lunedì 9 novembre 2015

"I poveri li avrete sempre con voi"

Da qualche mese sul ciglio della strada che percorro per andare in ufficio (via di Valle Caia), sosta un signore anziano seduto sulla sua sedia a rotelle.
Sta lì, guarda le macchine che passano, ad una ad una, a destra e a sinistra.
Ho immaginato non avesse nulla di meglio da fare per passare il tempo e mi ha fatto tenerezza.
Sono quasi undici anni che passo per di là e non si era mai visto.
Per curiosità, nei giorni successivi ho cercato di vedere dove abitasse e per quanto difficoltoso possa essere rallentare proprio in quel punto (è in mezzo a due brutte curve), alla fine sono riuscita a sbirciare.
Quello che ho visto mi ha messo paura, una casa completamente abbandonata, nel bel mezzo della campagna incolta... finestre senza vetri, stradina dissestata, cancello rotto, una vera stamberga.
A quel punto, focalizzando una situazione più seria di quanto già mi poteva sembrare, ho deciso che avrei dovuto conoscere quel signore.
Qualche settimana dopo ho preso coraggio, ho approfittato di un momento senza traffico, l'ho visto da lontano seduto lì, al freddo, sulla sua sedia a rotelle e mi sono accostata...
Lui mi è venuto incontro.
Sapeva chi ero, già da un po' di tempo quando passavo vicino a lui, sia la mattina che la sera dopo il lavoro, lo salutavo con la mano e lui rispondeva sorridendo.
Si è avvicinato camminando con gambe malferme al mio finestrino e mi allungato la mano per presentarsi.
Il sorriso era buono, lo avevo già osservato nel mio andirivieni, la mano era grossa e gonfia, sporca come quella di un contadino.
L'ho stretta. "Piacere, Maurizio!" ha detto presentandosi, e io gli ho detto il mio nome.
Mi veniva da dargli del tu, ho cercato di non farlo per rispetto. Gli ho chiesto come stava, se aveva bisogno di qualcosa, se in casa aveva le utenze visto che non c'erano nemmeno le finestre!
Lui ha raccontato qualcosa di sé, aveva bisogno di parlare.
Era proprierario di un grosso negozio di carni a Genzano, è stata l'invidia della gente a rovinarlo... la stessa che non lo vuole sul ciglio della strada e ha mandato apposta i vigili dicendo che stava lì per chiedere l'elemosina. La sua casa non è quella che si vede dalla strada, è alle spalle. Ringraziando il cielo hanno le finestre e le utenze, Maurizio ci abita con la figlia, il genero e tre nipotine, in affitto.
Sua moglie è morta da pochi mesi all'età di 56 anni per problemi di cuore e lui non sa darsi pace.
Da quando è rimasto solo, si spinge fin lì sulla strada per passare il tempo.
Lavora solo il genero, un giardiniere che deve sfamare 6 bocche. Quello di cui hanno bisogno, mi ha detto, è solo un po' di spesa, qualche vestitino per le nipotine. 1, 7 e 11 anni.
Mentre parla, lo raggiunge la nipotina più grande. E' uno scricciolo vispo che mi saluta con curiosità.
Dopo un po' l'ho salutato e sono andata via con la promessa che avrei fatto qualcosa per loro.
Quello che non gli ho detto è che non so come!
Io arrivo a malapena alla fine del mese, devo chiedere puntualmente i soldi a mio padre e per quanto possa aver rinunciato a qualsiasi forma di lusso, a qualunque velleità di benessere, privando me e i miei figli di tantissime cose, non arrivo al 27. La sicurezza economica non so cosa sia.
Mi chiedo a cos'altro potrei rinunciare per aiutare chi ha più bisogno di me.
Per il momento, tutto quello che mi viene in mente è chiedere a mia volta, chiedere a chi conosco di aiutarmi ad aiutare questa famiglia. Soprattutto queste tre bimbe.
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Comunque il Vangelo di ieri mi ha messa ulteriormente in crisi.
Quella vedova ha dato tutto.
"Tutto quello che aveva per vivere".
Adoro quella vedova. E l'amava anche Gesù, si capisce da come ne parla.
Lei non si chiede come farà. Non si chiede a chi sta dando quel denaro, perché quale uso se ne farà.
Lei dà e basta.
Io non ci riesco. Il poco che ho, me lo tengo stretto!
Venerdì scorso ho fatto la spesa per tutta la settimana e, per carità, vado al discount, ogni cosa è calcolata al centesimo ma... di sicuro il mio frigo è più pieno del frigo di questa famiglia.

Non sono stata messa nemmeno di fronte a una situazione drammatica, più grande delle mie forze: questa persona, con grande semplicità e grande dignità, mi ha chiesto solo un po' di spesa e qualche vestitino.
Fattibilissimo.
Se non li aiuto, non muore nessuno.
Io però... sento che mi sto impoverendo ogni giorno che passa, ogni giorno che lascio passare senza fermarmi davanti a Maurizio, ogni giorno che lo saluto e non faccio qualcosa per lui.
......
Sostanzialmente credo che l'insegnamento della vedova sia questo.
Lei è riuscita a dare tutto quello che aveva per vivere, perché il suo vivere non dipendeva più dai soldi ma dal Signore.
E ha svuotato la sua mano, per stringere la Sua. 


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