno. Quando
ancora stavo bene e il mio cuore era ancora in piedi.
Alle sette del mattino sarò sul ponte di un traghetto, avrò valigie e
zaini sulle spalle, voci che mi chiameranno di continuo. E io
risponderò. Perché il loro chiamarmi è quello a cui sono stata chiamata.
Non mi guarderò indietro, guarderò avanti.
A metà luglio mi trasferirò, di notte, come i fantasmi che non lasciano tracce, in montagna.
Lì sarò da sola con i miei cuccioli fino alla fine di agosto.
Ma ho invitato un sacco di gente, non credo che soffriremo la solitudine.
E stavolta metterò in valigia tutto quello che ho, non quello che avrei voluto né quello che mi hanno tolto.
Buone vacanze, ci si rivede a settembre.
S.
10/07/2009 22:21
Non solo vacanza.
Finalmente fa fresco.
Sono sotto un gazebo, il rumore del traffico nella strada principale adiacente si sta diradando. Cicale.
Abbiamo camminato per viottoli di granito rosa che personalità
incredibili hanno calpestato prima di noi, (ma le personalità sono
persone e ogni persona è una personalità) abbiamo rinfrescato la testa
sotto lo spruzzo di una pompa dedicata all'area di sosta dei cabinati,
abbiamo cercato riparo tra oleandri e bouganville lussureggianti.
Ci siamo fermati per guardare dall'alto scogliere magiche, ci siamo
lasciati ipnotizzare dalle sfumature del turchese, ci siamo tuffati
dentro piscine che solo madre natura è in grado di forgiare e poi
incastonare... Noi quattro.
Potrebbe sembrare tutto estremamente poetico se non fosse per l'altra
faccia della medaglia, che poi significa soldi che non bastano mai,
capricci iterici, zaini di piombo solo sulle mie spalle, bucati e sabbia
e docce e pavimenti da lavare, marito come sempre poco collaborativo,
liti estenuanti tra fratelli, mal di schiena, notti quasi completamente
insonni.
Eppure, quando mio figlio grande ha visto la pubblicità di una riccona
felice e mi ha detto "vorresti essere al posto di quella lì, vero?", io
ho risposto "vorrei essere dove sono".
Sono dove sono. Dove sono, è dove voglio essere.
Le risposte cattive sono lontane, rimbalzano come un'eco vuota. L'ultimo
sms acido l'ho spento dentro un tuffo celeste. Il cervello torna piano
piano alla sua normalità, a un equilibrio dimenticato... fatto di
persone capaci e generose, di cuore gonfio e sazio, di rapporti
rilassati e gestibili, di relazioni umane senza battaglia e senza
fuochi.
Mi sembra di essere uscita da una trincea.
Adesso, adesso è normale. Adesso è pace.
17/07/2009 21:54
E quindi tornammo a rimirar le stelle...
Dunque sei Tu... proprio Tu, Mamma Celeste, a pregare per me. Sei stata
Tu a farlo sapere, sei stata Tu a chiamare. Guarda fin dove arrivano i
bordi del Tuo manto...
A chi mi dice "affida a Lei", non oso rispondere che già lo faccio. Se
qualcuno me lo ripete, vuol dire forse che non lo faccio abbastanza?
Ieri sera Ti affidavo l'anima di Giuliana. Ti chiamavo Ponte tra noi e il Regno.
Mamma Celeste, Madre mia altissima... certo che ti affido tutto, tutta
me stessa. Tutta la mia storia, tutti i miei errori. Sento, e da poco,
che non mi giudichi. Sento che ogni cosa è più alta di quello che posso
pensare.
Madre mia, guarda come sono forti le tentazioni!
Ero contenta di tornare a casa e subito sono stata investita dalla rabbia.
Ancora lontano un equilibrio. Mi aspettavo tanto da questa settimana di
montagna coi bambini e invece ho dovuto tenere la testa rivolta verso il
basso, senza riuscire nemmeno a dare una minima testimonianza.
Sono affranta e demoralizzata. Non dovrei... Quanto mi manca parlare cuore a cuore con Te... al Tuo cospetto.
Invece tutto quello che faccio è alzare gli occhi verso le stelle, ogni
sera, prima di andare a dormire, e guardare. E sussussare che, sì, ci
sono. Sono una Sua creatura. Con tutto il cuore, o quello che ne rimane.
19/07/2009 19:38
Avanti
Non importa quanto tempo debba metterci.
Non importa quali risultati possa raggiungere.
Non importa quanta fatica costerà.
Non importa. Non sarà questo a fermarmi.
E non mi fermerò.
23/07/2009 22:29
A rapporto da me
Perché quest’ansia da perfezione, non lo capisco.
Avevo mille propositi in mente, quelli che può
avere un genitore quando lavora tutto un anno e poi si ritrova due mesi
di grazia con i figli in vacanza…
Mi ero creata diecimila aspettative, tutte verso di
me, dove sarei riuscita a fare questo e quest’altro, dove avrei
recuperato una serie di cose…
Insomma, Micaela ancora non parla bene, Davide deve
riempire diverse lacune scolastiche, il rapporto tra loro due è pessimo
e in perenne competizione, non gli parlo abbastanza di cose più alte,
spirituali, importanti… mentre invece conoscono a memoria le pubblicità!
E io stessa volevo approfittare per fare del movimento, rimettermi in
sesto la salute… sia fisica che mentale. E buttare al cesso tante
immondizie.
Ecco, come ci si trova di solito il 31 di dicembre
davanti a uno stuolo di buoni propositi, io stavo così, guardando a
questo periodo.
Poi.
Poi mi sono ritrovata con la schiena di nuovo a
pezzi, le passeggiate limitate, la voglia di fare e il blocco mentale di
non riuscire… L’entusiasmo spezzato da uno sguardo che ogni tanto si
perde ancora nel vuoto a pensare… La paura di sprecare del tempo
prezioso che non tornerà, i momenti di riflessione e di spiritualità
sotto i piedi…
Pretendo troppo? Non lo so!
I cuccioli sono sereni, in qualche modo faccio lo stesso qualcosa ma non so se basta! Non mi sento sufficiente…
11/08/2009 00:08
Giro di boa
Sto bene.
Doveva andare così.
Adesso che finalmente contraccambio il disprezzo di chi disprezza, mi sento più sollevata.
Era necessario.
Che senso aveva dare "perle ai porci"?
Il punto di rottura ringraziando il Cielo è arrivato. Colpa di una mia
stupidaggine o colpa di anni e anni passati dietro a uno stupido.
Quello che mi resta da fare ora è trovare il coraggio di tornare a
scrivere qui, tornare a scrivere le parole della mia anima e della mia
fede, senza sentirmi un'ipocrita.
Cercando di ridimensionare tanto rancore per poi convogliarlo nella sua giusta collocazione.
Tornerò prima o poi alla mia pace...
30/08/2009 22:15
Due mesi!!!
Quello che dovevo fare, l'ho fatto. Mi pare. Voglio dire, ho fatto la
mamma. Per esempio. E non sono stata forse chiamata per questo? Non è
forse questa la mia vocazione?
Sì che lo è.
E' la mia vocazione di adesso, di questo periodo, di questa fase. Poi ce ne saranno altre.
E mica siamo chiamati a una cosa sola.
Anche se, facendo il verso alla pubblicità, una vocazione è per sempre.
Comunque, ho fatto la mamma, quella vera, per due mesi interi. Non un
giorno di più e non un giorno di meno. La mamma che sta a casa, pensa ai
suoi bambini e toglie dalla testa qualunque altra cosa.
Non ho nemmeno letto libri o scritto cose o divagato con la mente
altrove... Il massimo della distrazione sono state le parole crociate. E
le pulizie di casa.
Ma, insomma, non credo proprio di avergli fatto mancare niente.
Due mesi.
Sentivo che era un investimento da fare. Tutto per loro. Poi, cosa ne
verrà fuori, ci penserà Lui. Il Padre Celeste. Il Padre mio e Padre
loro.
Adesso che siamo al termine, guardo alla ripresa del lavoro con un po'
di preoccupazione... Ma è anche vero che fisicamente comincerò
finalmente a riposare!
Devo aggrapparmi con tutte le forze alla preghiera. E da stasera, vai col Breviario! :)
Grazie, Padre mio. Nulla mi manca...
05/09/2009 18:22
Padre mio...
Mi sono dovuta giocoforza reinserire nel mondo lavorativo. Ma mi porto
dietro un bagaglio discreto di profonda serenità interiore e lo schifo
che vedo non mi tocca ancora.
Nel weekend mi sono dovuta giocoforza fermare, a letto, dolori atroci
alla schiena che oramai mi hanno fatto dimenticare cosa sia un buon
sonno ininterrotto da due mesi a questa parte. Così tutti sono alle loro
attività, festicciole di compleanno, incombenze, incontri vari, mentre
io sto qui a scrivere stretta nella morsa di un bustino troppo severo.
Ma quello che sono nel mio corpo mortale non rispecchia nemmeno lontanamente ciò che vive il mio spirito interiore.
Guardo sorpresa i piccoli passi della mia anima, che finalmente, timidamente, torna alla sua pace.
E Ti cerca, Padre glorioso, Ti cerca per renderti grazie, per
accoccolarsi tra le tue braccia senza alcun timore. Tra le Tue braccia
torno bambina, il senso di protezione è soave... Mi cullo beata,
viziata.
Quanto sei stato buono con me, Padre mio!
Come è possibile non fermarsi a contemplare la Tua bellezza?
Ti trovo ovunque. Bellissimo. Forse non mi fermo a fare due chiacchiere
ma... Tu sei dovunque, in ogni attimo della mia esistenza. Nel mio
respiro che solo a Te deve vita, nei miei passi, claudicanti o meno, che
mi fanno sentire osservata dall'alto con dolcezza, con paterna premura.
Sono un'anima fortunata. Ingrata, sicuramente. Ma... non c'è nulla che possa ripagarTi del Tuo essere Amore.
Io prendo. Come un bambino mai sazio e egoista. Prendo quello che vedo e
quello che non vedo. Con le mani sempre rivolte verso l'alto, il palmo
all'insù, attendendo il dono, vivendo la vita.
Ti amo, Padre mio celeste.
09/09/2009 08:08
Medjugorje, messaggio del 2 settembre
Messaggio del 2 settembre 2009 ( Mirjana )
"Cari figli, oggi vi invito con cuore materno a imparare a perdonare completamente e senza condizioni.
Voi soffrite ingiustizie, tradimenti e persecuzioni, ma per questo siete più vicini e più cari a Dio.
Figli miei, pregate per il dono dell’Amore, solo l’Amore perdona tutto, come ha fatto mio Figlio, seguite Lui.
Io sono in mezzo a voi e prego perché quando sarete di fronte al Padre
possiate dire: 'eccomi Padre, ho seguito tuo Figlio, ho amato e
perdonavo col cuore perché credevo nel tuo giudizio e confido in te'.".
Amen
12/10/2009 21:05
Mio rifugio
"Figlio, quando ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione...".
Si vede che sapevi il fatto tuo, Papà, quando ispiravi queste parole. E'
così. Mi presento, armata di tutta la mia buona volontà, ed ecco che il
Leone Ruggente affila i suoi artigli.
Non mi allontano dalle tue ali, Papà... Per trovarvi riparo, mi sto
spogliando di tutto. E resto aggrappata, so che hai cura di me. Di ogni
mio affanno. Perché sei un Padre buono...
C'è aria di tormenta, tutto intorno a me. E vedo cadere ad uno ad uno i punti di riferimento.
Ma sono sotto l'ombra delle tue ali. Non ho paura. Non mi sento sola.
02/11/2009 21:59
Tutto è Grazia
Non sbadatamente mi hai creato, o Dio...
Non distrattamente vivo.
"Tutto è Grazia".
28/11/2009 13:58
In-fedele
Sì, mi sento infedele.
Anche se poi oggettivamente non lo sono.
Ma Tu non fai distinzioni tra pratica e teoria.
Non mi nascondo dietro un dito, non ci provo nemmeno, Padre mio.
So bene di non esserti fedele.
Sei forse Tu la prima persona a cui penso quando mi sveglio al mattino?
E quando la sera mi corico... e mi traccio una piccola croce sulla
fronte per cercare la tua benedizione, lì mi accorgo che è passata tutta
una giornata senza che io Ti pensassi.
Sono distratta e dis-attratta. Perché?
Come può avere il potere una qualsiasi altra creatura di distrarmi dal Creatore?
E' stupido.
E' superficiale.
E' vano.
E' una specie di corrente alternata interrotta.
Solo quando entro in una Chiesa, rientro in me.
E solo lì capisco che è lì che dovrei essere ogni giorno...
Ma io non sono diventata Chiesa Tua, Padre mio. Sono diventata un tempio dove si mercanteggia.
Dimentico le profondità che mi appartengono... quelle in cui Ti trovo, silenzioso e accogliente.
Padre, perdonami...
Padre, aiutami a perdonarmi...
20/12/2009 21:50
Forse è vero
...che mi sono chiusa, intendo. Forse è proprio così.
Un'amica lamentava la mia latitanza qualche giorno fa... Dai blog, dai post, da facebook, dalle chat, dalle mail, ecc. ecc.
Ecc. ecc. non è un mezzo di comunicazione, sta per eccetera eccetera.
Il fatto è che non mi interessa.
Primo, non mi interessa comunicare.
Secondo, ho ben poco da comunicare.
Credo di aver già dato.
Ora è tempo di sedersi e riflettere, guardando le acque del fiume
scorrere, senza piangere... ma solo così, col viso tra le mani a
guardare, come fossi un bambino.
La sensazione è quella di aver fatto tutto il possibile. E di continuare a fare tutto il possibile.
Ma non chiedo di più a me stessa e evito chi mi chiede di più, come la peste.
Le energie sono quelle che sono.
Poche. Doloranti. Stanche.
Ci sono ma tutte concentrate su chi ha bisogno davvero di me, al 100%.
Sono andata a confessarmi, stasera...
La parola "infedele" è ancora presente nel mio dialogo con Dio e con la
Chiesa. Ma finalmente appare più lontana, come appartenesse a qualcosa
che rimarrà certamente una macchia ma non una realtà viva.
So che Qualcuno ha già pagato, per questo, al posto mio.
Questo Qualcuno mi ha teso la mano ancora una volta, in occasione dell'Avvento... Non mi sono tirata indietro.
Questo Qualcuno il 24 notte tornerà a nascere, ancora una volta.
Lo sto aspettando... con la serenità nel cuore.
29/12/2009 08:28
Messaggi della Madonna di Natale 2009
Cari figli, in questo giorno di gioia vi porto tutti davanti a mio
Figlio Re della pace affinchè vi dia la sua pace e benedizione.
Figlioli, condividete questa pace e benedizione con gli altri
nell’amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
.....
Cari figli. In tutto questo tempo in cui Dio in modo speciale mi
permette di stare con voi, desidero guidarvi sulla via che porta a Gesù e
alla vostra salvezza. Figlioli miei, solo in Dio potete trovare la
salvezza, e per questo specialmente in questo giorno di grazia con il
piccolo Gesù tra le braccia vi invito: permettete a Gesù di nascere nei
vostri cuori. Solo con Gesù nel cuore potete incamminarvi sulla via
della salvezza e della vita eterna. Grazie per aver risposto alla mia
chiamata.
18/01/2010 12:55
Presa di coscienza
Sono state e sono ancora giornate durissime, dove mi sono scontrata
contro una rabbia fatta tutta di non-accettazione, intolleranza,
insofferenza e enorme senso di frustrazione.
A ondate, il mio sconteto velenoso scoppiava e si allontanava, scoppiava e si allontanava.
Senza tregua, senza pace. Né per me né per mio marito, né per i bambini.
Sono oggettivamente assurde le condizioni che quest'uomo detta in casa.
E' assurdo e paradossale non solo quello che fa ma anche quello che è. In ogni sua fibra.
E io ho reagito come si reagisce a un vero e proprio sopruso.
Senza riuscire materialmente a contenermi, a controllarmi.
E' andata così praticamente tutta la scorsa settimana.
Botte di rabbia ed esplosioni furiose, mattina e sera, con la vista
annebbiata dall'ira, i sensi di colpa terribili eppure inefficaci. La
voglia di lottare contro questa persona e anche contro me stessa per non
essere riuscita a digerire tutto questo suo essere sbagliato.
Suo?
Al di là di mio marito, non sono forse io che devo fare i conti con me?
Quando alla fine (che non vuol dire finalmente), la nuova chiave di lettura.
Da venedì sera mi è stata proposta una visione diversa e definitiva da
considerare attentamente, da adottare una volta per tutte.
Mio marito non è una persona normale.
E' malato. Di se stesso. E' patologicamente egotico. E proprio non ce la fa a essere una persona che pensa agli altri.
E' la sua malattia. E' la sua struttura.
Se avessi a che fare con un uomo monco, non mi arrabbierei perché questo non può aiutarmi a portare i pacchi.
Se avessi a che fare con un uomo in sedia a rotelle, non me la prenderei per il fatto che devo correre da sola.
Ecco.
Non posso prendermela nemmeno con mio marito.
Perché ha un handicap interiore che forse non si vede a occhio nudo ma questo non vuol dire che non esista.
Immagino per qualche momento, cosa significa per me riconsiderare l'uomo
con cui devo vivere fino alla fine dei miei giorni, in questa
prospettiva.
Significa rassegnarmi.
Significa arrendermi.
Significa accettare giocoforza un limite invalicabile.
Significa che non potrò mai sperare di fargli capire la mia visione (o
quella dei bambini, o quella di chiunque altro). Non potrò mai contare
su una sua crescita interiore, nemmeno in futuro con la maturità o la
saggezza della vecchiaia...
Non potrò mai pretendere che lui mi veda. Che veda chi sono, cosa penso, cosa faccio.
Perché non vede. Non vede nessuno. Vede solo se stesso.
.....
Questo significa essere soli.
E io mi sposata con la mia solitudine.
Francamente non lo immaginavo.
20/04/2010 17:23
Carissimo,
scrivo due righe giusto per dirti che ci sono e ti penso.
L'umore
subisce i suoi alti e bassi, temo viaggi a braccetto con le fasi
ormonali! Ma ora come ora sto abbastanza bene. Credo sia uno di quei
rari periodi fatti tutti di Spirito Santo che lavora. A volte mi sembra
di vederlo sudare!
Ti dirò una stupidaggine. Qualche sera fa ho
visto un film su Dorian Gray. Per quanto abbia letto e riletto il libro
ciclicamente, vedere il film mi ha fatto un certo effetto. Ovvero, mi ha
riportata a riflettere sulla bellezza dell'anima, quando uno la
coltiva. E del suo orrore quando qualcuno la trascura.
Mi ci sono rivista, perché se mi affaccio a guardarla, così come ci si guarda allo specchio, la vedo imbruttita.
Non ero così. So che Dio mi aveva progettata molto più bella e trasparente.
Io invece l'ho fatta ingrassare, l'ho fatta invecchiare, l'ho colpita tante volte quanti sono i miei peccati.
E la mia anima geme. Io so che nel segreto, geme.
La sento quando per esempio mi ritiro un minuto in silenzio a Messa.
Subito vorrebbe sfogarsi e piangere con tutte le sue forze.
La trattengo a stento.
Poi la vita esteriore riprende il suo tran tran e la cosa passa in
cavalleria, lei viene messa sotto vetro, ammutolita da tanto rumore. Da
tanto fragore.
Ricordo che mi aveva colpita tempo fa una
trasmissione dove, mettendo in chiara luce cosa succede ai polmoni di un
fumatore, dicevano giustamente che se i polmoni fossero visibili alla
luce del sole come lo è la nostra carne, smetteremmo di fumare.
Ecco, la stessa cosa si può dire della mia anima.
Potessi vederla con occhi santi, cambierei vita. Cambierei testa. Cambierei cuore.
Ora, non voglio deprimerti. In realtà cercavo di spiegare che sto
abbastanza bene, abbastanza da poter dire a me stessa e a te, fratello
carissimo, che ho preso l'indirizzo per un buon istituto di bellezza e
spero di veder rifiorire gli antichi bagliori, costi quel che costi.
Ti abbraccio, in stretta comunione.
05/05/2010 12:58
Quanto dolore!
Con occhi e orecchie aperti sulle storie di chi mi circonda, mi sento a
volte così piccola e impotente, compatire è inutile, piangere è troppo
poco...
Siamo abituati a viaggiare accanto a drammi indiicibili,
nascosti dentro il cuore della gente di tutti i giorni, senza che
nemmeno ce ne accorgiamo.
Mi inginocchio davanti a Te, Dio misterioso e onnipotente, e Ti prego.
Ti prego, Ti prego, Ti prego!... vieni a coprire tanto dolore!
12/05/2010 12:35
Errare e Perseverare
Mi sono incupita... lo vedo, lo leggo da quello che scrivo rispetto a quello che scrivevo.
M sono impigrita, anche. E' evidente.
E
sono sempre più presa da cose pratiche, urgenti, cose di tutti i giorni
che mi lasciano ben poco spazio per la dimensione spirituale.
Dimensione che mi manca da morire.
Non siamo solo corporalità, possibile che questo concetto risulti tanto difficile?
Intanto ci sono ricascata.
E devo stare zitta, perché è colpa mia e solo colpa mia.
Potevo scegliere, certo, possiamo sempre scegliere.
E io ho scelto di ricascarci.
Mi ritrovo per l'ennesima volta nella disobbedienza.
Lontano dalle Tue Leggi.
E' una droga. Deve essere una droga, non si spiega altrimenti.
25/05/2010 08:40
Molto rumore per nulla
Meno male. Era solo uno stupido sprazzo. Quanta ansia! Quanta angoscia!
Molto rumore per nulla, comunque. Era solo uno sprazzo.
Si vede che dovevo toccare con mano la mia piccolezza... La mia debolezza.
A volte mi sento proprio un burattino, però.
Perché permetti che io venga tentata così?
Non lo capisco...
Va bene, non mi importa. Non mi importa capire, tanto non ci arriverei mai. Mi affido alle Tue mani e basta.
Quello che conta è che io non mi allontani da Te.
"Dove andare, Signore, lontano dalla Tua presenza?".
01/06/2010 08:21
Fragile
Sono una canna leggera, sbattuta dal vento, fluttuante e sottomessa alle intemperie, superficiale e incostante.
Se così non fosse, resterei aggrappata a Te, Padre mio.
So
che ci sei e che la Tua mano non mi lascia. Devi averlo promesso a
qualcuno, se non semplicemente a Te stesso... Perché Tu sei fedele. Io
no.
Io Ti ascolto e non Ti ascolto. Ti seguo e non Ti seguo. Ti prego e non Ti prego. Ti penso e poi Ti dimentico.
Sono dura di cuore... e non mi lascio conquistare da Te.
Ecco, guarda quanto vuoto c'è da riempire in questa tua creatura fragile.
Il mio cuore è un abisso. Che nemmeno io conosco.
Vieni a riempirmi, Signore mio, Padrone del mio respiro.
E non stancarii di me!
Non abbandonare l'opera delle Tue mani...
28/06/2010 09:09
La Parola: un missile terra-aria
Ecco: nonostante il richiamo "celeste", la Parola sa essere terra-terra.
«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?
Se vedi un ladro, corri con lui
e degli adùlteri ti fai compagno.
Abbandoni la tua bocca al male
e la tua lingua trama inganni.
Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.
Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Capite questo, voi che dimenticate Dio,
perché non vi afferri per sbranarvi
e nessuno vi salvi.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio».
(Salmo 49)
01/08/2010 22:41
Ti seguo
"Và, vendi tutto, dallo ai poveri e seguimi."
Ho
già citato questa frase altre volte, mi insegue da quando ho cominciato
il mio Cammino e torna ricorrente. Perché identifica la mia chiamata, o
meglio ancora, se vogliamo identifica la Vocazione per eccellenza...
Nel corso degli anni ha assunto sfumature diverse, a seconda della mia età e dei miei pensieri.
Pensavo
da ragazzina all'aspetto romantico della cosa, mi dicevo "questo
significa che farò la missionaria!", poi da più adulta pensavo ai poveri
in termini di volontariato, via via riferivo il concetto di povero come
a un qualcuno bisognoso e indigente.
Gli schemi mentali a volte ingannano.
Quelli sociali... non ne parliamo.
Adesso mi ritrovo a pensare che forse "i poveri" della mia storia sono un marito e due figli.
E questo è molto più scomodo della tribù di nigeriani a cui credevo, fantasticando, di donare i miei averi.
Se
avessi ricchezze tali da poter sfamare tutti i poveri del mondo, le
devolverei senza problemi e mi sentirei finalmente salva! Ma se mi si
dice "vendi tutta te stessa all'uomo che hai sposato", qui qualche
problemino ce l'ho.
Perché il mio concetto di povero è molto diverso e il mio concetto di donazione... pure.
------
Padre
mio, io non vedo e non capisco. Ma sulla Tua Parola, sulla Tua Parola
faccio quello che mi viene chiesto e continuo a camminare
controcorrente. Illuminami. Consolami. Sostienimi.
Perdonami.
01/08/2010 23:24
Letture di oggi
Riporto alcuni passi delle letture di oggi, semplicemente straordinari...
Qo 1, 2; 2, 21-23
"Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità.
Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi
lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche
questo è vanità e un grande male.
Infatti, quale profitto viene
all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore,
con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che
dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche
questo è vanità!"
Lc 12, 13-21
"(...) E disse loro: «Fate
attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è
nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede»."
---------
Ecco, sono lontana da questa Parola, Padre.
Ma Ti rendo grazie, oggi, per tutto quello che non ho.
Perché quello che non ho
è ciò che mi ha portata ad avere quello che ho.
09/09/2010 08:38
La conoscenza
PRIMA LETTURA di oggi
1a Corinzi 8, 2
"Fratelli, la
conoscenza riempie di orgoglio, mentre l’amore edifica. Se qualcuno
crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da Lui conosciuto."
E'
da stamattina che rifletto su questi versi... La conoscenza che fa
crescere il proprio io e quella che fa crescere gli altri. Una che è
fine a se stessa e l'altra che è rivolta al prossimo.
Ancora una
volta mi faccio aiutare dalle similitudini più vicine alla mia
comprensione, quelle che fanno parte della mia vita di tutti i giorni.
Per
esempio. Io ho due figli piccoli. E da quando sono al mondo, non faccio
altro che riversare su di loro la mia conoscenza, tutto quello che so.
Ma tutto quello che so non lo trasmetto loro perché mi riconoscano come
punto di riferimento, lo trasmetto perché possa tornargli utile. Perché
possa farli crescere. Ecco quindi che diventa più un discorso di 'amore
che edifica' piuttosto che un indottrinamento da cattedra.
Loro lo sanno. Sono ancora abbastanza piccini da assorbire come verità assoluta quello che gli dico.
Per non contare il fatto che, ai loro occhi, tutto ciò che so è ciò che sono.
Per
spiegarmi meglio, basti pensare a quando si dice "i bambini assimilano
quello che vedono fare ai genitori, non quello che essi dicono". Motivo
per cui il mio sapere altro non è che il mio essere ciò che sono.
In
soldoni: se io fossi 'piccola' come loro, saprei che è il Padre mio a
conoscere, non io. Saprei che Lui mi conosce più di quanto non mi
conosca io.
E se davvero così facessi, sarei allora abbastanza umile
da abbassare la testa e limitarmi a far conoscere agli altri solo il mio
piccolo amore.
28/09/2010 11:49
Messaggio della Madonna di Medjugorje
Messaggio del 25 settembre 2010
"Cari figli, oggi sono con voi e
vi benedico tutti con la mia benedizione materna di pace e vi esorto a
vivere ancora di più la vostra vita religiosa perchè siete ancora deboli
e non siete umili.
Vi esorto figlioli, a parlare di meno e a
lavorare di più sulla vostra conversione personale affinchè il vostro
testimoniare sia fruttuoso.
E la vostra vita sia una preghiera incessante.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
06/10/2010 09:04
In cammino verso Te
Il cucciolo grande ha cominciato il catechismo.
E domenica siamo andati a Messa insieme...
Fin
qui niente di particolare. Se non fosse che quella è la Chiesa in cui
sono cresciuta, la stessa che mi ha vista entrare e uscire migliaia di
volte, da quando avevo 4 anni a oggi.
Come me, molti altri, che domenica osservavo con una sorta di sguardo globale, in contemplazione.
Generazioni
che l'hanno frequentata a che adesso si ritrovano a portarvi i propri
figli... Gli anziani che una volta portavano noi, e i nostri cuccioli
che noi portiamo adesso.
Tutti sempre per mano, da decenni.
E' bellissimo.
Radunati
davanti al nostro Padre Celeste, con i nostri amori e le nostre storie,
incastrati e intessuti tra di noi in mezzo al mondo, era così chiaro
come avessimo in comune un solo Dio! Un Dio che con questi occhi è
facile vedere paterno, dolcissimo, amorevole e sapiente.
Onnipotente.
Io
che di mezza chiesa conosco tutta la vita, guardavo attraverso le
persone con commozione e tenerezza... Figuriamoci come può guardarci chi
ci ha creato!
Con quanto amore!...
Siamo troppo spesso presi a
guardare il quadro da vicino che alla fine non ci rendiamo conto di
quanto sia meravigliosa la sua trama nell'insieme, vista da lontano, col
senno del prima e col senno del poi.
10/02/2011 20:59
Rimbomba silenzio
E' da tanto che non scrivo qui...
Non ci sono motivi particolari, forse solo non riesco a superare la sensazione di ipocrisia.
Parlo della mia.
Cerco di guardare la mia condizione prima di aprire bocca e quando la guardo... taccio.
Sì, probabilmente è meglio che stia zitta.
Quello che mi sconvolge intimamente da qualche tempo a questa parte è
realizzare quanto poco perdono circoli nel mondo. A cominciare dal mio
piccolo mondo personale.
La parola Perdono comincia a rimbombarmi ovunque.
A martellarmi.
Perdono...
Perdono...
Quanto poco perdono...
20/02/2011 21:08
Non ci sono "giochetti". Sei discepolo? Sii discepolo ogni istante.
25/02/2011 22:06
"Siamo così stoltamente presi dall'assillo del peccato... mentre dovremmo essere presi dall'assillo della Grazia!"
06/03/2011 22:23
Non ci vedo
Il fatto è che non so guardare.
Non ho occhi per guardare lucidamente.
La Luce vorrebbe attraversarmi e io invece resto materia opaca.
26/04/2011 08:26
Ogni giorno Pasqua
Meravigliosa, gloriosa Pasqua!
Ogni anno mi sembra di capire meglio.
Ogni volta che mi sembra di capire meglio, capisco quanto ancora poco chiaro mi sia questo Mistero.
La sensazione è quella di camminare su una luna strada offuscata dalla
nebbia... e quando questa a tratti questa si dirada, capire che non è
una strada ma un ponte.
09/05/2011 09:41
In cammino
E' un po' come sapere quanto durerà il viaggio.
Se uno sa di dover viaggiare per 1000 km, si organizza.
Se pensa di dover fare un viaggetto di 10 km, allora si regola per 10 km.
E' la durata della vita, quella che qualcuno pensa debba finire verso gli 80 anni... quella che invece va oltre e per sempre.
Chi la vive a tempo determinato, ovviamente punta tutto sull'attimo.
Chi la vive a tempo indeterminato, cambia completamente prospettive e modo di vedere la realtà quotidiana.
11/05/2011 08:41
Che gioia!
La Vita canta dentro di me!
Ed è bellissima!
Non sono mai stata così bene da quando mi hai spinta ad abbracciarti, Padre mio.
24/05/2011 11:51
Compleanno
Ti rendo grazie e Ti lodo, Padre mio amatissimo, per questo giorno meraviglioso in cui mi hai chiamata alla vita!
08/07/2011 15:23
Che 'ora' è?
Più il cammino avanza e più diventa superfluo dire tante cose. Non so
nemmeno quanto possa servire scriverle qui dentro... Ogni cammino è a
sé.
Di mio, penso ogni giorno di più che la preghiera sia parte integrante dell'essere. E non del fare o del dovere.
Mi rifaccio a Giovanni Paolo e a quello che dicono le persone a lui più vicine: pregava incessantemente.
Senza andare troppo lontano, lo dice la Scrittura stessa, senza possibilità di equivoco: pregate incessantemente.
Dunque non più i canonici momenti scadenzati dalla Liturgia delle Ore ma un'orazione continua, come continuo è il respiro.
Non ci riesco, sia chiaro.
Ma ho intensificato.
E' un processo naturale, se cerco di camminare verso di Lui.
Chiaramente arranco e barcollo come i bambini che muovono i primi passi,
spesso gattono e spesso mi siedo col sedere per terra. Ma lo cerco. In
ogni momento della giornata in cui sono in silenzio da sola con me
stessa.
Se sono sola con me stessa, allora sono sola con Lui.
E Lo cerco.
Cerco il Padre mio, ho Lui solo, e in Lui 'getto ogni mio affanno'. Presso di Lui mi rifugio appena posso.
Nelle giornate in cui ho la possibilità di arrivare in ufficio più
tardi, mi fermo al Santuario del Divino Amore e scappo nella cappellina
dove è esposto il Santissimo...
Che momento di Pace!
Cerco l'esercizio del silenzio, perché è nel silenzio che Lui parla... ma quanto è difficile!
E più cerco la preghiera, più le parole si diradano. Si raggrumano. Si
riducono e infine trasformano in quelle poche frasi che poi sono il
'Padre Nostro'.
Anche qui... non ce lo aveva forse già detto? Non sprecate parole. Quando pregate, pregate così: Padre Nostro...
Vivere intensamente questa preghiera, non come semplice recita ma
meditando ogni singola Parola e restituendola poi a Lui meditata, è
difficilissimo! Spesso mi arresto fin dal concetto di Dio Padre Nostro,
ovvero Padre di tutti.
Superficialmente non mi sembrava, eppure quanto è dura pensarLo Padre di ciascun essere umano...
Padre di ciascun essere umano!
Mammamia!
Vabè, ho detto già troppo. Ora vado. Ora et labora.
13/07/2011 09:03
Esercizi
L'esercizio del Silenzio è una delle cose più difficili che esista.
Soprattutto se ci si mette di buzzo buono e con una discreta dose di razionalità.
Poi, per carità, ci sono quelli che rivestiti di una particolare Grazia
riescono a calarsi nel silenzio del cuore in un istante, gli basta poco,
vedono il Santissimo ed entrano in catalessi, cascasse il mondo.
Quando entro nella cappellina del Santissimo, li vedo. Stanno lì, dritti
come fusi, occhi chiusi, immobili, trascendenti... E provo un'invidia
indescrivibile.
Io invece mi siedo, la schiena non regge e si curva subito come un
saccoapelo, passo il tempo alla ricerca del silenzio interiore tentando
di allontanare i pensieri, le sensazioni del mio corpo, la percezione
delle altre persone, l'orologio che scorre avvicinandomi agli orari di
ufficio e ingaggio una lotta estenuante per diventare estranea ai rumori
intorno...
Puntualmente, quando sono allo sforzo massimo, ecco che arriva la
signora delle pulizie col carrello cigolante! O la pia donna che mi
siede accanto e comincia a frugare nella borsa! O il tizio col
raschietto alla gola! O, dulcis in fundo, il sacrestano che deve fare
esercizi con l'organo a canne e giù di scale, avanti e indietro,
doremifasollasido!!!
Argh!
Quant'è difficile, Padre mio!
Tu parli nel Silenzio del cuore... ma Ti prego, qualche volta aiutati con un megafono!
22/07/2011 10:18
Silenzio... Interiora!
Ci ho riprovato. Non demordo. Cappellina del Santissimo. Silenzio assoluto stavolta.
E le mie frattaglie hanno cominciato a rumoreggiare allegramente rompendo l'anima a tutti!!!
Non ho parole.
13/09/2011 11:50
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore
Eh, perché può anche succedere che devi mettere sul piatto della bilancia le giuste priorità.
Le persone sono persone e gli animali sono animali... La distinzione mi è chiara.
Ieri ho portato la mia cagnetta dal veterinario per l'eutanasia. E lo
so, lo so benissimo che è solo un cane, mi scuso con chi legge fin
d'ora, ma ci sono stata male lo stesso. Irrazionalmente. Affettivamente.
Ho voluto un gran bene a quella bestiola, che ha fatto il suo dovere
per 13 anni e mi ha donato tutto il suo incodizionato amore obbedendo a
leggi naturali che per noi uomini restano tutt'oggi misteriose.
Vedere la vita abbandonare il suo corpo mi ha fatto piangere lo stesso, anche se è solo un cane.
Stamane ho trovato una risposta ascoltando questi versetti per caso...
"Poiché tu ami tutte le cose esistenti
e nulla disprezzi di quanto hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata.
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi?
O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza?
Tu risparmi tutte le cose,
perché tutte son tue, Signore, amante della vita."
............
Libro della Sapienza
cap. 11, 25-26
24/09/2011 14:16
Nebbia
Ha preso sentieri così articolati, il percorso delle giustificazioni, da
essere ormai irrintracciabile quel lontano, vaghissimo punto di
partenza. Quel momento in cui era chiaro cosa fosse giusto e cosa
sbagliato.
E non si può parlare di bene o di male, non si può parlare di dritto o
sviato. Parlare di morale dà fastidio, si adottano terminologie
alternative. Schierarsi non è possibile, venire tacciati di integralismo
è un attimo.
Aprirsi alla comprensione dei più svariati punti di vista credo sia
possibile solo al Padre Eterno, che conosce la storia e il cuore di
ciascuno personalizzando fortunatamente il Suo discorso con ogni singola
anima.
Ma noi è meglio che si stia zitti, mi pare d'aver capito.
27/10/2011 08:50
Messaggio del 25/10/2011
Messaggio della Madonna di Medjugorje del 25 ottobre 2011
"Cari figli, vi guardo e nei vostri cuori non vedo la gioia. Oggi io
desidero darvi la gioia del Risorto perché Lui vi guidi e vi abbracci
con il suo amore e con la sua tenerezza. Vi amo e prego incessantemente
per la vostra conversione davanti al mio figlio Gesù. Grazie per aver
risposto alla mia chiamata."
E' meraviglioso sapere che Lei prega per me, che il mio cammino non
dipende solo dai miei passi ma che qualcuno mi segue e intercede...
"Io sono tranquillo e sereno, come bimbo svezzato in braccio a sua madre... Come bimbo svezzato è l'anima mia."